Festival No Dal Molin - Audio del dibattito

"Genova 2001, dieci anni dopo"

Incontro con Gianni Rinaldini e Luca Casarini

7 / 9 / 2010

La serata di discussione che si è tenuta lunedì 6 settembre, all’interno del Festival No Dal Molin a Vicenza, segna l’avvio di un percorso di riflessione collettiva che accompagnerà molte realtà di movimento fino all’anniversario dei dieci anni dai fatti di Genova.

L’intento è quello dunque di ripercorrere ciò che Genova ha rappresentato, all’interno di quello straordinario ciclo di lotte globali, ma anche in questo paese, senza nessuna nostalgia reducistica. Genova, come tutti i grandi movimenti che attraversano la società, non può essere interpretata con le categorie della “vittoria” o della “sconfitta”: essa segna in qualche modo la chiusura di una fase politica e storica e si misura immediatamente con la “lunga transizione” della crisi strutturale che anche oggi caratterizza il nostro tempo.

E’ per questo che ciò che Genova esprime può essere prezioso per capire il mondo di oggi, per affrontarne e aggredirne le storture, le brutalità, le ingiustizie che lo affliggono.

Lo “spirito di Genova”, l’atteggiamento che ha reso possibile che tanti e diversi si impegnassero per un obiettivo comune, E' oggi di estrema attualità. L’urgenza di costruire un immaginario che “rovesci” il paradigma della crisi, trasformandolo da strumento per l’imposizione dell’unico mondo possibile, fatto di miseria e precarietà, di assenza di democrazia e devastazione ambientale, in grande occasione di prefigurazione di una alternativa a questo sistema, è per noi il modo migliore di discutere di Genova.

La prima di questa serie di iniziative di riflessione e dibattito che costruiranno il “decennale” ha avuto come interlocutore Gianni Rinaldini della Fiom. Non a caso: in questo autunno si stanno preparando, e la Fiom è in prima fila, iniziative come la manifestazione europea a Bruxelles il prossimo 29 settembre indetta dai sindacati europei contro le politiche “anticrisi” dei governi ( vedi Grecia ), e soprattutto il grande corteo di Roma del 16 di ottobre, dopo ciò che è accaduto a Pomigliano e a Melfi e in generale sta caratterizzando la ridefinizione dall’alto delle relazioni industriali in Italia.

Come avviene già da tempo per le nuove forme del lavoro, atipico, intermittente, a chiamata, interinale, e per l’intero mondo della formazione, anche il contratto a tempo indeterminato del lavoro di fabbrica è sottoposto ad una mutazione, una cancellazione progressiva di qualsiasi garanzia o diritto “collettivo” a favore dell’idea che il mercato globale e il suo andamento imponga a chi produce livelli di sfruttamento sempre più alti e garanzie sempre meno solide.

E’ la “lotta di classe” di Marchionne, a cui però bisogna contrapporre la nostra, inventando nuovi terreni di ricomposizione sociale tra le diverse, e oggi divise, figure della produzione sociale complessiva. In questo la crisi, che è insieme economica e di comando, alimentare ed ecologica, può essere, anche se non è affatto scontato, una grande occasione per immaginare e conquistare un futuro diverso.

Questo dibattito, come potrete sentire, si conclude con la prospettiva di mettere in campo dal 29 settembre al 16 ottobre, una campagna di mobilitazione di tutti e per tutti. Con lo spirito di Genova, appunto.

Francesco Pavin, Presidio Permanente No Dal Molin

Gianni Rinaldini, Fiom-Cgil

Luca Casarini, Global Project

Genova 2001 anticipava una crisi strutturale che ora è sotto gli occhi di tutti. Una crisi economica, di democrazia, ecologica e di sistema che si concretizza oggi ad esempio nelle fabbriche e nelle scuole.
Come possiamo affrontare questo autunno di lotte politiche dentro la crisi nel tentivo di una nuova ricomposizione sociale nello spirito di Genova?

Gianni Rinaldini, Fiom-Cgil

Luca Casarini, Global Project

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