Fabriano - (Anti)democrazia sindacale

Cgil/Cisl/Uil contro gli operai (e i propri tesserati) in mobilitazione

18 / 12 / 2009

Giovedì 17 dicembre va in scena a Fabriano la grande giornata di mobilitazione promossa dai sindacati confederali contro la crisi del distretto industriale fabrianese, "la prima emergenza occupazionale nazionale" come verrà definita nelle dichiarazioni alla stampa.

Dopo l'occupazione della sede dell'Antonio Merloni lo scorso 5 novembre, il gruppo Effetti Collaterali - composto da operai, migranti, precari, disocccupati e studenti - protagonista delle battaglie a difesa dei diritti dei lavoratori, è determinato a essere presente, ad intervenire autonomamente.

Dal presidio dello stabilimento di Santa Maria, gli attivisti si dirigono con mezzi propri al palazzetto dello sport dove si dovrà tenere l'assemblea pubblica promossa dai sindacati. 

Alle 10.30 arriva il corteo dei sindacati partito dalla Piazza del Comune. La manifestazione vede la presenza dei Presidenti delle Regioni di Marche e Umbria oltre ai Segretari Generali di Cgil, Cisl e un membro della segreteria nazionale Uil, insieme al primo cittadino di Fabriano e altri sindaci delle città dove sorgono stabilimenti dell'Antonio Merloni. 

L'assemblea ha inizio trenta minuti dopo. Un nutrito gruppo di attivisti degli Effetti Collaterali richiede la possibilità di leggere, nell'assemblea dichiarata pubblica dagli stessi organizzatori, un comunicato in cui si rivendicava l'occupazione degli uffici dell'Antonio Merloni del 5 novembre. 

Si entra in una trattativa che dura circa mezz'ora e che vede la chiusura netta delle organizzazioni sindacali: sostengono che l'assise è blindata

Verso le 12.15 una quarantina di operai e militanti degli Effetti Collaterali scendono nel parterre del palazzetto rivendicando il diritto di intervenire all'interno dell'assemblea: immediata è la reazione violenta del servizio d'ordine dei sindacati che bloccano e spintonano gli attivisti e i loro stessi tesserati, molti dei quali membri delle rsu di alcune fabbriche in crisi del territorio. 

Dopo pochi secondi si aggiungono le forze dell'ordine che allontanano gli operai dall'assemblea mentre fuori il reparto mobile scende dai mezzi e si prepara, ma fortunatamente viene bloccato dal dirigente della PS.  Qualche minuto più tardi, all'esterno del palazzetto, gli Effetti Collaterali convocano una conferenza stampa dove denunciano l'atteggiamento antidemocratico del sindacato, la schizofrenia e l'arroganza di quei sindacalisti che hanno strattonato gli stessi loro tesserati.  - L'intervento "negato" agli operai in lotta

- Il comunicato degli Effetti Collaterali 

Il gruppo degli Effetti Collaterali è composto da lavoratori, studenti, migranti, precari e vuole rivendicare la sua presenza all'iniziativa che si è svolta durante l'assemblea dei sindacati di giovedì 17 dicembre. Durante l'assise pubblica una quarantina di persone, appartenenti agli Effetti Collaterali, di cui solo una parte attivisti del Csa Fabbri, ha richiesto la possibilità di leggere un documento in cui si rivendicava l'occupazione degli uffici dell'Antonio Merloni da parte di alcuni operai, ciò è stato vietato dai dirigenti sindacali in modo anti democratico,usando anche la forza.

Tra gli Effetti Collaterali, che hanno protestato, erano presenti anche molti lavoratori, appartenenti anche alle stesse sigle sindacali che li hanno cacciati, e rappresentanti delle rsu di molte aziende del territorio. I dirigenti sindacali hanno usato la forza e l'arroganza contro gli stessi iscritti e non solo contro gli attivisti del Csa Fabbri e hanno avuto la grave responsabilità di creare una frattura con gli stessi lavoratori che in teoria avrebbero dovuto rappresentare.  Effetti collaterali   

"Visto l'impedimento esercitato dalla burocrazia sindacale, il gruppo Effetti Collaterali ha deciso di fare una doverosa forzatura all'interno dell'assemblea e di prendere la parola. Il servizio d'ordine dei sindacati ha cominciato ad usare la forza per impedire ai compagni di parlare, dopo di che sono intervenute le forze dell'ordine che hanno bloccato lavoratori e studenti; “accompagnati fuori” gli è stato impedito di rientrare all'assemblea. Questa è la loro democrazia, il loro modo di governare le contraddizioni è quello di stampo fascista che toglie con la forza il diritto di parola, il loro modo di risolvere la crisi è quello di fare passerelle autocelebrative." 

- Il comunicato del Csa Fabbri

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18/12/09 La corrispondenza con Emanuele, Csa Fabbri