L'estrazione e commercializzazione dell'amianto continua

L'amianto continua ad avvelenarci

il picco dei casi tumorali verso il 2020

16 / 3 / 2013

Sono più di 32 milioni le tonnellate di amianto ancora presenti in Italia e 34.148 i siti da bonificare.
A 20 anni dalla sua messa al bando, hanno denunciato le associazioniIntanto, si attende il Piano nazionale sull'amianto, annunciato dal ministro della Salute Renato Balduzzi.
Gli attivisti hanno sottolineato come nel nostro Paese la bonifica proceda lentamente, tanto che «ai ritmi attuali dovremo convivere con l'amianto almeno fino al 2100», per non parlare dello smaltimento, con «il 75% dei rifiuti prodotti» che secondo dati Ispra viene spedito in Germania perché in Italia mancano discariche ad hoc.
Le associazioni, da Legambiente all'Associazione Italiana Esposti Amianto, hanno indicato dunque tre priorità: risanamento ambientale, sorveglianza sanitaria e risarcimento delle vittime. Ed è ancora atteso il Piano nazionale sull'amianto.
In occasione della Seconda conferenza governativa sull'amianto, svoltasi a Venezia nel novembre 2012, Balduzzi aveva annunciato la presentazione del Piano per gennaio 2013, precisando che il ministero aveva già stanziato risorse pari a 22-23 milioni. Il Piano, però, non è stato ancora reso noto. Secondo quanto indicato da Balduzzi in quell'occasione, il Piano dovrebbe contenere «proposte di grande innovazione, come utilizzare la fibulina come marcatore tumorale predittivo, costituire una rete internazionale di banche dati di materiale biologico, standardizzare i modelli di presa in carico degli ammalati».
Uno dei nodi da affrontare sarà comunque quello dell'applicazione del Piano nelle Regioni, non tutte virtuose nel fornire i dati ad esempio su malattia e siti contaminati. L'amianto è una delle minacce più serie alla sostenibilità ambientale e alla salute proprio per le sue caratteristiche di incorruttibilità e inestinguibilità, e il lungo intervallo di latenza tra l'aspirazione delle fibre e il percorso epidemiologico spiega la possibilità di un picco di casi di cancro a cavallo del 2020. Inoltre, se è vero che negli Anni 70 se ne estraevano 5 mln di tonnellate l'anno, oggi se ne estraggono comunque 2,5 mln: il problema continua dunque ad esistere, con l'aggravante che esistono Paesi in cui non c'è divieto all'estrazione, ma solo alla commercializzazione.
Emblematico il caso  della Regione Piemonte. «A Casale Monferrato il picco di tumori da esposizione all'amianto si verificherà nei prossimi 15 anni», ha detto, intervenendo al processo d'appello Eternit, l'avvocato Cosimo Maggiore, legale della Regione, che ha chiesto la conferma della pena di 16 anni a testa inflitta ai due imputati, Stephan Schmidheiny e Louis de Cartier, e del risarcimento per l'ente: 20 milioni di euro a testa. «Denaro che useremo proprio per completare le bonifiche a Casale».
Nel corso dell'udienza, in cui sono state sentite le prime parti civili del processo, l'avvocato Maggiore ha presentato i dati dell'analisi effettuata dalla direzione sanità della Regione, che prende in esame il periodo 1990-2010 e che è stata consegnata al tribunale di Torino nel 2011. «Nell'arco temporale analizzato in Piemonte vi sono stati circa 450 nuovi casi l'anno di tumore da amianto. Di questi, ben 50 soltanto a Casale Monferrato. L'incidenza è elevatissima».
Secondo Maggiore, il denaro del risarcimento degli imputati del processo Eternit è necessario «perché in futuro, se non si faranno le bonifiche nel modo giusto, si ammaleranno sempre più persone e i fondi nazionali sono ormai in via di esaurimento».

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