Grecia

Grecia - Intorno allo sciopero generale

21 / 2 / 2013

La Grecia si è fermata ieri ancora una volta e centinaia di migliaia di lavoratori hanno protestato in tutto il paese contro l'abolizione dei contratti collettivi di lavoro, i licenziamenti e la disoccupazione, la precettazione dei portuali e dei lavoratori nella metropolitana e nei tram di Atene e “la brutale violazione dei diritti fondamentali del lavoro”.

Quasi ottantamila ateniesi hanno partecipato ieri ai due cortei di fronte al parlamento. Per primo è passato il corteo di PAME del Kke con quindicimila persone e subito dopo il grande corteo dei sindacati confederali del settore privato Gsee e del settore pubblico Adedy, con l'adesione dei movimenti e dei partiti di sinistra. Le manifestazioni sono finite quasi pacificamente. Ad Atene la polizia ha fatto ridotto uso di lacrimogeni in due occasioni e nell'Irakleio di Creta dei manifestanti, tra un lancio di pietre e l'altro, hanno capovolto una macchina della polizia.

Per prima volta dall'inizio delle crisi la protesta ha avuto anche la partecipazione dei agricoltori, che lottano da un mese per la loro sopravvivenza contro le dure politiche fiscali che li portano alla disperazione. In diversi posti con un concentramento di trattori, gli agricoltori hanno bloccato per alcune ore il traffico, tagliando la Grecia in più parti, e hanno fraternizzato con le proteste dei lavoratori.

L'applicazione del “Terzo Memorandum” ha scatenato una serie di proteste e alimenta una tensione continua nei luoghi di lavoro e nella società. Dal momento che il governo tripartito di Samaras ha capito che non corre il pericolo di essere sloggiato in parlamento e nelle piazze ha cominciato a prendere la sua rivincita contro la sinistra radicale e i sindacati cercando di imporre terra bruciata su tutto quello che riguarda i diritti civili e dei lavoratori. La repressione delle occupazioni ad Atene, la precettazione dei lavoratori in sciopero e lo tsunami dell'abolizione dei contratti collettivi di settore si completano con misure fiscali che portano la gente alla fame.

Il governo è pronto a mandare a 2,5 milioni di cittadini delle lettere per agevolare il pagamento dei loro debiti, visto che le casse dello stato sono vuote dalla recessione e il massiccio aumento della povertà. Il governo ha ammesso già una caduta degli introiti per 3 miliardi nell'anno in corso. Secondo i calcoli del governo le entrate dalle tasse sui redditi saranno diminuite del 15,6% e dall'IVA del 9%. Intanto solo per i primi quindici giorni di febbraio le entrate hanno un buco di 181 milioni, dopo il buco di 200 milioni per gennaio.

Per il momento il governo insiste che non pensa a nuovi tagli. Ma anche se decidesse di imporre nuove misure e difficile pensare che la gente potrà sopportarle. DEH, la Enel greca, ha avvertito che 700mila utenti sono corsi l'hanno scorso per pagare le loro bollette a .. rate. Per non rimanere senza corrente, la gente ha rubato corrente elettrica per un valore di 40 milioni per il 2012, mentre gli utenti devono a DEH 1,3 miliardi, di cui 500 milioni le grandi e medie imprese e 700 milioni dalle piccole imprese e le famiglie. Altre trentamila famiglie sono senza corrente elettrice perchè non hanno soldi nemmeno per pagare le loro bollette a rate.

Ministri e dirigenti dei partiti di governo ripetono che la società non sopporta nuovi tagli, ma come si sa le decisioni non si prendono da tempo ad Atene e i partiti di governo, per rimanere al potere, sono interessati solo all'applicazione delle misure imposte dalla troika

Il futuro di DEH e delle altre aziende statali che amministrano beni comuni si trova nelle mani della troika, o ancora di peggio nelle mani dell'asse franco-tedesco, come si è visto con la visita del presidente Hollande ad Atene, durante la qualae la sua principale attenzione si è rivolta agli affari che potranno concludere in Grecia le aziende statali francesi di elettricità EDP e delle risorse idriche Sue.

Meno male che Hollande aveva avvertito i greci che era arrivato per vedere ... fregate!

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