Fischiamo Schifani, a Reggio Emilia non ti vogliamo

Il comunicato del laboratorio Aq16

7 / 1 / 2010

Quando si è rappresentanti occorre prendersi la responsabilità di ciò che si rappresenta, e lo si deve fare prima di tutto di fronte a chi subisce le conseguenze dell'operato del proprio ente o, come in questo caso, del proprio stato.

Lo stato che Schifani rappresenta è composto da una manica di mafiosi, fascisti e assassini ed oggi siamo qui per dir loro che di nessuna delle tre categorie è gradita la presenza nella nostra città.

Purtroppo non c'è tempo né spazio abbastanza per poter approfondire e nemmeno elencare in questa occasione tutti i motivi per cui Schifani e la maggioranza politica da cui proviene, vanno contestati perchè ne uscirebbe un'enciclopedia di svariati volumi. Perciò abbiamo scelto fra tanti un tema che ci sta molto a cuore ed abbiamo deciso dedicare la giornata di oggi ai morti di carcere, a coloro che non avranno mai giustizi, agli “archiviati” ed anche a tutti coloro che sono costretti nelle patrie galere a condizioni di vita disumane.

Per i primi,i giustiziati senza giustizia, due nomi per tutti: Stefano Cucchi ed Aldo Bianzino, ammazzati di botte da vili servitori i cui mandanti stanno comodamente seduti in qualche poltrona di  governo (vedi Giovanardi).

Per i secondi, gli ammassati e disumanizzati,una riflessione ed una denuncia. Negli ultimi dieci anni sono morte in carcere più di 1.500 persone di cui oltre 1/3 (un terzo!) per suicidio, nel 2009 ben 72 persone si sono tolte la vita e questi morti vanno tutti sul conto di chi sta detenendo decine di migliaia di esseri umani in condizioni che di umano non hanno nulla. 

Sappiamo bene che la situazione carceraria sta venendo deliberatamente lasciata in queste condizioni per servire da giustificazione e da spinta alla corsa verso la privatizzazione del sistema penitenziario che questo governo (vedi Alfano) sta intraprendendo; sappiamo bene che la detenzione diventerà  produzione e che tutti noi saremo la materia prima e sappiamo bene che loro, quelli che varano leggi ad hoc per salvare le proprie chiappe e le poltrone annesse, continueranno a rimanere liberi ed impuniti.

Alla luce di tutto ciò, dovremmo forse accettare la presenza nella nostra città di chi uccide e tortura? Di chi vuole trasformare tutti noi in carne da galera? NO; GRAZIE.

Non siamo disposti a stare in silenzio mentre le nostre piazze, le stesse che a noi si volevano vietare tramite l'ennesimo decreto fascista, vengono stuprate dal passo pesante degli assassini.

Una domanda poi ci preme porre oggi, a tutti quei dirigenti di partiti che dovrebbero essere di sinistra e che il 5 dicembre sono andati fino a Roma per partecipare alla passeggiata contro Berlusconi: 

Valeva la pena spendere soldi ed energie, far viaggiare su e giù per l'Italia decine di pullman che inquinano la nostra aria con le loro emissioni tossiche, per poi farsi trovare proni a stendere i tappeti rossi quando un rappresentante importante della compagine berlusconiana viene nella nostra città?.

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