Come aggirare il blocco di Twitter

Il controllo dei server da parte delle autorità nazionali di comunicazione è sempre più invasivo ma qualcosa si può fare

23 / 3 / 2014

Come aggirare il blocco di Twitter

Da ieri, la Turchia impedisce l’accesso alla piattaforma californiana. Ecco qualche trucco per usarla comunque. Non solo per smanettoni

Chi di Twitter ferisce di Twitter perisce. Da quando, ieri pomeriggio, il primo ministro islamico Recep Tayyip Erdogan ha battezzato il blocco del microblog in Turchia al grido di “estirperemo Twitter” la sua decisione è stata condannata anche a colpi di cinguettii. A partire da quello del presidente Abdullah Gül, secondo cui “la chiusura totale delle piattaforme di social media non è accettabile”.

Da Bruxelles è arrivata la reazione in azzurro del vice presidente Neelie Kroes, che ha definito “sbagliata la direzione” indicata da Erdogan e “triste” la giornata in corso.

E dal commissario europeo all’allargamento Štefan Füle, secondo cui la libertà di comunicare è da considerarsi “un valore fondamentale dell’UE”.

Anche il microblog è intervenuto direttamente: non per puntare il dito contro il leader turco, ma per permettere agli utenti di continuare a cinguettare nonostante l’intervento che, su iniziativa di Erdogan, è passato dall’Autorità delle comunicazioni turca per arrivare ai provider, che hanno l’obbligo di rispondere immediatamente all’ordine di blocco. Fatte le debite proporzioni in termini di ragioni della presa di posizione e del significato che assume in termini di libera circolazione delle informazioni, a livello tecnico non dovrebbe trattarsi di niente di più e niente di meno di quello che accade quando vengono oscurati i siti che trasmettono o linkano a contenuti in streaming non protetti dal diritto d’autore. Arrivano infatti conferme, cinguettio di Gül stesso, del fatto che cambiando DNS o utilizzando una connessione VPN si è in grado di proseguire con la navigazione.

Per gli utenti più esperti si tratta di pratiche note. Chi non mastica termini di questo genere, nel primo caso può fare riferimento a OpenDNS o Google DNS. I turchi, come segnala Mahsable, possono affidarsi alle istruzioni pubblicate da Wikileaks, compreso un dettagliato video per chi possiede un iPhone. Per proteggere dalle restrizioni con una VPN, invece, bisogna attivare un servizio che può essere sia a pagamento - più sicuro - sia gratuito. La prima opzione, prova arriva sembra dalla stessa fonte, è stata utilizzata.

Nel secondo caso uno dei servizi ad andare per la maggiore è stato Hotspot Shield, servizio VPN gratuito. 

Tratto da:

Come detto, Twitter è sceso in campo direttamente proponendo con gli operatori di telefonia mobile Vodafone e Turkcell l’accesso via sms.

A questo proposito vale la pena sottolineare come soluzioni come quella della startup di Singapore U2opia, che permette di collegarsi a Facebook, Twitter e Google anche in assenza di connessione nei Paesi emergenti, possano assumere un valore ulteriore al contrasto al digital divide con cui si propongono. Da qualsiasi parte la si guardi, il medium che si cerca di zittire è lo stesso che contiene i mezzi per continuare a parlare. Anzi, in questo caso, a cinguettare.

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