Milano - Zam, sgombero in corso

Diretta da Milano in Movimento

23 / 7 / 2014

Questa mattina è stato sgomberato Zam, occupato da più di un anno.

Gli occupanti sono stati caricati davanti all'ingresso.

Tre le richieste che arrivano dagli occupanti: moratoria sugli sgomberi, se lo stabile è pericolante deve essere messo in sicurezza, la scuola deve essere dedicata a Don Gallo.

Da Zam si invita tutti "ad essere in piazza Santa Croce adesso. Alle 18.30 tavolo sugli spazi sociali davanti ai cancelli di Zam, alle 19.30 mobilitazione"

Diretta da Milano in Movimento

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Ore 12.00 Gli occupanti sul tetto si stanno calando dall’edificio. I tre compagni sono usciti dall’edificio e rilanciano l’appuntamento del tavolo per le 18.30.

Ore 11.10 L’account twitter del Comune di Milano risponde a tutti coloro che chiedono spiegazioni riguardo questo sgombero dichiarando che l’intervento delle forze dell’ordine non è stato richiesto dall’amministrazione ma dall’autorità giudiziaria per motivi di sicurezza. A queste dichiarazioni rispondiamo che siamo davanti all’ennesima riprova del fatto che questa amministrazione o non ha alcun potere nemmeno sugli spazi di sua proprietà o non ha il coraggio di assumersi alcuna responsabilità rispetto alla proprie scelte, nascondendosi dietro a una presunta ineluttabilità delle scelte della magistratura.

Ore 11.00 Leggiamo sui principali quotidiani un racconto dei fatti di questa mattina assolutamente falso.

Le cariche, come testimoniano i video e le foto da noi pubblicati sono avvenute violentemente e ripetutamente su persone che opponevano resistenza passiva.

Ore 10.50 Corrado Mandreoli, segretario della Camera del Lavoro di Milano, condanna lo sgombero.

Ore 10.30 Gli occupanti portano simbolicamente davanti all’ingresso di Zam un tavolo da biliardo: “forza gentile della giunta arancione, tavoli finti e sgomberi a ripetizione”.

Ore 9.50 Dall’alto dell’edificio sventola una bandiera No Tav.

Tre le richieste che provengono dall’interno di Zam, dove resistono tre occupanti:

1 - il sindaco dichiari una moratoria sugli sgomberi da qui a tempo indeterminato

2 - se lo stabile di Zam è pericolante, che l’amministrazione lo metta immediatamente in sicurezza per tutelare il vicinato

3 - che la scuola sia intitolata a Don Andrea Gallo

Ore 9.30 Santa Croce si anima di solidali e interventi. Tutti in via Santa Croce!

Ore 9.11 La Digos è all’interno dello spazio. Tre occupanti resistono all’interno dello spazio sul balcone.

Ore 9.00 Sono almeno 5 i feriti nelle cariche. Decine di contusi.

Ore 8.50 Sale il numero dei feriti. Due teste sanguinanti.

Ore 8.45 Continuano ripetute e violente cariche. Un ragazzo sanguina alla testa. Le cariche proseguono sempre più volente. Numerosi ragazzi contusi.

Ore 8.40 E’ partita una seconda carica.

Ore 8.37 I carabinieri e la polizia cercano di spostare con forza il muro di resistenza passiva. Partita una carica sui ragazzi che difendono Zam.

Ore 8.36 La celere e la Digos si avvicinano al cancello di Zam.

Ore 8.35 Una ventina di poliziotti e quaranta uomini della Digos sono in arrivo da via Santa Croce. Cori e fumogeni arancioni in difesa dello spazio.

Ore 8.30 E così ci risiamo.
Dopo 425 giorni di occupazione Zam viene nuovamente messo sotto attacco. Poco importa lo stato di degrado in cui venne trovato il giorno dell’occupazione (dopo anni di colpevole abbandono da parte del Comune).
E poco importa la quantità di progetti e la socialità che vi si è sviluppata in questi mesi di vita autogestita.
Quando Zam venne occupato il 24 Maggio 2013 lo spettacolo era quello di un posto completamente devastato. In pochi mesi, da quello scenario desolante nacquero: l’Osteria “Pane&Rose”, un bar, lo Zam Hip Hop Lab, un laboratorio di teatro, il Photolab, un’aula studio, l’aula che ospitava le assemblee della Rete Studenti Milano, l’Acciaieria (l’ormai celebre palestra di arrampicata), le palestre della Polisportiva Popolare, una sala per concerti, un orto e tanto altro che probabilmente, al momento, ci siamo dimenticati.

La magistratura ha dunque firmato il decreto di sequestro preventivo dell’area.
Il tutto con la scusa di una “supposta” pericolosità dello spazio.
Pericolosità riscontrata dalla perizia farlocca prodotta dai tecnici del Comune (dell’Assessorato di Carmela Rozza, Partito Democratico).
In aggiunta a ciò, a fine Giugno, a conferma degli appetiti che c’erano su un area centrale vicinissima alla nuova Darsena, lo spazio è stato messo a bando. Un bando messo in piedi (come già per altri spazi) come se l’area di via Santa Croce fosse vuota e non piena di attività. Un bando con fini sociali, ma senza oneri per il Comune.
Come a dire, che, come sempre a Milano, contano solo i soldi, e ad aggiudicarsi il bando sarà sicuramente qualche grande nome del privato sociale.

Allo sgombero ha contribuito una forsennata e martellante campagna stampa fatta di falsità e mitomania sulle quali si preferisce non perdere troppo tempo (anche per pietà delle condizioni di salute mentale del loro più grande ispiratore) e prontamente cavalcate da un partito come Forza Italia. Un partito che, incurante del ridicolo, continua a parlare di legalità…

Anche quest’anno dunque si rispetta l’antica tradizione degli sgomberi estivi (di solito fine Luglio, se non addirittura Agosto…). Nel 2013 era toccato al Cinema Maestoso occupato da Ri-Make, ma se andiamo indietro negli anni troviamo lo sgombero di Volturno 33, quello di Malamanera…e più indietro ancora nel tempo quello di BredaOccupata e della casa occupata di Piazza Aspromonte. Per non parlare poi dei due famosi sgomberi agostani del Leoncavallo (16 Agosto 1989 e Via Salomone ‘94).

Comunicato – Sgombero ZAM, si sta come d’estate sui balconi gli occupanti

Stanno sgomberando Zam: tutti in piazza Santa croce adesso, alle 18.30 tavolo sugli spazi sociali davanti ai cancelli di Zam, alle 19.30 mobilitazione!

6, 13 e 20 settembre: paghi due prendi 3, occupiamo tutti i weekend.

Con le prime luci del mattino, giungono i “signori” dell’ordine vestiti di un blu scuro tendente all’arancione.
Zam, un luogo liberato, riconsegnato alla città dopo anni di abbandono, viene di nuovo svuotato dalla “forza gentile” che ormai da anni promuove il suo silenzioso processo di normalizzazione, creando un deserto che chiama cambiamento.

Noi in questo deserto abbiamo imparato a costruire nuclei di resistenza che non accettano nessun tipo di asservimento alle logiche di governo di questa città, spazi di costruzione politica e produzione di cambiamento, che vanno anche al di là di questi muri.

Ci ritroviamo dunque fuori dai cancelli di Largo Don Gallo (ex via santa croce 19), ma non per questo svuotati e senza una meta.

Il primo passo: riconoscere il mandante e responsabile di questo sgombero, il Comune di Milano.

Questa amministrazione, nella sua totale incapacità di costruire dialoghi reali con gli spazi sociali, si nasconde dietro tecnicismi di dubbia valenza, dimostrandosi (per l’ennesima volta) un generatore di sgomberi.

Un’amministrazione che propone un tavolo di dialogo con la città sul tema spazi senza nemmeno renderlo pubblico sin dal suo principio, senza nemmeno avere il coraggio di nominare i “centri sociali” sui comunicati ufficiali, ma soprattutto senza una reale proposta politica in grado di tradurre in fatti i tanto paventati propositi di valorizzazione degli spazi sociali e delle esperienze che in essi vivono come risorsa per la città, scegliendo piuttosto di continuare a dialogare con l’unico vocabolario che tutti già conosciamo: sgomberi e sfratti.

È chiaro che questo vento prepara la metropoli e l’Italia intera a Expo 2015, una macchina ben più grande e pericolosa, portatrice di debito, cemento e precarietà.
E ora torniamo a questi muri che, seppur a noi molto cari, non sono e non saranno mai l’unico spazio politico in cui agire il nostro conflitto.

Crediamo che la forza di un discorso politico significativo e includente possa e debba attraversare la nostra metropoli, sia all’interno che all’esterno dei nostri muri.

Ed è per questo che ribadiamo la necessità di essere generatore continuo di conflitto e della sua materialità, creando nuovi spazi di discussione, lontani dalla pavidità dei tavoli tremendamente traballanti.
Poniamo sin da ora la nostra risposta a questa ennesima creazione di vuoto, invitandovi ad essere qui con noi da subito, per le prossime ore, ma sopratutto nei prossimi due mesi, al fianco del csoa Lambretta e di tutti i luoghi in pericolo.
In tutti i nostri futuri spazi, che saranno piazze, mattoni e sogni.
E sono tutte queste le ricchezze di cui non vi libererete mai.
#crollateprimavoi, anzi siete già crollati.

Sgombero in corso:

invitiamo tutti i solidali a raggiungerci al presidio permanente piazza sant’Eustorgio

ore 18.30: un tavolo dal basso
Convochiamo noi un tavolo dal basso, invitando tutti i soggetti interessati a partecipare per portare la propria idea

sulla questione spazi in città. Davanti ai cancelli di Zam.

ore 19.30: mobilitazione in città
stay tuned.

Settembre:

6/7 settembre 2014

reclaim the space

abbiamo bisogno di spazi, occupiamoli.

13/14 settembre 2014

reclaim the dreams

abbiamo bisogno di sogni, occupiamoli.

20/21 settembre 2014

reclaim the base

abbiamo bisogno di basi, occupiamole.

27/28 settembre 2014

reclaim the voice

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Milano - Sgombero di Zam