Lo spettacolo è la piazza!

Nell'articolo il link al documento "Tavolo emergenza" e il comunicato stampa pubblicato sulla pagina facebook "Professionisti spettacolo e cultura – Emergenza continua".

29 / 6 / 2020

È stato un weekend storico per i lavoratori e le lavoratrici dello spettacolo, delle arti e della cultura quello scorso a Roma. Una manifestazione nazionale, seguita da un’assemblea in cui le varie realtà nazionali si sono confrontate per la prima volta dal vivo, dopo tanti appuntamenti online. Il filo rosso che unisce tecnici, maestranze, artisti, operatore e altre figure storicamente precarie va oltre la dimensione settoriale: si chiedono tutele, diritti e – soprattutto – un reddito di continuità che metta tutte le persone al riparo dalle più scellerate forme di sfruttamento.

Mercoledì 24 giugno le varie realtà che animano il percorso nei territori, unitesi già in coordinamento nazionale, hanno elaborato un documento che esprime richieste ed esigenze molto precise (qui potete leggerlo integralmente).

Di seguito il comunicato stampa pubblicato sulla pagina facebook Professionisti spettacolo e cultura – Emergenza continua.

Sabato 27 giugno 2020 si è tenuta a Roma la prima manifestazione nazionale indetta dalle lavoratrici e dai lavoratori dello spettacolo, delle arti e della cultura, seguita agli appuntamenti territoriali nazionali del 30 maggio che hanno portato nelle piazze di tutta Italia oltre ventimila lavoratori
Il comparto - le maestranze dei grandi eventi, dei teatri stabili e privati, musicist*, danzatori e danzatrici, attori e attrici, artist* di strada, sart*, impiegat*, piccole compagnie, operatori e operatrici culturali, educatori e educatrici, progettisti, etc. - dopo essersi organizzato in coordinamento nazionale animato dalle realtà territoriali, ha elaborato un documento con cui è sceso in piazza per portare le proprie richieste alle istituzioni.

Le stesse sono ormai note, grazie alla data storica del 27 giugno: istanze costruite durante le assemblee che in questi 4 mesi di blocco hanno visto come protagonisti lavoratori e lavoratrici, di cui oltre un migliaio sono scesi in piazza. Al centro delle richieste soluzioni immediate e serie per l’emergenza e una riforma del sistema culturale nazionale fra cui: riconoscimento giuridico della categoria dello spettacolo dal vivo e regolarizzazione del sistema di “intermittenza”, reddito di continuità fino a piena e reale ripresa delle attività spettacolari e culturali, stesura concordata di protocolli di sicurezza e regolamentazione delle iniziative digitali, aumento degli investimenti per la cultura in rapporto alle tutele contrattuali, internalizzazioni.

La mobilitazione in Piazza SS Apostoli ha rappresentato un momento storico per il comparto, una piazza vivace, consapevole, solidale, determinata come non se ne vedevano da decenni. Con coscienza e autodeterminazione le lavoratrici e i lavoratori della cultura e dello spettacolo hanno regolarizzato le distanze di sicurezza, fatto spazio al racconto delle proprie esperienze biografiche, messo in campo la loro energia e volontà di arrivare fino alla fine. Perché stavolta farsi ascoltare non sarebbe stata un’opzione o una richiesta, ma una necessità.

Forti di questa determinazione - nonostante la condizione di notevole difficoltà di una piazza transennata - i manifestanti hanno esercitato una pressione sulle transenne entro cui si era stati costretti dalla polizia per chiedere di partire in corteo verso il Ministero del Lavoro, e consentire a una delegazione di lavoratrici e lavoratori di consegnare pubblicamente alle istituzioni nazionali il documento con le richieste di tutela. La piazza ha accompagnato la trattativa scandendo la richiesta di corteo con cori e musica. É stato un momento di lotta e soddisfazione quando finalmente una delegazione di lavoratrici e lavoratori è stata ricevuta al Ministero del Lavoro e ha fatto protocollare il documento.
Un momento necessario, ma non sufficiente. Da qui il movimento – di lavoratrici e lavoratori autorganizzati, con il supporto dei sindacati di base – intende immediatamente ripartire con tutti i mezzi di lotta necessari per ottenere l’ascolto dovuto in un tavolo di confronto tecnico permanente con il Ministero del lavoro, il Mibact e la presidenza del consiglio.

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