Napoli - Cariche e scontri alla contestazione della presentazione del Coordinamento provinciale NOI CON SALVINI

15 / 7 / 2015

Stamattina a Napoli il cartello elettorale Noi Con Salvini ha tenuto a battesimo il suo coordinamento provinciale. Alcuni giornali locali avevano paventato anche la presenza del leader leghista che fino ad ora non è mai riuscito a mettere piede in città, se non per pochi minuti. Abbiamo da subito sostenuto di non essere interessati soltanto alla figura di Matteo Salvini, che tende a polarizzare, anche mediaticamente, tutta l’attenzione su di sé.  Crediamo che le forze politiche locali che stanno costruendo questo vergognoso cartella xenofobo, vadano stanate e contestate, sempre. 

Gli scagnozzi di Salvini al Sud, perlopiù esponenti dell’estrema destra della città che provano a riciclarsi nelle fila nazionaliste della nuova Lega, speravano di poter serenamente sciorinare davanti alla stampa il loro progetto politico per il sud. Un progetto esplicitamente razzista, che prova a ripulire anni di politiche antimeridionali e predatorie per i nostri territori con la criminalizzazione di migranti, clandestini, rom, additati come i responsabili della povertà, del degrado, della disoccupazione drammatica che affligge il sud Italia. Tra essi anche Angelo Pisani, presidente della VIII municipalità e trombato eccellente delle elezioni regionali. Non è andata così. Un centinaio di persone tra studenti, attivisti dei comitati e dei centri sociali napoletani hanno deciso di scendere in piazza per chiarire a questi signori che a Napoli non sono i benvenuti. La polizia ha risposto con cuna carica violenta e continue prvocazioni ai danni dei manifestanti. 

La nostra città è una città fieramente antirazzista e antifascista, solidale con tutti i popoli sfruttati e resistenti, come ha dimostrato l’ultimo mese di mobilitazione in sostegno della Grecia. A Napoli esistono degli anticorpi radicati su tutto il territorio, in tutti i quartieri popolari, che vigileranno sempre contro i tentativi di avanzamento delle destre eversive nella crisi.

Questi anticorpi vanno coltivati, animati, moltiplicati nelle lotte che quotidianamente attraversano la nostra regione. In questo senso, la giornata di oggi è stato un segnale importante. Mentre uno sparuto gruppetto di fascio-leghisti provava a discutere asserragliandosi in un albergo circondato dalla cenere, una piazza viva e ribelle non ha avuto paura di affrontare due cariche a freddo della polizia per ribadire il proprio dissenso per quell’odiosa passerella razzista.

Ogni volta che qualcuno proverà a farsi promotore di politiche di odio razziale, troverà sempre, dalla stessa parte, una folla arrabbiata che non ci sta. Una folla che non si lascia incantare dai salti mortali mediatici di Matteo Salvini perché ha sempre presente chi sono i veri nemici. Chi ci sfrutta, chi avvelena il nostro territorio, chi precarizza le nostre vite non si trova affianco a noi, tra le sorelle e i fratelli che solcano il mediterraneo, tra ipotetici colpevoli sempre più a sud di noi. Il nostro nemico è in alto, gestisce la catena di comando che impone politiche d’austerity, ghettizzazione e saccheggio dei territori. Su questo Napoli non farà mai sconti a nessuno: le sirene della nuova politica, della rottamazione, delle prospettive di uscita dalla crisi e dalla povertà che, sistematicamente, passano per le frontiere, i centri di contenzione, le espulsioni, non hanno mai avuto e mai avranno spazio nei nostri territori. 

Più che mai oggi tanti hanno dimostrato di sapere da che parte stare: Salvini, Pisani e la feccia fascio-leghista non riceveranno mai parole di benvenuto, ma solo urla di odio e braccia alzate che resistono.

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La carica della celere