Kobane non è sola. Il Rojava arriva a Sherwood

Venerdì 26 giugno alle ore 19.00 presso lo Sherwood Festival

22 / 6 / 2015

Era solo lunedì scorso, mentre nello spazio dibattiti dello Sherwood Festival si discuteva di Kobane, guerra e fondamentalismo che arrivò, in diretta, la notizia della liberazione da parte delle forze curde di Tel Abyad dalla stretta delle milizie del califfato nero dell'ISIS. 

I tre cantoni della Rojava sono di nuovo finalmente uniti.

Le foto di combattenti abbracciati e di donne gioiose che si liberano dal velo da auto in corsa  hanno fatto il giro del web. Armi, cibo e medicine hanno iniziato ad arrivare dal cantone di Cizre a quello di Kobane, mentre il confine turco (rimasto ermeticamente chiuso per i profughi civili in fuga dalle città occupte dal califfato) si apre solo per offrire rifugio ai tagliagole in ritirata, risposta eloquente di un presidente turco rabbioso per la sconfitta elettorale. Il partito filo-curdo HDP ha ottenuto un risultato storico, il presidente ha perso la maggioranza assoluta e deve salutare i suoi progetti autoritari di modifica della costituzione. Le bombe ai cortei alla vigilia delle elezioni non hanno fermato il "terremoto curdo", l'"effetto Rojava", il vento nuovo di questa vera e propria rivoluzione che sta soffiando in tutta la regione.

Nella Siria distrutta da anni di guerra civile, dove i morti si contano a centinaia di migliaia e gli sfollati a milioni, sono stati gli uomini e le donne curde del YPG e del YPJ ad immaginare e praticare un nuovo modo di organizzarsi, di costruire società, autonomia.

I tre cantoni della Rojava (Cizre, Kobane e Afrin) si sono dichiarati autonomi, hanno stipulato un diverso "contratto sociale", la Carta di Rojava. Costruito attorno ai quattro pilastri del confederalismo democratico, della centralità del ruolo della donna, dell'autodifesa e della redistribuzione della ricchezza la Rojava è un modello non solo per il medioriente. Luogo senza confini di democrazia diretta in cui uomini e donne hanno pari diritti, in cui le risorse della terra sono dichiarati proprietà comune, la Rojava ha fermato non solo l’avanzata militare dell’ISIS, ma anche ciò che rappresenta, smascherando il sistema di potere globale che ne ha garantito la legittimità.

Dopo mesi di "staffette" che hanno visto decine di militanti dei Centri Sociali partire verso la città di Kobane, mentre stanno per partire i progetti di aiuto concreto alla popolazione curda, siamo emozionati ed orgogliosi nell'annunciare la presenza al festival di due di queste persone straordinarie,

Venerdì 26 giugno, dalle 19:30, dialogheremo con:

Anwar Muslem (Enwer Muslim) (Co-Presidente del Cantone di Kobane nel Rojava).

È il presidente del Cantone di Kobane, la città che prima ha resistito alle milizie dello Stato Islamico e poi le ha definitivamente cacciate liberando la città.  

Nessrin Abdalla (Comandante YPJ Unità di difesa delle donne)

Nessrin è una comandante delle YPJ. 

Le YPJ sono le Unità di Difesa delle donne e sono nate per combattere lo Stato Islamico. Tutte le unità sono composte da donne e affiancano le YPG, le Unità di Difesa del popolo curdo. Sono state impegnate nella liberazione di Kobane e hanno salvato molti villaggi di yazidi dalla ferocia e la barbarie dell’IS. Nel febbraio scorso Nessrin è stata ricevuta dal presidente della repubblica francese Hollande. 

PS: Alle ore 21.30 sul main stage è programmato il concerto dei Subsonica (In una foresta Tour). Il biglietto di ingresso è di 15 euro.

Chi vuole partecipare solo all'incontro che si svolgerà alle ore 19.30 presso lo stand Zoom Out (al centro del festival) dovrà consegnare all'ingresso del festival un documento di identità che verrà restituito all'uscita, indicata entro e non oltre le 21.30.

Se entro questo orario il documento di identità  non verrà ritirato verrà richiesto il pagamento del biglietto del concerto dei Subsonica.

Ass.ne Ya Basta! Êdî Bese!

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