Istigazione a delinquere per Erri De Luca

'Pro­ces­sarne uno per sco­rag­giarne cento'

10 / 6 / 2014

Lo scorso 5 settembre la Lyon-Turin ferroviaire aveva deciso di denunciare Erri De Luca perché in un’intervista aveva detto che il Tav “andava sabotato”. Lo scrittore aveva commentato anche il ritrovamento di cesoie (trovate insieme ad altro materiale nell’auto di due militanti arrestati il 30 agosto 2013) affermando: “Sono utili a tagliare le reti, dove falliscono mediazioni e trattative, il sabotaggio è l’unica alternativa”. Parlando delle lotte contro le devastazioni e gli sprechi dell’alta velocità in Val di Susa, le aveva definite “come il punto più alto della coscienza civile del Paese”. 

Detto, fatto. Ieri la Procura di Torino con il solito pull di magistrati esperti di No Tav, per mano del gup Roberto Ruscello ha rinviato a giudizio per isti­ga­zione a delin­quere Erri De Luca, che non ha fatto una piega alla notizia, affermando anzi che è onorevole essere rinviati a giudizio per un reato di opinione. «Mi met­te­ranno sul banco degli impu­tati e ci saprò stare. Vogliono cen­su­rare penal­mente la libertà di parola. Pro­ces­sarne uno per sco­rag­giarne cento: que­sta tec­nica che si applica a me vuole ammu­to­lire le lotte. È un silen­zia­tore e va disar­mato». Lo scrit­tore de Il peso della far­falla non fa mar­cia indie­tro sulle sue affer­ma­zioni, in una recente inter­vi­sta a Repub­blica De Luca dove aveva pre­ci­sato: «Non ho mai fatto l’esaltazione del sabo­tag­gio. Ho sem­pli­ce­mente detto che quell’opera in Val di Susa va sabo­tata per diverse ragioni che tutti cono­scono bene…». Tut­tora difende il diritto d’opinione, la libertà di parola e il pro­prio soste­gno ai No Tav. Invita, infine, i magi­strati di Torino a inda­gare i piani alti del Tav, piut­to­sto che «per­se­gui­tare il movi­mento».
Erri De Luca ha partecipato fisicamente a molte delle manifestazioni che si sono svolte in Val di Susa e con grande coerenza ha sempre sottolineato l’alto valore morale e sociale delle lotte che si sono sviluppate contro il progetto dell’alta velocità, così come ha sostenuto le lotte ambientali e contro le grandi opere che si susseguono da anni negli specifici territori.

È evidente il tentativo di criminalizzare tutti coloro che si oppongono alle logiche imprenditoriali, alle cricche affaristiche, alla devastazione degli ecosistemi, in particolare di fare di Erri De Luca, una specie di ‘cattivo maestro’ che con la forza potente delle sue parole scientemente promuove azioni e attività che escono dall’alveo della legalità costituita.

Una sorta di legittimazione a posteriori di attività illecite.

Forse non si sono ancora resi conto, o meglio, non vogliono gli uni e non possono gli altri, accettare che la legittimazione delle  lotte No Tav non vengono dall’alto del carisma di Erri ma dall’appoggio e dal sostegno della popolazione della valle, la grande manifestazione torinese di un mese fa per la liberazione dei militanti arrestati ne è la testimonianza più recente, e comunque 30 anni di lotte sono lì a dimostrarlo a tutti.

Grazie Erri.

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