Il TTIP un accordo commerciale per distruggere la democrazia

Video-Intervista a Monica di Sisto - Campagna STOP TTIP

2 / 2 / 2015

Venerdì sera l'auditorium San Rocco di Senigallia è stato teatro di un eccellente dibattito politico tenuto dalla prof.ssa Monica De Sisto, portavoce della campagna STOP- TTIP Italia, ed organizzato dal Movimento Territoriale di Cooperazione, al quale aderisce anche lo Spazio Autogestito Arvultùra.

In una assemblea molto partecipata la relatrice ha contribuito a spiegare e chiarire molti degli aspetti e insidie che stanno sotto il Transatlantic Trade and Investment Partnership, il trattato che dovrebbe far compiere alla globalizzazione uno storico e decisivo passo in avanti unendo Europa, Canada e Stati Uniti in un unico mercato di quasi un miliardo di persone, conquistando di fatto la gestione del 40% del PIL mondiale.
Questo trattato infatti sancirà un nuovo principio, ovvero il riconoscimento reciproco delle autorizzazioni commerciali, mettendo di fatto tutte e tre le parti sotto un unico cappello di regole.
Va chiarito molto bene però che con il termine commerciale si intende tutto ciò che è vendibile sul mercato, quindi ci riferiamo non solo alle merci ma anche alla finanza e ai suoi prodotti derivati, ai servizi come gas, luce, acqua potabile, rifuti, rete internet, ma anche ai servizi alla persona come sanità e istruzione, insomma tutto quello che può essere banalmente monetizzato.
Non solo questo trattato prevede una cosa ancora più aberrante, l'istituzione dell'ISDS(Investor to State Dispute Settlement) un tribunale finanziario o arbitrato internazionale come organo massimo di gestione e “garazia” per il rispetto delle regole del trattato stesso, all'interno del quale tre avvocati gestiranno le eventuali controversie.
Va detto che nel mondo al momento esistono all'incirca trecento studi legali capaci di sostenere cause commerciali a dir poco milionarie che vedrebbero coivolte differenti ma concorrenti multinazionali o molto peggio una di queste contro lo stato di turno.
Insomma una vera e propria oligarchia che a seconda della causa rivestirebbe o il ruolo dell'accusa, o della difesa o del giudice imparziale, ammesso che possa esistere un'imparzialità in una cerchia così ristretta.
A chiudere il cerchio è sempre la legge che mette gli stati aderenti all'Europa, come quelli americani e canadesi nella posizione di doversi attenere al TTIP in quanto sovrano alle leggi interne dello stato, ribaltando di fatto lo stato democratico.
Prendendo il settore dell'agroalimentare come esempio ci è subito chiaro come questo trattato sia in realtà un vero e proprio cavallo di Troia delle multinazionali USA per espandere il loro mercato ultraliberista anche in Europa, che in materia agroalimentare è dotata di un sistema di leggi che prevedono il controllo degli alimenti e della filiera in tutte le sue parti, “farm to forch” ovvero dalla fattoria alla forchetta, cosa impensabile invece per il sistema americano dove il prodotto alimentare viene controllato solo ed unicamente prima di essere immesso sul mercato agroalimentare.
Pensiamo infatti che se un banale uovo in Europa viene analizzato come tale, per poi essere ricontrollato una volta pulcino, e poi ancora da animale adulto, ed infine al momento della macellazione e dell'immissione sul mercato, in America lo stesso uovo non viene mai controllato finchè l'animale adulto non è pronto per essere macellato e solo una volta morto e analizzato viene per profilassi e per legge lavato nel cloro vista l'elevata carica batterica che contiene.
Le caratteristiche etichette parlanti che l'Europa impone ai suoi stati sono state l'unica barriera fino ad oggi rispetto al cibo spazzatura, l'unica e lacunosa difesa dall'utilizzo di ormoni, clorina e OGM.
Ed è proprio questo che il TTIP andrà a distruggere togliendo difatto tutti gli obblighi di provenienza e di lavorazione del prodotto alimentare.
Il rischio più grande è che questo trattato passi inossevato ai più, o peggio ancora venga considerato come l'ennesimo accordo ecomico e commerciale tra nazioni diverse, quando in realtà la partita e le ambizioni di chi lo ha scientificamente studiato dal WTO di Seattle ad oggi sono molto alte: distruggere il modello democratico e di sovranità nazionale per come lo abbiamo conosciuto e accentrare la regolazione dei mercati economici, finanziari, la gestione dei servizi e delle popolazioni nelle mani delle grandi company e lobby.
Basti pensare che il mercato agroalimentare mondiale viene gestito unicamente da dodici compagnie sorelle.
Ma non basta. Come ha sottilenanto la De Sisto nell'intervista a margine del convegno che qui proponiamo, gli effetti di una selvagggia deregolamentazione potranno produrre risultati disastrosi anche in campo di sicurezza ambientale e legislazione del lavoro poiché le decisioni future in tutti questi ambiti verranno prese esclusivamente in base al metro di giudizio del vantaggio economico, con buona pace di diritti e salute pubbblica.
L'enorme importanza delle decisioni che stanno per prendere sopra le nostre teste è pari solo alla segretezza imposta sui negoziati del TTIP e su qualunque documento ufficiale e bozza venga redatta in materia, situazione più volte denunciata anche dal Nobel americani Joseph Stigliz.
Questo dibattito quindi ci arricchisce tutti e ci fa prendere coscienza della gravità della situzione, ma ora spetta a tutte le forze sociali decise a contrastare l’ennesimo arbitrio giocato sulla pelle e la salute dei cittadini in nome del guadagno, continuare ed accrescere la campagna, divulgando, interessandosi, facendo girare in maniera virale quella che è la nostra unica arma: l’informazione.
De Sisto invita tutti innanzitutto a firmare la petizione che si trova sul sito STOP TTIP ITALIA. Petizione firmata già da un milione e cinquecento mila europei. Poiché il trattato può essere fermato solo se la maggioranza dei paesi europei revocano il mandato negoziale.
Ricordiamo in ultimo anche la data del 18 Aprile, giorno scelto da tutte le sigle che animano la campagna contro il TTIP per una giornata di mobilitazione e sensibilizzazione in tutte le citta italiane ed europee. Ora tocca a noi!
Spazio Autogestito Arvultùra
Mercato Bio Mezza Campagna - Senigallia

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Intervista a Monica di Sisto