G20 a Venezia, è il giorno della protesta: violata la zona rossa. La polizia carica violentemente il corteo. Un fermo e diversi feriti

10 / 7 / 2021

La seconda giornata di mobilitazioni contro il G20 finanza ed economia è iniziata in riva delle Zattere. In una città blindata si alzano le voci di chi ogni giorno porta avanti le lotte, siano esse per il welfare, la giustizia climatica o sociale. 

Segui la cronaca in aggiornamento:

Dopo il benvenuto da parte degli attivisti e attiviste di We are The Tide che ricordano l'importanza della giornata, iniziano gli interventi di tutte le realtà che stanno animando la riva.

«Siamo una marea in una città completamente militarizzata, siamo qui per lottare e dimostrare che di fronte ad un meeting della finanza sono disposti a contestare chi prende le decisioni sulle nostre teste e le fasce più deboli della società», queste le parole di Ruggero Sorci di Adl Cobas. Il sistema economico che propone il G20 è quello che ha creato la crisi e le disuguaglianze sociali, è importante far convergere le lotte per la giustizia sociale e climatica.

Interviene Stefano Micheletti del Comitato No Grandi Navi, che sottolinea le connessioni tra il modello di sviluppo insostenibile locale rappresentato dalle grandi navi e la crisi ecologica globale. La denuncia, di Micheletti, è chiara e indica il ruolo di Stati e multinazionali nell'accompagnare la corsa alla devastazione ambientale.

Tra le varie voci anche la Societa della Cura «Siamo venuti a portare il sostegno della Società della cura, oltre 400 associazioni che vogliono sviluppare un'opposizione sociale nei territori contro i piani economici del governo. Ieri eravamo a portare solidarietà ai lavoratori che sono stati licenziati a Campi Bisenzio. Oggi siamo qua perché questo G20 è un modello insostenibile e di sfruttamento nel mondo del lavoro. Esiste un'alternativa ed è quella di chi costruisce opposizione e mutualismo».

Successivamente interviene l'Assemblea Antispecista «lo stesso capitalismo finanziarizzato che crea le ingiustizie che viviamo quotidianamente è quello che opprime gli animali non umani. È arrivata l'ora di una convergenza delle lotte che includa anche l'antispecismo, perché la liberazione sarà totale o non sarà».

Prende la parola il Comitato permanente conto il razzismo e le guerre di Marghera: «le promesse di giustizia fiscale globale di questo G20 sono una grande farsa. Vogliono tassare le multinazionali al 15% quando i lavoratori sono tassati il doppio. Un cambiamento avverrà solo con lotte di massa organizzate».

Siamo a Venezia per mobilitarci contro il G20 una messa in scena organizzata dagli stessi paesi che distruggono il pianeta, queste le parole iniziali dell'intervento di Extinction Rebellion. «Negano la natura più autentica della democrazia, non dicono la verità e non vogliono ridurre le emissioni per mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici. L'esempio è Venezia laboratorio dove vengono proposte grandi opere inutili come il Mose. Una società più giusta è ancora possibile».

Anna, a nome dei Coordinamenti studenteschi del Nord Est, sottolinea come questo vertice stia decidendo per le attuali generazioni di giovani. «Se questo vertice è davvero democratico a cosa serve tutta questa polizia? Noi non accettiamo questa logica, non accettiamo zone rosse e vogliamo un altro mondo».

Interviene Stop biocidio da Napoli «siamo qui per unirci alla marea che andrà a contestare il G20 a Venezia, cosa che faremo anche a Napoli quando il G20 discuterà di transizione ecologica in un territorio dove si muore per le nocività sversate nella terra dei fuochi. Noi non accettiamo una politica di greenwashing centralizzata in poche mani che non rappresenta nessuna alternativa a questo modello».

Tra le voci di dissenso a questo G20 si alza quella del movimento No TAV «non abbiamo nessuna fiducia in chi ha creato la crisi e distrugge i nostri territori. Ci riempiranno di asfalto e cemento con il Recovery Plan, l'unica soluzione è di combatterli in ogni luogo. Avanti con la lotta!»

Interviene Gaia Alberti per Non una di meno Venezia: «Abbiamo partecipato alla costruzione di tutto il percorso che ha come centrale anche l'asse transfemminista e di genere . Non era scontato essere qui per le difficoltà del momento, ma qui siamo per costruire alternativa e una nuova misura del valore che non invisibilizzi il lavoro di cura e di mutualismo, pratica che sono riuscite a sopperire alle mancanze del sistema economico. Possiamo creare pratiche di resistenza e sovvertire assieme le gerarchie del valore. Vogliamo pensarci alternativa e comunità, interdipendenti tra di noi e nei nostri territori. Vogliamo ringraziare tutti i corpi resistenti che si sono manifestati nelle piazze di questi ultimi mesi»

Eleonora del collettivo universitario Lisc di Venezia: «siamo una componente di quella parte della città che si oppone alla deriva neoliberista. Siamo oggi una marea per fare capire che i potenti del mondo non sono benvenuti e non lo saranno mai».

Interviene Sergio Zulian, ADL Cobas: «negli ultimi giorni si è molto parlato nel mondo della logistica, si è visto che quando gli interessi delle multinazionali sono minacciati non c'è nessuna esitazione a ricorrere a livelli estremi di violenza repressiva, com'è successo con l'uccisione di Adil durante lo sciopero generale della logistica. Anche quando tutto era bloccato milioni di persone sono state costrette a lavorare, non solo nei settori essenziali, perché in questo sistema tutto si può bloccare tranne il profitto. Oggi le multinazionali per eliminare le organizzazioni scomode si accordano con i sindacati compatibili. Ma dal mondo del lavoro è necessario creare convergenze concrete con tutti i fronti di lotta, e la mobilitazione di oggi fa parte di un percorso ampio che continuerà in autunno. Siamo tutti lavoratori, come insegnano le compagne femministe anche nel lavoro non retribuito. È necessario difendere i sostegni al reddito seppur insufficienti e ampliarli».

La marea si prepara nel tentativo di violare la zona rossa del G20 di Economia e Finanza.

Il corteo avanza verso il cordone di polizia in assetto antisommossa. Impatto con violente cariche, ma il corteo resiste compatto.
I primi spezzoni indietreggiano dopo le violenti cariche della polizia a protezione della zona rossa e lanciano fuochi d'artificio contro le forze dell'ordine. Una prova di determinazione condivisa da tutte le realtà oggi presenti a Venezia.

È arrivato forte e chiaro un urlo di dignità contro la violenza del capitale. Diversi i feriti. Al momento una persona risulta fermata.

Il corteo è poi ritornato alle Zattere. Si è sottolineato come il corteo coraggioso e determinato non si è fatto intimorire dalle cariche della polizia.

Si rimarrà alle Zattere fino a quando non si avranno notizie del compagno fermato. Solo in serata l'attivista viene tradotto agli arresti domiciliari in attesa di processo: le sue condizioni di salute sono buone.

Bookmark and Share