Ex Gkn: “con tutta la dignità in corpo”

Corteo, sabato 18 maggio, h 14.30, via Mariti, Firenze.

16 / 5 / 2024

L’appello della manifestazione.

Perché il 18 maggio h 14.30, a Firenze “con tutta la dignità in corpo”?

Perché da 33 mesi i nostri corpi fanno quello che un intero sistema non vuole, non sa fare: ottano contro delocalizzazione, speculazione, salvaguardano la fabbrica e il territorio, progettano la ripartenza al servizio della transizione ecologica.
Ma non ci rimane tempo. Pur di farci cedere, attaccano questi nostri corpi, lasciandoci senza stipendio, attaccando le nostre attività culturali, calunniando la lotta, riducendoci a un problema di “ordine pubblico”. E attorno a noi aleggiano repressione e processi poco chiari. "Ed è nel momento più buio che la vostra luce serve" (cit).

Per una legge regionale per creare un consorzio pubblico che rilevi l’area: un precedente che aprirebbe la via a una stagione di intervento pubblico, per uscire dalla povertà, dalla precarietà e per una reale transizione ecologica.

E se il futuro cominciasse adesso?
In occasione dell'anniversario dello Statuto dei Lavoratori, difendiamo e rivitalizziamo i diritti all'organizzazione collettiva delle lavoratrici e dei lavoratori.

Conosci la nostra storia?
La Gkn, la vecchia Fiat di Firenze, venduta nel 2018 a un fondo finanziario. Chiusa il 9 luglio 2021 di colpo.
Nel 2022 arriva un nuovo proprietario, fa accordi riservati con il fondo finanziario. Non presenta un vero e proprio piano industriale. Prende 2 anni di cassa integrazione, soldi pubblici, senza praticamente fare nulla. Poi riapre i licenziamenti e liquida. Cosa vuole fare dell’area di 80mila metri quadri, una volta svuotata la fabbrica?
Il sospetto, forte e legittimo, è che sia un’operazione che avalla la delocalizzazione prima, la speculazione finanziaria e immobiliare poi. Il tutto in un territorio appena alluvionato come Campi Bisenzio.

Che cosa hanno fatto le operaie e operai nel frattempo?Da 33 mesi sono in assemblea permanente. Presidiano la fabbrica e la salvaguardano.
Progettano una reindustrializzazione, con campagne di azionariato popolare e reti di competenza.

A che punto siamo?
Da quattro mesi siamo senza stipendi e costretti a licenziarci per fame.
Vogliono trasformare la nostra lotta in un problema di ordine pubblico, con denunce e richieste di intervento del Ministero dell’Interno.
Avvenimenti strani: un “attentato” dal sapore mafioso ha rabbuiato la fabbrica colpendo la cabina elettrica.
Vogliono vederci cedere. Ma noi abbiamo un progetto e una proposta.

Che cosa chiediamo?Stipendi e difesa dei diritti sindacali.
Lavoro e reindustrializzazione per la transizione ecologica.
Intervento pubblico, per creare un polo delle energie rinnovabili e della mobilità sostenibile.

Che cosa proponiamo?
Fabbrica socialmente integrata in simbiosi con il territorio.
Una legge regionale per creare un consorzio con Comuni, università, associazioni, start-up, cooperativa operaia per poter rilevare l’area e metterla a disposizione del lavoro.

Perché ti chiediamo urgentemente di scendere in piazza con noi?
Non ci rimane tempo, e nemmeno al resto del mondo.
Se vinciamo noi, si crea precedente positivo per tutte/i. Ed è essenziale che avvenga in un paese che sprofonda nel disagio, precarietà, povertà e bassi salari. E in un mondo che corre verso distruzione climatica e guerra.
Se perdiamo, si crea un precedente pericoloso per tutte/i: distruzione dei diritti sindacali e sociali in nome di delocalizzazione e speculazione.
L’intervento pubblico per l’ex-Gkn può dare a un intero paese un esempio di pianificazione pubblica: fermare la perdita di posti di lavoro, il precariato, l’impoverimento, la spirale a ribasso dei salari, le delocalizzazioni.
Per il futuro: riconversione ecologica delle industrie inquinanti e di quelle della guerra.