Mondadori, azienda assente al vertice in prefettura

All’incontro voluto da Faillaci sindacato Adl-Cobas, lavoratori, rappresentanti della Rm e della Ben Long e l’assessore Benetti

20 / 6 / 2009

VERONA — «La pace socia­le si ottiene non solo quando si prende ciò di cui si ha dirit­to, ma anche quando si rinun­cia a qualcosa». Ha dato fon­do a tutta la sua filosofia par­tenopea, ieri il prefetto vica­rio Elio Faillaci. Ma anche lui ha morso il freno, quando a mezzogiorno è entrato in una sala degli uffi­ci della Provincia, perchè in prefettura si stavano allestan­do le stanze per i ballottaggi e il referendum. «Oggi siamo qui per batterci fino in fon­do», ha esordito. Solo che lui in quel momento è sembrato don Chiscotte. Perchè a fare il mulino a vento ancora una volta è stata la Mondadori. O, meglio, il gruppo Pozzoni. Quello che ieri non ha manda­to nessuno al tavolo indetto da Faillaci per trovare una so­luzione alla vicenda della Fin­service e, soprattuttto, di quei lavoratori delle coopera­tive, in particolare la RM ser­vice, che dall’azienda di Villa­fontana - appaltatrice per il gruppo editoriale del sistema logistico - avanzano migliaia di euro. E un impiego che, per quei mancati pagamenti, è sfumato.

Sono giorni che quei lavora­tori picchettano e protestano davanti alla Mondadori in borgo Venezia. Giorni che lo­ro vengono spostati più o me­no a forza dalla polizia e gior­ni che i camion che devono ri­fornire lo stabilimento fatica­no ad entrare. Lui, il prefetto vicario, le ha provate tutte. Anche a convocare quel tavo­lo attorno al quale, ieri, si so­no ritrovati l’avvocato Rober­to Malesani e i rappresentanti del sindacato Adl-Cobas con due lavoratori, l’avvocato Pao­lo Passarin della Rm e il com­mercialista Guido Benetta, che rappresenta la Ben Log, un’azienda che è la «cassafor­te » della liquidazione Finser­vice. E’ lui, il commercialista, che ha dato, subito, il polso della situazione. «Vengo da Pordenone - ha sbottato - mi sciroppo centinaia di chilome­tri in uato di corsa e arrivo qui per vedere che non c’è nessuno della Mondadori». Già, perchè - come ha tentato di spiegare Faillaci - nessuno, ma proprio nessuno, del­l’azienda era stato in grado di essere presente per preceden­ti impegni. Eppure in prefet­tura, ieri mattina, c’era pure l’assessore comunale Alberto Benetti, mandato dal sindaco. Presenza fondamentale sotto vari punti di vista. Il primo, in particolare, quello della vo­lontà. Che, evidentemente, palazzo Barbieri ha dimostra­to a differenza di altri, essen­do presente anche se la convo­cazione del tavolo era avvenu­ta solo la sera precedente.

La «battaglia» di Faillaci in realtà non c’è stata. Nel senso che mancando uno dei «sog­getti » non si è arrivati a mol­to. «Eravamo già pronti per un accordo con Mondadori ­ha spiegato il vice prefetto - e venerdì scorso eravamo arri­vati alla possibilità di sotto­scriverlo. L’azienda lo ha fat­to saltare adducendo aspetti giuridici controversi. In tutto questo noi stavamo lavoran­do in silenzio. Solo che la si­tuazione è degenerata, con le proteste dei lavoratori. Il tavo­lo di oggi è fondamentale per sensibilizzare gli industriali, che devono uscire allo scoper­to su questa vicenda». Già, quegli industriali sempre evo­cati - con tanto di «atto di pre­senza » dei lavoratori RM al­l’assemblea annuale dell’asso­ciazione - e mai comparsi in tutta la vicenda. Quell’associa­zione in cui Roberto Andreet­to, titolare della Finservice ora in liquidazione volonta­ria, era presidente dell’ente formativo, il consorzio Cim & Form. Faillaci il bastone lo ha usa­to anche con altri. «Mi chiedo dove siano anche le forze poli­tiche perchè qui, a parte il Co­mune, non si è visto nessu­no ». Ieri, in prefettura, è stato come giocare a tresette con il morto. Da una parte il sinda­cato che chiede che la Monda­dori, in base alla legge Biagi, si faccia carico degli obblighi finanziari verso i lavoratori delle cooperative o che venga stipulato un contratto con un’azienda, come la Ben Log o altre, che riassumerebbero le persone rimaste senza lavo­ro. Dall’altra quello che si era già messo sul tavolo nelle pre­cedenti riunioni. Fuori, confu­si tra i turisti, quei lavoratori che da sei mesi non vedono un euro. A mancare all’appel­lo, però, è sempre e solo una parte. Il primo anello di una catena a cui sono inchiodate almeno cinquanta famiglie. Quelle di chi non ha più un la­voro.

E’ al sindaco Tosi che il prefetto vicario ha «dato man­dato » per fare da intermedia­tore tra tutte le parti. L’asses­sore Benetti gli ha riferito quanto emerso dal tavolo. «Ci proviamo», ha detto lui. Che per la vicenda di quei lavoratori ha fissato un incon­tro il 26 giugno, in Comune. «Sono assolutamente sicuro ­ha detto Tosi - che al nostro tavolo Mondadori ci sarà. In ogni caso in questi giorni va­glieremo altre soluzioni». Potrebbe spuntare quindi qualcun altro - oltre a Ben Log, Hdl o Archimeda, che si erano fatte avanti per ripren­dere il contratto di Finservice - pronto a prendersi gli oneri, ma anche gli onori (in termi­ni economici) degli appalti per il settore della logistica del colosso editoriale del gruppo Pozzoni.

Tratto da: Corriere del Veneto - Verona

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