Si trasforma in corteo spontaneo il presidio in Prefettura

Genova dice no alla sicurezza razzista e agli arresti degli studenti dell'Onda

Un migliaio di persone in piazza a Genova per reclamare diritti e libertà

10 / 7 / 2009

Era stato indetto da tempo e doveva essere il primo momento pubblico cittadino contro il cosiddetto pacchetto sicurezza.

Ma il presidio indetto da Cgil, sindacati di base, Arci e associazioni laiche e cattoliche in Prefettura, si è subito trasformato in corteo. Infatti all'arrivo degli studenti dell'Onda, migranti, centri sociali e società civile, han dato vita ad un corteo colorato e musicale che ha attraversato le vie del centro cittadino e che ha anche coinvolto don Andrea Gallo della comunità di Sanbenedetto e l'assessore all'immigrazione Enrico Vesco.

Unici a testimoniare il loro immobilismo politico, i vertici della Cgil, rimasti soli di fronte alla Prefettura sbarrata.

Un migliaio di persone con tanti cittadini migranti, soprattutto latino americani e maghrebini, hanno percorso le vie del centro al suono ritmato dei tamburi, preceduti da uno striscione con la scritta «Decreto fascista, stato di polizia, liberi tutti/e subito».

Hanno scandito slogan contro la "sicurezza razzista" del governo e per l'immediata scarcerazione dei 21 studenti dell'Onda arrestati la mattina del 6 giugno per i cortei del G8 University Summit.

Per almeno tre ore i tamburi della Murga, espressione musicale popolare del centro Storico, hanno trascinato un corteo spontaneoche via via si ingrandiva lungo il percorso.

All'arrivo in piazza Deferrari è arrivata anche la solidarietà della secolare torre di palazzo Ducale, dalla cui cima ha cominciato a sventolare una bandiera rossa con la scritta Liberi Tutti.

Un pomeriggio di lotta, che parla la lingua dei migranti, dei precari, dei lavoratori, degli studenti, di tutti coloro che alla crisi e alla repressione rispondono quotidianamente con la partecipazione, il rifiuto della delega e il conflitto sociale.

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