Corteo studentesco: le scuole tornano al centro dell'attenzione

7 / 2 / 2020

Pubblichiamo il comunicato del Coordinamento Studenti Medi Venezia-Mestre sulla mobilitazione che oggi, 7 febbraio, si è svolta a Mestre. Il corteo, partecipato da centinaia di studenti e studentesse di tutte le scuole di Venezia, Mestre e Marghera, si è concluso sotto l'ufficio regionale scolastico.

L’Italia è il paese europeo che investe meno nell'istruzione pubblica, nell'anno scolastico 2018/2019 si sono verificati 70 crolli e gravi danni strutturali (uno ogni tre giorni) in tutto il paese e quotidianamente possiamo vedere come la scuola pubblica venga sempre più destituita dal suo ruolo di formazione e di fucina di menti critiche e pensanti.

Di pari passo con le riforme scolastiche che anno dopo anno hanno annichilito il mondo della formazione con innumerevoli tagli, possiamo vedere chiaramente come la volontà dei governi e delle istituzioni non sia quella di mettere al primo posto la formazione bensì quella di rendere la scuola pubblica un luogo vuoto in cui l’unico obiettivo è quello di preparare i giovani al mondo del lavoro senza porre attenzione sull'importanza dello spirito critico nei confronti della società e del mondo che ci circonda.

Possiamo trarne un chiaro esempio dall'introduzione dell’Alternanza Scuola-Lavoro: un progetto che, sotto la volontà di facciata di preparare i giovani al mondo del lavoro, ha in realtà il chiaro obiettivo di obbligare gli studenti e le studentesse a prestare ore di lavoro gratuito, che potrebbero essere destinate alla formazione, in funzione dei privati, delle aziende e delle multinazionali che lucrano sullo sfruttamento della componente studentesca.

Il progetto “Scuole Sicure” non è da meno, anch'esso rientra tra quei provvedimenti che stanno disgregando giorno dopo giorno il mondo della scuola inserendo dinamiche proibizioniste fallimentari e repressive che rendono gli istituti dei luoghi di controllo intimidatori piuttosto che di crescita e consapevolezza critica della realtà. Per questo progetto continuano ad essere investiti milioni di euro l’anno, nonostante le necessità reali degli studenti e delle studentesse che vengono continuamente ignorati.

Quando parliamo di una scuola che investa davvero nella formazione e nella crescita non possiamo non pensare ad una scuola che parli di giustizia climatica e che dia gli strumenti alle studentesse e agli studenti per comprendere la crisi climatica, le sue cause e che trasmetta la necessità di mobilitarsi e di attivarsi a riguardo, essendo questa la sfida più imminente che ci troviamo ad affrontare. Nonostante questa sia la scuola a cui miriamo la realtà dei fatti è tutt'altra: è di poco tempo fa la notizia che l’Associazione Nazionale Presidi ha stipulato un accordo con ENI per organizzare negli istituti delle giornate di formazione sull'emergenza climatica, la stessa ENI responsabile di innumerevoli disastri ambientali e che attraverso l’estrazione dei combustibili fossili ha distrutto e sta distruggendo tuttora le risorse e i territori del nostro pianeta. Il capitalismo green di ENI non può e non deve avere spazio nelle scuole e nel mondo della formazione, essendo quest’ultimo proprio il luogo che ha il compito trasmettere la consapevolezza che contraddizioni come questa sono quelle contro cui dobbiamo attivarci e mobilitarci.

In risposta a tutto ciò oggi centinaia di giovani si sono mobilitati da numerose scuole di Venezia e della Terraferma e si sono diretti in corteo verso l’Ufficio Scolastico Regionale, l’ente responsabile per questo territorio della gestione dei finanziamenti alle scuole. Le tante e i tanti, studentesse e studenti, si sono fatti sentire in maniera forte e chiara, facendo emergere tutte le contraddizioni e le problematiche che vivono nei propri istituti e sottolineando la necessità di un cambiamento radicale del mondo della scuola pubblica affinché quest’ultima diventi davvero un luogo di crescita e di stimolo per i giovani.

Alla fine del percorso il corteo si è trasformato in una partecipatissima assemblea pubblica in cui sono emersi ancora una volta tutti i problemi strutturali di cui soffrono le scuole del territorio ma anche la solidarietà reciproca tra le numerose scuole che hanno attivamente partecipato alla mobilitazione.

Le ultime settimane e la giornata di oggi sono state un punto di partenza fondamentale per un percorso che non ha intenzione di terminare qui, bisogna ripartire dalle scuole, dai giovani e c’è la necessità di farsi sentire ancora più forte nei confronti di un sistema che non ascolta le necessità degli studenti e che mette all'ultimo posto la scuola pubblica.

Coordinamento Studenti Medi Venezia-Mestre

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