L’adunata alpini a Vicenza tra militarizzazione e creazione reti di supporto e auto organizzazione trasfemminista

In questi giorni rimarranno aperti il Centro Sociale Bocciodromo e il Bosco Lanerossi (Via Rossi 200), "luoghi di pace e fuori dalla retorica militare". Per supporto psicologico e richieste di aiuto è attivo h24 il numero 3482422857

11 / 5 / 2024

In questi giorni, dal 10 al 12 maggio, si sta tenendo a Vicenza l'ennesima adunata degli alpini, intitolata ”intrecci di pace”. Pace non si intreccia con guerra, armi e divise. Pace è disarmo, disobbedienza, diserzione. E cercare di umanizzare la guerra è un'aberrazione.

Vicenza cambia volto per ospitare un maxi evento che sarà attraversato da più di 400 mila persone. Ma cosa vuol dire questo per la città?

Innanzitutto, in un momento storico in cui vi è una guerra globale, una corsa agli armamenti e il genocidio del popolo palestinese non vediamo alcun motivo per celebrare uno dei corpi dell'esercito italiano. Anzi, questo evento riesce a dar sfogo a quelle fomentose anime che credono che la guerra non venga portata avanti anche da loro, dalla "brava gente". Seppur gli anni passano, i tempi non sono cambiati e le manifestazioni nelle piazze di ogni città, le mobilitazioni studentesche e universitarie ce lo dimostrano. Come si può glorificare un apparato dell'esercito italiano quando vi è il genocidio della popolazione gazawa?

Un fatto grave, che dimostra ancora una volta di come l'istruzione venga più posta verso l'attitudine militare e meno verso quella culturale e sociale. Per questo era stata lanciata nelle settimane scorse una petizione, firmata da più di 850 docenti di ogni ordine e grado per prendere le distanze da questa circolare.

Glorificare un apparato di un esercito vuol dire lasciar fare tutto quello che vogliono? Pare di sì. Dall'inizio della settimana sono stati posti accampamenti anche non legali in ogni luogo e quartiere di Vicenza. Evidentemente vi sono persone di serie A e di serie B, in quanto ad alcuni è tutto concesso mentre la cittadinanza viene espulsa. Il servizio sanitario viene ridotto all'osso e le persone senza fissa dimora che abitavano la città sono scomparse, per far posto alla vendita di birra e di cappellini a tema. Evidenziando così come persone che portano il profitto siano al di sopra di ogni legge, mentre chi non crea benefit economico possa essere sacrificato e ignorato.

Già dagli scorsi giorni si può notare come l'abuso di alcool e il grande ritrovo di maschi bianchi etero cis, cresciuti in una dinamica cameratista e militare alzi la tendenza a fare commenti sessisti di qualsiasi tipo e ad attuare molestie e violenze. Già nella giornata antecedente l'inizio dell'Adunata sono arrivate le prime segnalazioni. Ma basta girare per la città di notte per vedere le camionette di alpini che girovagano in cerca di "prede".

Ci siamo domandat3 come prenderci cura di noi e di tutte quelle persone che sono in città, ma che non si sentono a proprio agio in questa situazione, ci siamo domandate come poter far sì che vi siano spazi dove stare bene e di come creare reti attive di sorellanza. Abbiamo deciso di aprire spazi di cura, ascolto, socialità, decompressione, monitoraggio, sorellanza e sostegno durante l’adunata degli alpini.

Per questo abbiamo deciso di tener aperto sia il Centro Sociale Bocciodromo sia il Bosco Lanerossi (Via Rossi 200), luoghi di pace e fuori dalla retorica militare che stiamo già subendo. Inoltre per supporto psicologico e richieste di aiuto è attivo h 24 il numero 3482422857. Perché se non è lo Stato a tutelarci, lo facciamo noi auto organizzandoci.

Abbiamo così deciso di mettere a disposizione gli spazi che abbiamo, dal Bocciodromo al Bosco Lanerossi. Spazi dove poter star insieme fuori dalle dinamiche che si attueranno in città, dalla rappresentazione plastica di armamenti militari, a una glorificazione di un corpo militare il tutto condito da un’alta percentuale di abuso di alcool che spesso porta ad avere comportamenti molesti come si è visto in altre città.

Centro Sociale Bocciodromo