Marsiglia - Apertura ufficiale del Fame. Tra gli intervistati anche Anne Le Strat, vicesindaco di Parigi, e Gerlinde Schermer

Una grande assemblea plenaria ha dato il via ai diversi tavoli di lavoro.

15 / 3 / 2012

Mercoledì 14 marzo ore 17.30. Apertura del FAME 2012.

Centinaia di delegazioni provenienti da tutto il mondo riempiono le stanze immense del Doc Du Sud. Un’antica struttura portuale una volta adibita allo scambio di merci ed ora utilizzata dalle popolazioni di tutto il mondo per immaginare e sperimentare un’uscita differente dalla crisi del capitalismo. E’ proprio questo l’assunto comune da cui parte il Fame. Il capitalismo è in crisi e non può, attraverso i processi di privatizzazione, continuare ad espropriare le popolazioni del mondo dall’acqua, dalle risorse comuni, dalla vita.

E Marsiglia è il teatro di questa contrapposizione, tra la rapina delle risorse comuni e i percorsi di gestione partecipata delle stessa, l’opposizione tra i processi di finanziarizzazione di ogni aspetto della vita e la solidarietà e il mutualismo, tra la governance globale e la spinta democratica.

Queste le differenze tra i due forum. Il Fame, nato dall’autorganizzazione dei movimenti globali, eThe Word Water Forum, imposto dalle grandi corporation che fanno profitti sull’acqua, che ha visto calare la partecipazione delle delegazioni provenienti dal resto del mondo, dalle 20000 presenze previste a non più di 2000 stimate.

I 700 euro per l’iscrizione al forum ufficiale contro le mille lingue del mondo che si sono incontrate al Doc du Sud.  Basterebbe questo a raccontare quanto il Fame sia un processo reale, fatto di uomini e donne che ogni giorno lottano per vedersi riconosciuto il diritto a decidere su un bene comune così necessario alla vita. E l’altro un feticcio, il prodotto della finanza, fatto di curve di domanda e di offerta, di un potere  sordo alle istanze provenienti dai territori.

Il forum delle corporation è ufficiale ma illegittimo. Sono queste le prime parole raccolte all’apertura del Fame,  attraverso l’appello di Oscar Olivera, portavoce del movimento boliviano di Cochabamba.

Il primo dato che salta agli occhi attraversando l’inizio dei lavori del Fame, è l’ampissimo interesse che tutti dimostrano per la lotta italiana. Il movimento per l’acqua italiano è considerato da tutti come un grande esempio di riaffermazione di democrazia dal basso. L’intervento della delegazione italiana del Forum del Movimento per l’Acqua, dal palco del Fame, è stato accolto da una platea calorosa che vede dall’Italia partire un movimento europeo capace di contrapporsi con la partecipazione dal basso ai meccanismi di cattura dei beni comuni imposti dalle istituzioni europee. Un chiaro segnale è stato espresso rispetto alla necessità di recepire, da parte del governo, la decisione imposta da 27 milioni di elettori che lo scorso giugno hanno affermato l’impossibilità di creare profitti sull’acqua.

In Europa sono tante le esperienze che puntano alla ripubblicizzazione dell’acqua e ad una gestione partecipata di questa risorsa. L’esempio di Parigi e quello di Berlino ci dicono che gli amministratori locali possono svolgere un ruolo importante di contrasto alla privatizzazione e alle direttive imposte dalla governance europea.

Globalproject ha intervistato a questo proposito Gerlinde Schermer, parlamentare tedesca, ex PSD, estromessa dal Partito Socialdemocratico Tedesco perché contraria alla privatizzazione dell’acqua, e Anne Le Strat, Vice sindaco di Parigi, Presidente Generale della municipalizzata Eau de Paris e Presidente Aqua Publica Europea.

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* Le interviste sono state realizzate da Domenico Fantini, Franco Carassi, Clarissa San'Ana, Luigi Iasci e Lucia Longinotti (redazione globalproject parma).

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