Coronavirus - Socialità e cultura non hanno prezzo

14 / 3 / 2020

Consapevoli che lo scritto che segue tratta una piccola parte delle problematiche che stanno emergendo in questo momento di eccezionalità, vogliamo provare ad iniziare a ragionare su quelle che sono le prospettive future all'interno di questa fase molto particolare.

Rottura dei rapporti sociali e umani tra singoli e collettività, sanità e diritto alla salute, precarietà, lavoro, reddito e forme di mutualismo, sono altrettanti temi che devono essere analizzati ma che non possono essere sintetizzati in un unico testo.

Può questa essere una possibilità per rompere un meccanismo di isolamento, di individualizzazione, provando ad utilizzare gli strumenti digitali per organizzarsi, continuare a tenere vive le idee, le relazioni e la discussione tra più soggetti.

Con l'emergenza Coronavirus in tutta Italia si sono fermate migliaia di attività.

Tra queste, le prime a subire limitazioni sono state le attività didattiche e le attività socio-culturali di tutto il paese. Ora che la crisi sanitaria che stiamo attraversando impone una frenata ancora più brusca e prolungata, è necessario però affrontare con chiarezza una questione di fondo molto importante che riguarda per l'appunto il sostentamento e la possibilità di continuare a esistere per queste realtà.

Fermarsi per due settimane, un mese e anche più, con le programmazioni, gli artisti, i corsi, gli incontri pubblici, mette in seria difficoltà e pericolo spazi sociali, centri ricreativi, circoli, cinema indipendenti, teatri, e alla crisi delle strutture si aggiunge anche la crisi lavorativa di molte e molti.

Questi spazi promuovono "un'economia" che nasce e cresce dalla cultura, che si differenzia da un'economia di mercato, un'economia che mette al primo posto le relazioni umane, la solidarietà, che crea legami, pensiero, Comunità e che ora è costretta a fermarsi.

Crediamo che sia necessario dotarci di strumenti che preservino ancora di più queste esperienze e le persone/professionist* non riconosciut* che le fanno vivere e le animano.

Chiediamo garanzie in questo stato di eccezionalità, chiediamo reddito di quarantena e dignità, chiediamo l'annullamento degli affitti nei mesi di blocco forzato che siano pubblici o privati, chiediamo sostegno economico per pagare bollette e forniture. Sostegno economico che sempre e in gran misura viene garantito alle categorie degli industriali e ai commercianti.

I nostri spazi, gli spazi di cultura e socialità, possono essere inoltre motori per sconfiggere le difficoltà che questo stato di eccezione ci presenta: auto organizzazione per garantire servizi minimi ma essenziali con le dovute cautele sanitarie, mutuo aiuto per chi si trova in difficoltà in questo delicato momento, sostegno sindacale per chiunque sia in situazioni di difficoltà.

Proprio per questo ci stiamo organizzando anche nel nostro territorio per mettere in campo pratiche solidali che possano offrire un sostegno dal basso a chi sta subendo in maniera più forte e diretta le conseguenze di questo stato d'eccezione.

Seguiteci per i prossimi aggiornamenti.

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