Le Grandi Navi cacciate da Venezia: il perché di una vittoria dal basso

Venerdì 14 agosto alle 18 in Punta della Dogana si festeggia una vittoria storica

12 / 8 / 2020

Se Venezia non avesse un Comitato No Grandi Navi vivrebbe come accadrà nei prossimi giorni a Palermo, Napoli, Siracusa, Bari, Civitavecchia e Genova il dispiegarsi della flotta dei colossi del mare. Covid or not Covid, business as usual. Anzi, proprio da Venezia, il 15 agosto, era prevista la partenza della prima crociera 2020, la Costa Deliziosa.

A riportare alla realtà le multinazionali del turismo globale è stato proprio quel Comitato No Grandi Navi che esiste a Venezia dal 2012 e anche questa volta, con determinazione, ha chiamato alla mobilitazione, annunciando un blocco della Bocca di Porto di Lido.
Un braccio di ferro che finalmente piega il polso del campione, risolvendosi in favore del "piccoletto tutto nervo". Costa annuncia di rinunciare a Venezia per i prossimi mesi e così pure MSC e Royal Caribbean: tutte ripiegheranno su Trieste! 

Questa straordinaria, seppur non definitiva, vittoria non è arrivata standosene seduti sulla riva ad aspettare il passaggio del cadavere del nemico e sicuramente non è avvenuta grazie ad alcuna sponda istituzionale, visto che la giunta comunale e il sindaco Brugnaro sono pro navi sfegatati, così come la Regione Veneto (con passaggio di testimone Galan-Zaia). Né possono accampare meriti quelle forze che in teoria si direbbero ambientaliste e contro le grandi navi. La ripartenza delle crociere al 15agosto 2020 è stata infatti firmata dal ministro Speranza, espressione di un governo che annovera tra le proprie fila PD, 5Stelle e LeU. Per non parlare di Autorità Portuale e VTP che da anni lavorano al mantenimento delle crociere con approdo in Marittima, almeno fino a quando l'inarrestabile gigantismo navale non avrebbe tagliato fuori il porto in ogni caso. 

Del futuro del Porto di Venezia (dallo splendente passato) non c'é stata alcuna seria pianificazione, non si è voluto fino ad ora trovare soluzioni alternative, si è preferito spremere fino all'ultimo l'immagine di Venezia, vendendo lo scatto dall'alto, durante "l'inchino" a Piazza S.Marco e dentro il Canal della Giudecca.

Barchette pirata contro mostri del mare, Davide contro Golia.
Una vittoria dal basso, di un movimento cittadino senza sponsor e senza "santi in paradiso", capace di sensibilizzare l'attenzione internazionale sulle conseguenze negative del crocierismo a Venezia e all'interno della sua Laguna.

Festeggiamo, ci mancherebbe, ma siamo ben consapevoli che non è finita. «Fuori le Navi dalla Laguna» é il coro che si è levato negli ultimi 8 anni dalle rive gremite da migliaia di persone e dalle barche pirata, dai balconi delle case con le bandiere. Eppure erano pronti a partire proprio da qui sabato prossimo.

Sarebbe, però, stato un varo "col botto" e, questa volta, non hanno retto il danno d'immagine e lo scalpore che ne sarebbero conseguiti.
Sappiamo che la prossima sfida si giocherà sull'opportunità di ripensare il modello di Porto dentro la città e nuove soluzioni fuori dalla Laguna per le Grandi Navi. Di sfide come questa, la Venezia simbolo dei cambiamenti climatici e dei processi di spopolamento di una città a sola trazione turistica, dovrà affrontarne molte.

Per ora godiamoci la stagione senza navi.

Marta Canino, Comitato No Grandi Navi.

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