Ministro Fornero abbiamo un conto in sospeso!!!

Action Carlo Felice, Csoa Sans Papiers e RadioSonar.net presidiano Palazzo Koch

7 / 3 / 2012

Oggi protestiamo di nuovo davanti a Bankitalia, a distanza di qualche mese da ottobre, quando i Draghi
Ribelli puntarono il dito contro le banche con le giornate di #Occupy Bankitalia, per il loro ruolo nel
generare la crisi che ora impongono di pagare a tutti tranne a chi l’ha causata, con politiche di austerity e
tagli al welfare.

Bankitalia ospita un convegno, “Le Donne nell’economia”, al quale partecipa il Ministro dalle lacrime
facili, quella Fornero che ora si appresta a varare le riforme del lavoro, ipotizzando soluzioni con sindacati
compiacenti, senza considerare la voce di coloro per i quali deciderà un futuro di precarietà e di sacrifici.
Mentre il ministro è ospite a un Convegno con le superdonne dell’economia, le donne reali difendono da
settimane la loro casa, Lucha y Siesta, che ha trasformato un edificio abbandonato dalla proprietà Atac
in un presidio per i diritti delle donne, ora a rischio sgombero nell’ambito della svendita del patrimonio
dell’azienda. Un altro esempio di valorizzazione dal basso contro le speculazioni, a cui va tutta la nostra
solidarietà.

Siamo qui per dare la nostra solidarietà a tutti i presidi per i beni comuni che resistono sui territori in Italia:
quelli contro le speculazioni, quelli per la difesa dell’ambiente e della salute, quelli che difendono e aprono
spazi di cultura e di democrazia dal basso, quelli che propongono un nuovo sviluppo, fatto di diritti sul
lavoro e di spese utili.

Siamo qui per difendere l’occupazione dello stabile di viale Carlo Felice 69, di proprietà della Banca
D’Italia.
Lo difendiamo da chi non vuole trovare soluzioni, ma vuole mandare per strada 50 famiglie che il
problema della casa, a forza di aspettare, se lo sono risolto da sole, indicando una via a politici e
amministratori della città, una soluzione: l’autorecupero del patrimonio sfitto e inutilizzato.
Difendiamo l’esperienza di 7 anni di centro sociale, che ha fatto dei locali abbandonati alla base del
palazzo un luogo di aggregazione, di produzione culturale, di servizi.
Dal 2005 ad oggi, abbiamo ospitato tante attività e realizzato più di 1000 iniziative, autorganizzate e
autogestite, senza spendere un euro pubblico, e ridando vita a una via che vede invece un progressivo
impoverimento dei servizi a causa della chiusura degli esercizi commerciali presenti a per l’impennata
degli affitti, imposta, di nuovo, da Bankitalia.

Al governo del banchiere Monti si attribuisce il merito di aver messo le mani in tasca agli italiani per
salvare l’Italia dal baratro del default, rischio generato da una crisi causata da 50 anni di sprechi, ruberie,
speculazioni, clientelismi e favori alle cosche.
Un governo che ha tassato tutti, anche la Chiesa finalmente, ma che quando deve decidere delle riforme che
disegneranno le linee di sviluppo di questo paese, militarizza le valli, non accetta voci contrarie, né proposte
alternative per voltare pagina col passato e costruire un futuro migliore.
Ha fermato lo scempio di un ennesimo inutile grande evento, quello delle Olimpiadi 2020, ma a banchieri,
imprenditori e politici corrotti, ha tolto solo una piccola fetta della torta dei soldi pubblici con cui da decenni
pasteggiano, si riciclano, creando il debito pubblico che ora ci chiedono di pagare, con sacrifici, lacrime e
sangue.

Nel processo di finanziarizzazione dell’economia, un ruolo chiave nelle metropoli lo giocano le grandi
proprietà immobiliari di banche, enti pubblici e grandi proprietà.
Roma è disseminata di edifici lasciati vuoti, per creare una ricchezza impalpabile e irreale con la finanza
o regalarli a ministri e amici degli amici, mentre sono decenni che si aspettano risposte per l’emergenza
abitativa che coinvolge decine di migliaia di persone.
Le soluzioni dei politici sono invece nuovi piani casa che porteranno nuovo cemento, nuovi mutui da pagare
alle banche, nuovi quartieri invivibili, nuovi grandi appalti e affari per il mercato sporco del cemento, con
una voracità che non risparmierà luoghi di lavoro, teatri o cinema dismessi.

Luoghi come il nostro e come Lucha y Siesta, e come tanti altri a Roma, sono la nostra Val Di Susa.
Sarà dura anche qua.

Action Carlo Felice – CSOA “Sans Papiers” – Radiosonar

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il podcast della diretta

#occupybankitalia CSOA Sans Papiers - RadioSonar - Carlo Felice

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