Napoli - Nasce un nuovo spazio occupato Z.E.R.0 (81)

Ripartendo da noi stessi,riconquistando spazi e reddito

17 / 1 / 2011

GENERAZIONE Z.E.R.0: RIPARTENDO DA NOI STESSI, RICONQUISTANDO DIRITTO AGLI SPAZI, ALLA CULTURA E AL REDDITO

Contro la riforma Gelmini per la scuola e l' università pubblica - Per riprenderci il futuro!

Quando ci si aspetta un momento di riflusso da parte dei movimenti universitari ed in generale della generazione Zero, quella che ha rappresentato l'anima portante della mobilitazione nel corso degli ultimi mesi del 2010, arriva invece un segnale di forza e fermento: così nasce, nel centro antico di Napoli, la riappropriazione dello spazio dell'ex-mensa d'ateneo de L'Orientale, dismessa da tempo, ovvero uno di quei luoghi svuotati di senso e di funzione dai processi di esternalizzazione e di tagli finanziari – tanto più considerevoli a sud - che da anni stanno colpendo il comparto pubblico dell'istruzione e della ricerca.Un'occupazione nata dagli studenti che vuole essere punto di riferimento per il movimento contro la riforma Gelmini e per difendere la scuola e l'università pubblica. Ma anche altro, per andare in profondità nelle contraddizioni che questo movimento solleva svelando la realtà di questo paese e di larga parte d'Europa. Una realtà in cui tantissimi di noi avrebbero in teoria "zero prospettive". Una realtà in cui, come hanno dimostrato le giornate del 14 e del 23 dicembre, non abbiamo nessuna intenzione di arrenderci!L'intenzione è quella di ri-funzionalizzare una struttura, autogestendola dal basso e donandole un nuovo significato più adeguato ai tempi che corrono in tutto il paese e all'attuale realtà sociale della città: un ponte materiale tra quella che per noi deve diventare, oramai, la sede della condivisione del sapere come bene comune e il centro storico partenopeo; si tratta di un'opportunità da giocarsi per dare un valore nuovo ad un pezzo della morente università pubblica, aprendola alla vita nuda della popolazione reale, e di offrire un spazio in più, data la penuria diffusa in questi luoghi, di socialità e autoproduzione culturale alla città, dandole un'occasione per sperimentare le proprie potenzialità relazionali e creative a cospetto e in alternativa ai tanti problemi che l'affliggono. In questo quadro, agisce poi il protagonismo di una parte della soggettività sociale, quella della nuova generazione precaria zero, che vuole andare oltre la subalternità politica e l'impasse economica che le vengono imposte, scegliendo di mettersi in gioco riprendendosi da sola spazi, ponendo concretamente il problema del reddito e anche attività aggregative da mettere a disposizione dei coetanei, studenti e non, che quotidianamente vivono queste zone della metropoli ma in generale di tutti gli abitanti e i frequentanti di queste strade.A partire da questo esempio, la tensione è quella di innescare un percorso di autogestione di spazi nonché attività sociali, lotte, autoreddito come forma di conquista politica in continuità con la spinta data in termini di opposizione tumultuosa e proposta il 14 dicembre 2010, data-simbolo della mobilitazione di questi ultimi mesi.

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