Opposizione delle comunità locali alle miniere d'oro a cielo aperto

Grecia, Calcidica: alla (ri)conquista de El Dorado

Ierissos: manifestazione contro la devastazione ambientale attaccata dalla polizia

10 / 3 / 2013

* di Irene Pappalardo

Tutto comincia nel 2003 quando la Grecia decide di vendere ampie aree  della penisola calcidica, ricca d’oro e di altri metalli preziosi, ad una tra le “specialiste” globali delle miniere a cielo aperto: il colosso transnazionale canadese Eldorado Gold. Attualmente questa multinazionale è impegnata in 4 progetti minerari nel nord della Grecia, uno dei quali, il più grande, riguarda appunto la penisola della Calcidica, che è stato progettato più di dieci anni fa da un’altra corporation canadese, la TVX Gold, che ha però dovuto abbandonare dopo che i permessi erano stati revocati a causa degli elevati rischi ambientali associati alle attività estrattive.

Negli ultimi mesi le proteste dei comitati locali per la difesa del territorio si sono intensificate sfociando in manifestazioni e blocchi contro gli scavi della Hellas Gold, la compagnia aurifera manovrata dal greco Bobolas. Ma negli ultimi giorni gli scontri tra comunità locali e polizia si stanno facendo sempre più frequenti e pesanti. La zona interessata è la famosa foresta di Skouries, caratterizzata da imponenti alberi alti oltre trenta metri, la quale provvede con il sistema di falde acquifere nel sottosuolo  ad alimentare la città di Salonicco e attira ogni anno migliaia di turisti grazie ad uno dei mari più caratteristici del mediterraneo. Ed ecco che interessi economici e tutela dei beni comuni si scontrano nuovamente.

Da una parte il governo greco, che mette in vendita risorse e territorio alla ricerca di un'improbabile via d’uscita dalla crisi economica, investendo su uno sviluppo industriale minerario che prevederebbe la creazione di circa 5000 posti di lavoro a partire dal 2015 e per i successivi 5 anni. Secondo l’US Geological Survey – un autorevole istituto di ricerca geologica americano - la Grecia, nel giro di 4 anni, potrebbe superare la Finlandia come maggior produttore d’oro (la Finlandia nel 2011 ha estratto 220.000 once).

Dall’altra parte la popolazione e la tutela dell’ambiente. Secondo uno studio intitolato “Lo sfruttamento delle risorse naturali” del professor Christos Eleftheriadis, docente di fisica nucleare al dipartimento di scienze dell’Università di Salonicco, il danno economico e ambientale che ne conseguirà sarà molto superiore alla creazione dei posti di lavoro. Oltre infatti alla deforestazione dell’area di Skouries, ci sarà la necessità di “svuotare” la montagna per creare una miniera a cielo aperto, che raggiungerà i 250 metri di profondità. In questa zona la terra è inoltre ricca di arsenico, un potente veleno la cui esposizione cronica ha effetti multipli sulla salute, come carcinomi, neoplasie e lesioni a livello dei filamenti del DNA. Il timore più grande degli abitanti è la contaminazione della falda acquifera con i relativi danni all’ambiente e all’uomo, nonostante le rassicurazioni da parte della compagni canadense Eldorado Gold.

Ma la popolazione non si fida di un governo che già nel 2003, al momento dell’espropriazione e cessione dei terreni, non ha stipulato con la società acquirente il versamento dei diritti di tasse sull’estrazione e sulla vendita dell’oro. E così negli ultimi mesi le tensioni sono aumentate. A febbraio sono cominciate azioni di boicottaggio diretto contro le installazioni industriali,  del sito minerario di Skouries, danneggiando l’equipaggiamento della Hellenic Gold, colpendo container, mezzi di trasporto e macchinari necessari per la creazione della miniera. In particolare negli ultimi giorni, soprattutto nel paese di Ierissos, si sono susseguiti scontri in seguito al fermo di una ragazza di 15 anni, interrogata insieme ad altri 12 suoi compagni nella stazione di Polizia di Poligiros. Questo episodio ha scatenato la rabbia della popolazione, che giovedì 7 Marzo ha visto il paese invaso dalle unità speciali antisommossa che ha attaccato il corteo arrivando a sparare gas lacrimogeni perfino all’interno della scuola del paese. Tra gli studenti e gli insegnanti è scoppiato il panico, non potendo respirare, molti ragazzi sono svenuti, e l’intervento dei dottori era impedito dal blocco della polizia. Solo dopo parecchio tempo e le pressioni della gente in strade è stato concesso ai genitori di entrare nella scuola per riportare a casa i figli.A ciò sono seguite una serie di perquisizione delle case degli abitanti di Ierissos, mentre la popolazione cerca di difendere la propria vita e il proprio ambiente. Continuano intanto manifestazioni anche nella città Salonicco.

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Ierissos: cariche e lacrimogeni per disperdere la manifestazione

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