Milano - Azioni di Rise Up 4 Climate Justice per la conferenza finale della Pre-Cop 26. Scontri e un fermo

2 / 10 / 2021

Terzo giorno di contestazione alla Pre-Cop26; stamattina, infatti, in occasione della conferenza finale di chiusura del lavori del meeting, attiviste/i di Rise Up 4 Climate Justice, sono entrati al MiCo per manifestare in nome della giustizia climatica. Dopo una prima colluttazione - nei pressi del Gate 2 - con le forze dell’ordine, si è formata una manifestazione spontanea nell’area di City Life, grande opera urbana simbolo dell'insostenibilità del sistema. Il corteo è poi continuato bloccando il traffico, con cori che hanno messo in evidenza la subordinazione del vertice agli interessi delle grandi multinazionali fossili.

Il corteo di Rise Up si è attestato di viale Eginardo, la strada bloccata anche nel giorno di apertura di questo meeting istituzionale. Gli interventi sottolineano l'intersezionalità della lotta climatica, per esempio la convergenza con le lotte anti coloniali dei popoli indigeni, come le zapatiste e gli zapatisti che in questo momento stanno attraversando l'Europa.

Dopo aver violato le reti di protezione del MiCo, dove c’è stata una prima colluttazione con le forze dell’ordine, in seguito c'è stata suna carica da parte di polizia e carabinieri in assetto antisommossa, che hanno anche fermato un attivista.

Viale Eginardo è già stato bloccato due giorni fa, per contestare l'inizio dei lavori della PreCop, perché chi decide le sorti del mondo oggi non ha nessun interesse a proteggere la Terra, ma protegge invece gli interessi delle grandi multinazionali e i loro prodotti. I potenti riuniti qui in questi giorni hanno dimostrato invece di voler solo ostacolare chi li contesta mobilitandosi contro il cambiamento climatico, come è successo giovedì proprio qui, dove il corteo è stato bloccato dalle forze dell'ordine.

Gli interventi continuano in viale Eginardo, toccando vari argomenti, tra cui la contraddizione dei costi della transizione ecologica, che vengono scaricati sui cittadini. Gli attivisti denunciano poi la violenza delle forze dell'ordine, che ha caricato in questi giorni i blocchi pacifici. "Siamo al terzo giorno, ma siamo ancora qui, con i nostri corpi, a dare vita a delle azioni simboliche per farci sentire da coloro che fino a questo momento hanno fatto finta di niente, e hanno preferito reprimere le attiviste e gli attivisti climatici"

Durante la carica un manifestante è stato fermato dalle forze dell'ordine. Il corteo non si è sciolto fino alla sua liberazione. Dopo aver bloccato per ore le strade di accesso al vertice, dando un forte segnale di rifiuto della logica del greenwashing, i manifestanti fanno ritorno al Climate Camp.

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