Milano - centri sociali occupano sede del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti

Domani corteo della campagna NoCpr

15 / 2 / 2019

«Denunciare con forza le politiche xenofobe dell’attuale governo gialloverde, come di quelli precedenti», si legge nel documento siglato dalle realtà meneghine che nel primo pomeriggio di venerdì 15 febbraio hanno occupato la sede milanese del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, retto dal pentastellato Danilo Toninelli.

«Toninelli è il primo responsabile delle deportazioni, del blocco delle navi e delle centinaia di vite spezzate nel Mediterraneo e in Libia» si legge nel seguito.

Milano

Il Ministero delle infrastrutture ha la responsabilità diretta della gestione dei porti e della Guardia Costiera, che con decisione unanime del Governo è stata ritirata dalle operazioni di appoggio alle navi in zona SAR dopo la vicenda della nave Diciotti ad agosto nel porto di Catania. Si aggiunga che alcune unità navali erano state inviate in Libia dal governo Gentiloni-Minniti, per addestrare le milizie di Haftar al pattugliamento delle coste, allo scopo di impedire con ogni mezzo che le imbarcazioni dei migranti prendano il largo.

Al blitz hanno preso parte un centinaio di attivisti dei centri sociali L.U.Me, Lambretta e ZAM e di studenti legati alla Rete Studenti Milano ed al collettivo CASC, a cui si sono aggiunte delegazioni di attivisti dal nord-est e dal resto d’Italia.

L'iniziativa di oggi rilancia l'appuntamento per il corteo della campagna NoCpr che domani si snoderà nelle strade di Milano. Una nuova presa di parola da parte della società civile dopo la grande manifestazione che il 1 dicembre scorso ha raccolto circa quindicimila persone attorno al doppio claim «no Cpr - no dl Salvini». Domani alle 15 da Piazzale Piola partirà il corteo che ribadirà il doppio No.

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