Falconara - Una ruspa in consiglio comunale

Peccato fosse solo una ruspa giocattolo, ma almeno che si divertano con questa invece di scherzare con la vita delle persone...

30 / 1 / 2010

Falconara. Consiglio comunale. Si discuteva, tra le altre cose, della sconcertante vicenda dello sgombero e demolizione - senza preavviso - del prefabbricato di via Stadio, abitato dalla famiglia Caimmi, avvenuti nel novembre scorso, con annesso megamanifesto natalizio, a celebrarne l'idiozia.

Presenti allo show un nutrito gruppo di ragazz* del c.s.a. Kontatto, una delegazione delle Associazioni in Rete, Diego Caimmi e il rappresentante della comunità rom falconarese Umberto Spinelli; ma soprattutto una ruspa giocattolo, che tra il brusio e lo stupore generale ha catalizzato l'attenzione, tra la noia delle frasi fatte e delle risposte mancate.

Prima spunta tra il pubblico, poi punta dritta verso l'emiciclo: è lei la vera protagonista della serata. Anche perchè stasera il Sindaco, dopo le disinvolte dirette televisive sull'argomento e le dichiarazioni giornalistiche perentorie, ha preferito tacere.


Del resto, da quello che si è desunto anche stasera, la maggioranza è un disco rotto: ha ripetuto le medesime giustificazioni dei giorni di novembre e di questi ultimi due mesi, riuscendo almeno questa volta ad evitare ulteriori autocelebrazioni, chissà, forse intimorito dal contatto diretto con gli interessati presenti.

"Se volete giocare con le ruspe usate questa ma lasciate stare la vita e la dignità delle persone"

Oggi, e ancora una volta, il consiglio comunale si è mostrato per quello che è, o per quello che è diventato: un luogo svuotato di ogni capacità di rapportarsi con i problemi reali della Città che vorrebbe rappresentare; un teatrino dell'inutile; uno spazio autoreferenziale.

Oggi come non mai, è necessario prendere posizione, prendere parte, parteggiare, essere partigiani. E parteggiare significa mettersi in gioco a prescindere, senza aspettare che tutti siano d'accordo, anche al di là della maggioranza, che diventa troppo silenziosa, e tollera simili soprusi.

Ce ne andiamo con le stesse impressioni con cui siamo arrivati: il consiglio comunale è un luogo alieno e lontano da ogni capacità di risoluzione dei problemi reali delle persone.

Il diritto alla casa, le rivendicazioni e i bisogni dei precari, la tolleranza e il rispetto per la dignità delle persone, non abitano più qui. Servono altri luoghi, altre pratiche, tutte da costruire ed inventare.

Peccato fosse solo una ruspa giocattolo...

CSAkONTATTO

Leggi anche il post completo dal noblogs del csa Kontatto:

http://csa-kontatto.noblogs.org/post/2010/01/29/una-ruspa-in-consiglio-comunale

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