La vita si ribella al capitalismo dell'estinzione

"Life vs Capital. Capire la crisi, cambiare il mondo", formazione per climate strikers. Programma completo e bios dei relatori

1 / 10 / 2019

Si apre domani a Napoli "Life vs Capital. Capire la crisi, cambiare il mondo", la scuola di formazione per climate strikers che precede la seconda assemblea nazionale di Fridays for Future. Cinque workshop, un dibattito pubblico conclusivo e quattro assi tematici che corrispondono agli altrettanti meccanismi di dominio attraverso i quali il capitalismo si è generato e riprodotto nella sua storia, ai danni del "vivente": classe, genere, razza e specie.

Life vs Capital. Capire la crisi, cambiare il mondo

Formazione per climate strikers

A cura di Ecologie Politiche del Presente (EPP) e Friday for Future Napoli (FFF)

Napoli, 2-4 ottobre 2019

Presentazione

Il cambiamento climatico, il collasso imminente degli ecosistemi terrestri e la sesta estinzione di massa sono manifestazioni del conflitto di classe del XXI secolo e dicono chiaramente che il capitale è incompatibile con la riproduzione della vita. Nonostante i mezzi di informazione e il sistema educativo nel suo complesso non rappresentino adeguatamente questa realtà, diventa ormai sempre più evidente come la crisi ecologica globale sia il risultato di una lunga storia attraverso la quale il capitalismo è arrivato a governare il pianeta attraverso quattro

meccanismi di dominio interconnessi: quelli di classe, di genere, di razza e di specie. Quello che sta uccidendo la terra è dunque un sistema insieme classista, patriarcale, coloniale e specista: il capitalismo dell’estinzione. Per contrastarlo, abbiamo bisogno di alleanze anti-estinzione intersezionali, che affrontino cioè insieme tutti e quattro gli assi del dominio capitalista, con l’obiettivo anche di fronteggiare il rischio di deriva autoritaria connesso alla logica dello stato di emergenza.



PROGRAMMA DETTAGLIATO

Workshop 1: Cambiare la scuola per cambiare il sistema

2 ottobre 15:30-18:00 - Sala del Capitolo, Piazza San Domenico Maggiore

La scuola e l’Università italiana devono mobilitarsi a seguito dell’impegno dei giovani di tutto il mondo contro la crisi climatica e l’avanzante collasso ecologico. Esse si trovano, in questa lotta, in una posizione privilegiata e avanzata, ed è loro preciso compito storico fungere da apripista all’imminente e improrogabile transizione energetica e conversione ecologica della nostra società. Gli insegnanti e il mondo accademico devono supportare i ragazzi e gli studenti nelle loro rivendicazioni aiutandoli a porsi in rapporto tattico con l’istituzione scolastica e con l’Università, nella speranza che sappiano usarla come leva per scalzare la società e la politica dal sonno profondo e dall’inerzia. Una generazione intera ha sollevato la propria voce in difesa della madre Terra: forte di una scuola e di un’Università in sollevazione permanente, potrà trascinare dietro a sé la società intera.

Ne discutono:

Vincenzo Mautone (studente, UniOr)

Laura Saffiotti (insegnante, liceo scientifico Mercalli)

Luca Malgioglio (insegnante, Teachers for Future)

Moderano: Monica Capo (FFF) & Nicola Capone (EPP)

Intervengono: collettivo studentesco di Ecologia Politica (Torino-Milano); aula Lettere Precarie Federico II (Napoli); OCC Napoli; Kaos

Workshop 2: Crisi climatica e fonti energetiche: dall’emergenza alle alternative

3 ottobre 10:00-12:30 Sala del Capitolo, Piazza San Domenico Maggiore

Sulle scelte in materia energetica si concentra gran parte del dibattito riguardante le emissioni climalteranti: la tendenza dominante è quella di comparare le diverse opzioni su un piano meramente tecnico/economico, come se esse non riguardassero vite, corpi e territori portatori di saperi ed esperienze e segnati da disuguaglianze di potere. In breve, come se l’energia non fosse una questione politica. Con questo workshop vogliamo porci il problema di come affrontare l’emergenza climatica senza cadere nella trappola delle decisioni autoritarie e dei ‘sacrifici’ necessari - come se il costo delle devastazioni ambientali e climatiche non fosse già abbastanza disegualmente distribuito. Vogliamo dunque discutere le opzioni energetiche a partire dall’esperienza ecopolitica - tanto quella delle lotte anti-estrattive quanto quelle delle pratiche energetiche alternative. Nella prima parte del workshop, ascolteremo brevi lezioni di sintesi su come viene prodotta l'energia oggi in Italia e sulle principali fonti energetiche alternative al fossile su cui basare la transizione energetica, specialmente sul confronto tra gas naturale e solare; sulle emissioni climalteranti legate alla produzione di energia termica e i loro effetti sulla salute pubblica; e sulle implicazioni sociali e territoriali dei diversi sistemi energetici. Nella seconda parte, il workshop si articolerá in gruppi di lavoro tematici, guidati da attivisti di diversi comitati territoriali e associazioni impegnate nel contrastare l’estrazione, il trasporto e il consumo di energie fossili, e nello sviluppo di opzioni energetiche alternative. Il workshop si concluderà con una discussione collettiva sui risultati di ciascun tavolo tematico.

Ne discutono:

Cristina Mangia (ricercatrice ISAC CNR)

Dario Minervini (ricercatore, Università Federico II di Napoli)

Gianluca Ruggieri (ricercatore, Università dell’Insubria)

Moderano: Stefania Barca (EPP) e Sergio Marchese (FFF Milano)

Intervengono: Coordinamento Fuori dal Fossile; Re: Common; Mamme No Tap; Civiltà del Sole Campania

Workshop 3: Decolonizzare la terra/corpo/territorio. Lotte anti estrattive e per l’eco-autonomia 3 ottobre 14:30-17:00 Sala del Capitolo, Piazza San Domenico Maggiore

Dalla deforestazione dell’Amazzonia alle nostre terre dei fuochi, il capitalismo neoestrattivista considera interi territori, città e popolazioni sia come fonte inesauribile di energie (risorse naturali e lavoro umano), che come recettrici degli scarti tossici e nauseabondi di quella stessa produzione (terra, aria e acque rese discariche, corpi umani e non umani che si ammalano). In questo processo, si scopre la più violenta delle rotture: si depredano ricchezze biofisiche, si contaminano irrimediabilmente ecosistemi, mutano per sempre o cessano di esistere le forme di vita, socialità, cosmologie e tradizioni che nella continuità sociale ed ecologica prosperano. In questo workshop vogliamo discutere delle teorie ed esperienze che decolonizzano il pensiero e le pratiche per scoprire che la vita umana e non umana, forti delle diversità che ci attraversano rispetto alla violenza della postura universale, sono i semi di r-esistenza al sistema di sfruttamento. Tre tavoli di lavoro si interrogheranno su: Superamento delle dicotomie urbano/rurale e centro/periferia nell’articolazione di lotte su corpo/terra/territorio; Sud globali ed esperienze decoloniali a confronto: terron* e campesindios; Ripensare l’economia per sottrarre territori e corpi alla violenza del Capitalocene. Il workshop si concluderà con una discussione collettiva su proposte per dare continuità al lavoro intrapreso, sviluppando un programma di incontri da replicare sul bene confiscato in Terra dei Fuochi ed ovunque a presidio culturale costante.

Ne discutono:

Maura Peca (ricercatrice del Centro Studi Indipendente sui conflitti ambientali CDCA, Roma)

Antonello Petrillo (docente, UniSob Napoli)

Giuseppe Orlandini (dottorando, UniOr Napoli)

Isabelle Anguelowski (docente, Università Autonoma Barcellona) – in video

Moderano: Miriam Corongiu (FFF) e Ilenia Iengo (EPP)

Intervengono: NUDM Napoli; Stop Biocidio; Rete di Cittadinanza e Comunità; Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti (Taranto)

Workshop 4: Femminismi e lotte per il comune: terreni per nuove alleanze

4 ottobre 10:00-12:30 Universitá

L’idea del workshop nasce dal bisogno di rispondere alle domande inevitabili che chi vuole attivarsi in difesa della terra deve porsi: quali sono le alternative possibili ad un sistema che sfrutta e devasta la vita umana e non? E quali sono le alleanze politiche che possono (e devono) stringersi nel contesto della lotta alla crisi ecologica? Per cercare risposte dobbiamo adottare una prospettiva intersezionale, rivolgendo lo sguardo alle mobilitazioni che nascono dal bisogno di difendere la vita e la riproduzione di spazi e relazioni alternative alla modernità capitalista. Dobbiamo quindi conoscere i movimenti femministi e transfemministi che riempiono le piazze in tutto il mondo e gli strumenti teorici che ci offrono. E possiamo osservare il pensiero e le pratiche coltivate dal movimento dei beni comuni, fondate su mutualismo, condivisione, cura collettiva e democrazia dal basso. Il workshop si aprirà con una discussione sulle connessioni tra lavoro di cura, riproduzione sociale e nascita/riappropriazione dei beni comuni; sulla ricomposizione delle lotte attorno alla difesa del vivente, e sulle esperienze di alleanze tra lotte ambientali e movimenti femministi e transfemministi a livello internazionale. Nella seconda parte, effettueremo un laboratorio su costruzione di comunità, cura delle relazioni e depatriarcalizzazione della politica a cura di Angela María Osorio-Méndez, attivista della rete nazionale dei beni comuni, in cui interverranno attiviste della Rete Jin e di NonUnaDiMeno.

Ne discutono:

Federica Giardini (docente, Università di Roma Tre)

Ilenia Iengo (dottoranda, Università Autonoma di Barcellona)

Salvo Torre (docente, Universitá di Catania)

Moderano: Virginia Papaleo (FFF) & Roberto Sciarelli (EPP)

Intervengono: Rete Jin Napoli, NonUnaDiMeno Napoli, Rete Beni Comuni

Workshop 5: Occupy Climate Change! Emergenza climatica e movimenti urbani

4 ottobre, 14:30-17:00 Universitá

Si potrebbe pensare che il cambiamento del clima e le occupazioni non appartengono allo stesso discorso. Ci si aspetta che il cambiamento climatico sia trattato con i protocolli del metodo scientifico piuttosto che occupato come se fosse una piazza pubblica o una fabbrica. Dunque, perché Occupare il Cambiamento Climatico? Nel 2018 l'agenzia svedese per lo sviluppo sostenibile FORMAS ha finanziato un progetto internazionale intitolato Occupy Climate Change! che indaga i casi delle città di Malmo, Napoli, New York, Rio de Janeiro Istanbul. Occupy parla chiaramente di un atto politico militante, la pratica politica distintiva dei movimenti sociali urbani che hanno scelto di riappropriarsi degli spazi pubblici urbani. Per noi, “occupare il cambiamento climatico” ha due significati:  resistere ai discorsi mainstream che depoliticizzano la questione e allo stesso tempo prendere il controllo del discorso sui cambiamenti climatici, costruendo un'agenda radicale delle azioni possibili. Adottando questo approccio e guardando alle città come terreni di sperimentazione privilegiati delle lotte per la giustizia climatica, la governance assume un ruolo di primo piano. In questo workshop, presenteremo alcuni cantieri in corso di quel progetto, concentrandoci su pratiche di cittadinanza insorgenti, governance urbana e risposte attivate a livello locale. Tenteremo di rispondere alle seguenti domande: come è declinato il cambiamento climatico nelle politiche messe in campo dalle città? Quali sono gli immaginari radicali e le pratiche resistenti? Quali sono i fattori prioritari su cui puntare per favorire risposte adeguate ai diversi contesti socio-ecologici?

Ne discutono:

Salvatore Paolo De Rosa (ricercatore, KTH Stoccolma)

Ashley Dawson (docente, City University of New York) - video

Lise Sedrez (docente, Universidade Federal do Rio de Janeiro) - video

Federica Palestino, (docente, Federico II)

Moderano: Marco Armiero (EPP) & Gilda Berruti (OCC)

Intervengono: Legambiente Napoli; Comitato Grandi Navi Venezia; Nuova Cooperazione Organizzata

Dibattito pubblico: No Borders. Alleanze per la giustizia climatica 

3 ottobre 21:00-23:00 Università

I movimenti sociali che sono emersi in tutto il pianeta negli ultimi anni stanno costruendo un nuovo scenario politico, in cui i vari elementi che hanno prodotto la crisi globale si sovrappongono e trovano risposte inedite e conflittuali. All’interno delle varie esperienze di conflitto emerge con forza l’idea che non si può risolvere la questione della giustizia climatica separatamente dal resto delle grandi contraddizioni del sistema sociale, non si può lasciare indietro nulla né immaginare un cambiamento senza superare tutte le forme di oppressione. La crisi ecologica globale, la permanenza dei modelli patriarcali, le negazione di tutti i diritti collettivi sono nodi di un unico sistema di sfruttamento. La presenza all’interno dei vari conflitti sociali di nuove forme di alleanza offre però una nuova possibilità per la costruzione di un percorso politico che miri al superamento del nostro sistema, forte della consapevolezza che un mondo differente può essere costruito solo attraverso la liberazione di tutte le soggettività.

Interventi di:

Marco Armiero (KTH Stoccolma)

Gennaro Avallone (Università di Salerno)

Stefania Barca (CES/Università di Coimbra)

Miriam Tola (Università di Losanna)

Modera: Salvo Torre (Università di Catania)

Interventi video di:

Campagna Make Rojava Green Again, Kurdistan

Edel Moraes (vice presidente Alleanza dei Popoli della Foresta, Brasile)

Brevi biografie delle ricercatrici/ricercatori coinvolti nella sccuola

Isabelle Anguelowski is an ICREA Research Professor alla Università Autonoma di Barcellona. Si occupa di ecologia politica urbana soprattutto in relazione a processi di gentrificazione.

Marco Armiero è il direttore dell’Environmental Humanities Laboratory del KTH Royal Instutite of Technology di Stoccolma, nonché presidente della European Society for Environmental History. Armiero si occupa di giustizia ambientale, migrazioni e movimenti urbani contro il climate change. Armieor è anche primo ricercatore all’ISMED CNR. É il coordinatore del progetto Occupy Climate Change!

Gennaro Avallone è ricercatore al Dipartimento di Sudi Politici e Sociali dell’Universitá di Salerno. Si occupa di sociologia dell’ambiente e di migrazioni.

Stefania Barca è senior researcher presso il Centro di Studi Sociali dell’Università di Coimbra. Si occupa di ecofemminismo, ambientalismo operaio e ecosocialismo. È co-autrice del report A Green New Deal for Europe.

Gilda Berruti è ricercatrice al Dipartimento di Architettura dell’Università Federico II. Si occupa di sostenibilità urbana. É membro del progetto Occupy Climate Change!

Monica Capo è una insegnante, tra le animatrici di Teachers for Future.

Nicola Capone ha un dottorato in filosofia del diritto, è un libero ricercatore e docente di storia e filosofia. Si occupa di beni comuni, politiche della ricerca, e giustizia ambientale.

Miriam Corungiu è una attivista della rete StopBiocidio. Con Vincenzo Tosti ha pubblicato il volume Cercate l’antica madre (Gnasso Editore, 2019).

Asheley Dawson è professore di Letteratura alla City University di New York. È autore del libro Extreme Cities su movimenti urbani contro il cambiamento climatico. É membro del progetto Occupay Climate Change!

Salvatore Paolo De Rosa è ricercatore presso l’Environmental Humanties Laboratory di Stoccolma. Si occupa di movimenti sociali urbani e cambio climatico. É membro del progetto di ricerca Occupy Climate Change!

Federica Giardini è professoressa associata di filosofia politica alla Università Roma Tre. Si occupa di pensiero femminista.

Ilenia Iengo è una dottorando in femminist political ecology nell’ambito del progetto Marie Curie WEGO presso l’Università Autonoma di Barcellona. Si occupa di giustizia ambientale e genere.

Cristina Mangia è ricercatrice presso l’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima, Consiglio nazionale delle ricerche, Lecce. Si occupa di salute e ambiente, soprattutto in relazione alla qualità dell’aria

Sergio Marchese è un attivista di Fridays for Future Milano

Dario Minervini è ricercatore di sociologia dell'ambiente e del territorio presso l’università Federico II di Napoli. Si occupa di sistemi energetici

Giuseppe Orlandini è Dottorando in Studi Internazionali presso l’Università L’Orientale di Napoli. É tra gli autori de L’Oro Vero. Resistenze Contadine, documentario sulle lotte contro lo sfruttamento petrolifero in Irpinia. Si sta occupando di conflitti socio-ambientali e disastri in Brasile.

Federica Palestino è professore associato di Urbanistica all’Universitá Federico II. Si occupa di pianificazione urbanistica dal basso e partecipazione, con particolare riguardo alle aree periferiche. É membro del progetto Occupy Climate Change!

Virginia Papaleo è una attivista di Fridays for Future Napoli e della rete NON UNA Di Meno.

Maura Peca è una Ingegnera ambientale, esperta di mappatura dei conflitti ambientali. Lavora per Asud.

Antonello Petrillo è professore associato di sociologia presso l’Università degli Studî Suor Orsola Benincasa. Si occupa di biopolitica, marginalità e diritti umani.

Gianluca Ruggieri è ricercatore di Fisica Tecnica Ambientale presso l'Università dell'Insubria. Si occupa di energia e altraeconomia.

Roberto Sciarelli è dottorando presso il Centro di Studi Sociali dell’Università di Coimbra. Si occupa di beni comuni e subalternità.

Lise Sedrez è una storica dell’Università Federale di Rio de Janeiro. Si occupa di acqua e storia ambientale del Brasile

Miriam Tola è assistant professor in Environmental Humanities all’Universitá di Losanna. Si occupa di ecologia del comune e di ecotransfemminismo.

Salvo Torre è professore associato di geografia all’Università di Catania. Si occupa di movimenti sociali ed ecologia.

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