La scuola cambia verso, dalla padella alla brace

Blitz di studenti e docenti precari al dibattito sui temi della formazione organizzato dai Giovani Democratici

25 / 7 / 2014

Noi studenti, medi ed universitari, insieme al coordinamento dei precari della scuola, siamo stati oggi alla festa dei Giovani Democratici, in occasione dell’intervento del ministro dell’istruzione, università e ricerca Giannini, per contestare il modello di gestione dei saperi che il ministro porta avanti; un modello neo-liberista in perfetta continuità con le misure adottate dai precedenti governi. Un modello di scuola che noi rigettiamo e al quale ci opponiamo fermamente. Il ministro sfortunatamente ha ben scelto di non presentarsi al dibattito ma noi siamo intervenuti ugualmente per ricordare ai Giovani Democratici quali sono le loro politiche in materia di scuola ed università. Renzi parlò di una scuola che, come l’intero paese, cambiava verso. Noi studenti non vediamo nulla di tutto ciò. Il premier prometteva finanziamenti a pioggia per un ammontare di ben 4 miliardi di euro. Gli unici fondi che nel biennio 2014-2015 saranno stanziati sono i 400 milioni, previsti già dal governo Letta. 400 milioni che sappiamo bene essere spiccioli a fronte dei tagli indiscriminati che la scuola e l’università hanno subito negli ultimi anni. I suddetti fondi saranno usati per l’edilizia scolastica: in tutta Italia circa il 20% degli istituti sono fatiscenti, per non parlare delle migliaia di edifici che rasentano a stento i requisiti minimi di sicurezza. Giorno dopo giorno noi studenti mettiamo a rischio la nostra incolumità mentre usufriamo di un diritto inalienabile, quale l’accesso ai saperi. Un accesso ai saperi che con il modello di scuola neo-liberista che continua ad essere portato avanti, diverrà sempre meno democratico. L’esempio lampante di queste politiche è il sistema di valutazione INVALSI, contro il quale noi studenti siamo mobilitati da anni. Un modello di valutazione che non tiene conto delle specificità culturali, che azzera le differenze di conoscenze dovute ai diversi programmi educativi, che penalizza gli studenti con difficoltà psico-fisiche. Senza contare che l’obiettivo dichiarato dell’istituto INVALSI è quello di assegnare il FIS (Fondo Istituzione Scolastica) in proporzione ai risultati delle diverse scuole ai test, meccanismo evidentemente classista. Un modello di scuola che di fatto, con il rafforzamento del potere del dirigente scolastico, vira sempre più evidentemente verso l’aziendalizzazione dell’istruzione. Un modello di scuola che non tiene conto della difficoltà dello studente a raggiungere la scuola stessa, a causa di un sistema del trasporto pubblico che costa sempre di più, garantendo meno servizi all’utente. Un modello di gestione della scuola pubblica che, a causa dei tagli al FIS, sceglie deliberatamente di far gravare sempre più sulle nostre spalle il funzionamento degli istituti stessi, a causa del contributo volontario, camuffato nella maggior parte dei casi per obbligatorio, e a causa di un aumento sistematico e puntuale del prezzo dei libri di testo. Una scuola che produce individui addestrati al mondo della precarietà, acuendo all’inverosimile la competitività degli studenti stessi, annullando ed annichilendo l’opposizione a questo schifoso modello del mercato del lavoro, rappresentandolo come una fede dogmatica. Un mercato del lavoro che questo governo, con il Jobs Act, contribuisce a precarizzare ulteriormente, presentando le proprie politiche come riformiste e di sinistra. Un governo liberticida che risponde all’emergenza abitativa con l’articolo 5 del decreto Lupi. Un governo che finanzia grandi opere inutili come la Tav. Un governo che tace sul genocidio che sta andando in atto in questi giorni a Gaza. Siamo stati qui oggi alla festa dei Giovani Democratici per ricordargli che questo è il loro modello di gestione della scuola, questo il cambiamento che promuovono. Dite che la scuola, come l’Italia con voi cambia verso:

Sì, dalla padella alla brace.

Coordinamento K.A.O.S.
NapoliProject

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Le foto della contestazione