Milano - Expo. Prove tecniche di Stato di Polizia?

da Milanoinmovimento.com

7 / 6 / 2015

La fabbrica Expo continua ad agire nella metropoli lombarda confermando tutto il suo lato di eccezionalità: i licenziamenti di massa contro le persone che sono all'interno di segnalazioni o registrate nei terminali della questura per motivi politici sono arrivati fino a 600. La corruzione, la speculazione immobiliare ed edilizia, la devastazione ambientale e le nuove norme che si applicano alla forza lavoro impiegata emergono con tutta la loro brutalità a poco più di un mese dall'inaugurazione ufficiale del grande evento. Di seguito la descrizione di un'iniziativa per segnalare quanto accaduto nelle ultime settimane. 

Questa mattina [6/06] si è svolto ai cancelli dell’Esposizione Universale 2015 un volantinaggio sulla vicenda dei licenziamenti preventivi (circa 600) causati da controlli di polizia effettuati su tutti i nominativi delle persone che avrebbero voluto lavorare per Expo.

Lo scandalo è esploso qualche settimana fa quando hanno iniziato a emergere le prime storie personali di lavoratori cui l’assunzione era stata negata negli ultimi giorni prima dell’inaugurazione di Expo adducendo non ben definiti motivi legati ai nullaosta forniti dalla Questura.

Col passare dei giorni la vicenda si è delineata in tutta la sua grandezza e nella sua gravità. I numeri degli esclusi hanno raggiunto le diverse centinaia e anche i sindacati confederali sono stati obbligati a muoversi.

Le autorità locali rimpallano le responsabilità verso Roma ed il Governo balbetta e prende tempo. E’ evidente che lo strumento che ha consentito quest’operazione di screening sui lavoratori è stato l’aver dichiarato “sito d’interesse strategico nazionale” Expo. Un po’ come per i cantieri del Tav in Val di Susa o le discariche in Campania.

Lo stato d’eccezione diventa norma nella gestione dei territori consentendo misure che fanno ricordare la tanto vituperata Germania Est. Dopo le identificazioni di settimana scorsa oggi gli attivisti NoExpo sono stati accolti da uno spropositato schieramento di forze con blocchi a tutti i varchi. 4 attivisti sono comunque riusciti ad entrare nei due ingressi principali volantinando davanti ai tornelli. Da segnalare la reazione positiva dei lavoratori di Expo e quella spiazzata dei visitatori (piuttosto pochi a dire il vero).

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