Napoli - No Sentinel In My Town - #StopOMOFOBIA

Contestata la manifestazione delle "Sentinelle in Piedi" che oggi scendevano in piazza contro il DDL Scalfarotto

5 / 10 / 2014

Quasi 200 persone stamattina a Napoli hanno contestato l’appuntamento pubblico delle “Sentinelle in piedi”, gruppo apertamente legato alle destre reazionarie di questo paese che – nel nome della libertà di espressione – indicono iniziative esplicitamente eterosessiste, in cui viene pretesa la depenalizzazione del reato di omofobia e la negazione dei diritti civili agli omosessuali.

Una piazza irriverente, rumorosa, nella quale è sempre possibile fotografare la natura reazionaria e fascista delle forze dell’ordine di questo paese. Cordoni di finanza e polizia in assetto antisommossa hanno infatti provato a blindare via Scarlatti per garantire – in barba non tanto alla giustizia sociale, che è troppo, ma finanche al più blando dettato costituzionale – l’agibilità ad un’iniziativa apertamente discriminatoria e sessista.
Ma la risposta della città è stata chiara: una contestazione organizzata in mezza giornata è stata in grado di mobilitare venti volte il numero di queste presunte sentinelle. Come al solito, ogni tentativo di arginare la protesta è stato vano. A passo spedito, nei vicoli che conosciamo bene perché nostre sono le strade di Napoli, abbiamo superato il cordone dei finanzieri, strappato il microfono al portavoce delle Sentinelle che interveniva all’attacco del ddl Scalfarotto e riempito quella piazza silenziosa, triste, rancorosa, di coriandoli, palloncini, canti e cori.
Più volte la polizia ha provato a spingere via un presidio nel quale confluivano sempre più persone, passanti, famiglie, bambini che sventolavano, con l’arroganza machista di chi pensa di avere gioco facile se la prima linea è fatta da donne, studentesse, compagne.
Ma la determinazione, la potenza che sanno esprimere i corpi quando disobbediscono ad ogni legge e ad ogni morale, non è cosa che può essere arginata dai reparti della celere. Alla fine le Sentinelle sono state allontanate, scortate dalle forze dell’ordine e il presidio ha invaso via Scarlatti, cantando, ballando, riprendendosi la strada.

Il corteo è diventato una festa, con gli artisti di strada del Vomero mischiati agli attivisti, a suonare con loro, a ribadire in modo irrispettoso e irriverente che Napoli non è una vetrina per razzisti, fascisti omofobi. A ribadire che Napoli è e sarà sempre una città solidale, meticcia e libera.



Le comunità ribelli di Insurgencia e  Mezzocannone Occupato

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