Verso la manifestazione nazionale contro gli inceneritori che si terrà a Parma il 17 aprile 2010.

Inceneritore a Parma? No grazie!

Intervista ad Aldo Caffagnini, membro del Coordinamento Gestione Corretta Rifiuti e Risorse e del GAS La spiga di Parma.

3 / 4 / 2010

Com’è nato il Coordinamento Gestione Corretta Rifiuti e Risorse e quali iniziative ha messo in campo negli ultimi anni a Parma?

Il CGCR nasce nel 2006 a seguito dell’approvazione, da parte della Conferenza dei Servizi, del Piano provinciale di gestione dei rifiuti, in cui fin da subito è emersa chiaramente l’intenzione di costruire un impianto di incenerimento nella città di Parma. Nel corso degli anni i cittadini che hanno costituito il comitato hanno organizzato tantissime iniziative di informazione e approfondimento su queste tematiche.

Fino ad arrivare al passaggio ulteriore avvenuto alla fine del 2008, quando Enia ha presentato il progetto PAI (Polo Ambientale Integrato), che prevede la costruzione di un impianto di incenerimento a Ugozzolo, da 130 mila tonnellate di rifiuti annui. L’approvazione di questo progetto ha portato il coordinamento ad aumentare ancor di più la propria attività cittadina, non solo per informare le persone sui rischi a cui andiamo incontro a causa di questo tipo di impianto, ma soprattutto sull’esistenza di alternative possibili di gestione dei rifiuti.

Altro passaggio per noi fondamentale, è stato l’ingresso dei GAS (gruppi di acquisto solidale) nel coordinamento . Tra la città di Parma e i paesini limitrofi se ne contano circa 26, tutti molto numerosi e attivi sul territorio. I gas si sono resi conto che i progetti che prevedono la scelta di prodotti sani, genuini, a km zero, acquistati dai produttori locali, vanno totalmente controcorrente rispetto al progetto dell’inceneritore.

Da qui in poi nel CGCR è iniziato ad aumentare il livello di partecipazione e di attivismo: abbiamo organizzato la prima manifestazione cittadina contro il progetto dell’inceneritore nell’ottobre 2009, una fiaccolata la notte di Santa Lucia a dicembre, e poi l’incontro al Teatro Due con Paul Connet, ideatore della Strategia Rifiuti Zero. A San Ilario invece abbiamo distribuito in Comune, durante le premiazioni del cittadino dell’anno, dei dolcetti fatti in casa con ingredienti del nostro territorio, spiegando a tutti che quelle sarebbero state le ultime materie prime parmigiane non sporcate dai fumi del futuro inceneritore. Tante le iniziative e le campagne informative praticate, eppure tutt’ora molte persone non sono a conoscenza che a Ugozzolo sono già iniziati i primi lavori di cantierizzazione per l’inceneritore. In questi anni è mancata totalmente l’informazione su questo progetto, e si è tenuta all’oscuro la cittadinanza sugli effetti reali dell’opera.

Ora davanti a noi la grande manifestazione nazionale del 17 aprile, che vede l’appoggio anche della rete internazionale Gaia. Contro tutti gli inceneritori, non solo il nostro. Si pensi che solo in Emilia Romagna sono attivi ben 9 impianti di incenerimento. L’obiettivo è quello di cambiare la strategia di gestione dei rifiuti a livello nazionale.

Quali saranno gli effetti dell’inceneritore sul nostro territorio, in particolar modo sulla salute delle persone, sull’inquinamento ambientale e sulle risorse alimentari prodotte attraverso l’agricoltura e l’allevamento nella provincia di Parma?

Il potenziamento della raccolta differenziata, gli estrusori a freddo per trattare i residui indifferenziabili, la strategia Rifiuti Zero come esempi concreti e reali alternativi all’incenerimento dei rifiuti.

Siamo di fronte ad un bivio e le due strade da percorrere sono profondamente diverse: da un lato la pericolosità degli inceneritori e dall’altro una gestione corretta dei rifiuti, attraverso la strategia dei rifiuti zero. Tra questi due modi così distanti di gestire lo smaltimento dei rifiuti, in realtà si gioca un elemento politico centrale, ovvero la possibilità di aumentare o diminuire la dipendenza dei cittadini in merito alla gestione dell’energia e dei rifiuti.

In particolar modo, l’inceneritore è giustificato, nelle parole delle amministrazioni e delle società che gestiscono oggi la raccolta dei rifiuti, in quanto utile a far diminuire la dipendenza dei comuni da altre regioni o paesi che possiedono le discariche. Sappiamo benissimo che quest’idea è ben lontana dalla realtà, visto che i residui tossici creati dall’incenerimento dovranno comunque essere venduti e smaltiti fuori regione e la dipendenza del cittadino continuerà ad essere dettata da logiche di mercato proprie delle società che gestiranno questi impianti, a scapito della salute e del benessere della popolazione.

Perché le nostre amministrazioni fanno orecchie da mercante e ad una maggior richiesta di indipendenza da parte dei cittadini, si risponde con lo sviluppo di tecnologie che invece aumentano la nostra dipendenza e continuano a deresponsabilizzarci?

In conclusione, le chiediamo di fare un appello agli ascoltatori per la manifestazione del 17 aprile, affinché sia una giornata contro gli inceneritori, ma anche per riprendere parola con protagonismo sui temi ambientali e sul futuro dei nostri territori.

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