La silenziosa libertà dell'omofobia

Domenica 05 ottobre, in contemporanea in 100 piazze italiane, la silenziosa protesta delle Sentinelle in Piedi

3 / 10 / 2014

E' di questi giorni la notizia di un'iniziativa su larga scala nazionale delle “Sentinelle in Piedi” che domenica 05 ottobre presidieranno 100 piazze italiane con le loro veglie silenziose.

Questa rete di cittadini, che nella propria presentazione sottolinea di non essere un movimento, ma una resistenza di persone, si riunisce in piazza a difesa della famiglia naturale e per la libertà d'espressione, stando in piedi e leggendo libri in silenzio.

Sono la trasposizione nostrana del movimento dei Veilleurs debout, nato in Francia nell'estate 2013 a seguito delle manifestazioni contro la legge Taubira sulle nozze gay. A seguito di queste massicce manifestazioni infatti diversi oppositori del “marriage pour tous” vennero arrestati. Da lì la scelta di utilizzare le veglie silenziose come metodo di protesta, che non potessero essere interrotte in quanto pacifiche e non violente.

Tale modalità viene riprodotta analogamente nelle piazze italiane, ma cosa si nasconde dietro a questi silenzi carichi di pregiudizi e bigottismo?

Le Sentinelle dichiarano di vegliare contro il Ddl Scalfarotto, proposta di legge contro l'omofobia e la transfobia, che intende estendere anche alle discriminazioni fondate su orientamento sessuale ed identità di genere la legge Mancino-Reale, che ha reso esecutiva in Italia la convenzione internazionale sull'eliminazione della discriminazione razziale. I seguaci delle Sentinelle in Piedi dichiarano infatti che questa proposta di legge è “fortemente liberticida”, in quanto limita il diritto di opinione nei confronti degli omosessuali, del loro diritto di unione e di adozione.

Utilizzando l'escamotage del dissenso silenzioso e “pacifico”, questa rete sta velocemente prendendo piede e si sono moltiplicate, negli ultimi mesi, le veglie nelle piazze italiane, fino a giungere al grande evento di questa domenica, dove in contemporanea in ben 100 piazze sparse nella penisola, le Sentinelle in Piedi manifesteranno le loro “opinioni”.

Possiamo davvero parlare solo di diritto di espressione e libertà di opinione quando questa intende precludere diritti ad altri?
Questi liberi cittadini si sentono in dovere di proteggere la società, di dover vigilare l'operato dei legislatori solo nei confronti di una discriminazione di una parte della popolazione, quella omosessuale e trasngender.
Può essere definita semplice opinione quella che considera una legge contro l'omofobia come distruttrice dell'uomo e della società?

Siamo proprio sicuri che si tratti di un'organizzazione apolitica e non religiosa?

La matrice cattolica traspare (neanche troppo velatamente) in tutte le affermazioni del movimento, come il continuo sottolineare l'immoralità e degenerazione della civiltà data da unioni che non rientrano nei canoni della “famiglia naturale”, composta esclusivamente da coppie uomo-donna, unici detentori del diritto ad essere famiglia.

Le fonti giornalistiche citate sullo stesso sito web delle Sentinelle si rifanno alla stampa cattolica come il quotidiano Avvenire o il settimanale Tempi, inserto domenicale dell'Osservatore Romano e promotore delle idee di Comunione e Liberazione.

La preponderanza di uno stampo fortemente cattolico, non esplicitato da simboli, ma costante substrato delle affermazioni delle Sentinelle, ha fatto sì che sia passata quasi inosservata la presenza tra le fila dei veglianti di esponenti di Casapound e Forza Nuova, che in più occasioni sono stati rimproverati per aver utilizzato metodi chiassosi ed invasivi, rimandando in maniera troppo chiara questi presidi ad ideologie di destra.

Perché questo movimento vuole proprio agire celandosi dietro una finta neutralità, ma portando avanti preconcetti chiaramente destroidi e conservatori.

Ma sono le iniziative collaterali e preparatorie alle veglie che smascherano definitivamente il sentimento fortemente omofobo delle Sentinelle in Piedi.

Vediamo ad esempio Reggio Emilia, città da sempre considerata una roccaforte rossa, esempio di laicità ed integrazione. Qui, in occasione della veglia del 19 luglio, è stato presentato il libro di Mario Adinolfi "Voglio la mamma", in presenza dell'autore stesso, un saggio un cui il giornalista butta nel calderone i temi più disparati, dalle nozze gay, all'aborto, alla fecondazione eterologa, sempre sotto il vessillo della tutela della famiglia naturale.

In preparazione alla veglia di questa domenica le sentinelle reggiane hanno invece invitato un omofobo autodichiarato, l'avvocato Gianfranco Amato, presidente dei Giuristi per la vita, antiabortista e accanito oppositore delle nozze gay.

La gravità delle affermazioni portate avanti da questi gruppi di persone, movimento trasversale alla penisola, non si limita solamente al concetto della famiglia naturale, ma proclamando la libertà di eduzione dei figli, si fa anche promotrice di vere e proprie campagne d'odio nei confronti dell' "ideologia gender" o "propaganda omosessualista" nelle scuole, scagliandosi ad esempio contro gli opuscoli dell'UNAR sull'educazione alla diversità o su dibattiti ed incontri di approfondimento per combattere il fenomeno del bullismo, che sempre più spesso colpisce gli adolescenti omosessuali, che nel contesto scolastico si ritrovano ad essere bersaglio di offese e percosse.

Ci risulta ormai difficile capire perché l'ipotesi di apertura verso un modello educativo inclusivo presente fin dall'infanzia, con l'integrazione di tematiche LGBT nei programmi scolastici e la presa in considerazione di una comunicazione non stereotipata e rispettosa delle identità di genere (qualsiasi esso sia) e degli orientamenti sessuali, sia ancora per qualcun* sinonimo di immoralità. Ampliare la nostra coscienza e consapevolezza su determinati temi, così intimi e focali, non può che farci riflettere; avere dinnanzi una pluralità di modi di essere, tutti dissimili, variabili ma altrettanto degni di rispetto non può che combattere la paura verso "il diverso".

Contrastare l'omofobia e la transfobia significa combattere contro l'odio di chi non accetta la libertà altrui, contro coloro che si rifanno ad una differenza tra sessi preimpostata, esclusiva e violenta nei confronti di chi non si identifica nelle due solite caselle del femminile e del maschile. Natura e Contro Natura, giusto e sbagliato, qui l'antropologia insegna, tutto è relativo.

Per questo vogliamo strenuamente difendere la libertà di essere, di vedere riconosciuti i diritti delle persone al di là del genere e dell'orientamento sessuale, contrastando ai silenzi carichi d'odio e repressione, la rumorosa e colorata molteplicità di ciò che siamo.

Perché ad ogni veglia silenziosa si contrapponga una quotidiana battaglia per il diritto ad essere, vivere ed amare.

Collettivo Variabile Indipendente 

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Pasolini_ungaretti

Elenco piazze Sentinelle 05/10