Napoli - State bruciando la nostra terra, non brucerete i nostri diritti

A Napoli studenti medi caricati dalla polizia

15 / 11 / 2013

Napoli, 15 Novembre. Gli studenti medi scendono in piazza contro la progressiva e scellerata trasformazione della scuola pubblica in azienda, contro quel meccanismo precarizzante di sfruttamento chiamato apprendistato, contro la devastazione dei territori campani e il biocidio.

Il corteo sfila per le strade della città, urlando slogan e cori. Arrivati a piazza Borsa viene aperto uno striscione che rimanda alla giornata di mobilitazione di domani in tutta Italia, dalla Valle a Gradisca, da Pisa a Napoli. 

Poco dopo si arriva davanti all'Assessorato all'Ambiente della Regione Campania, che già poche settimane fa era stato teatro di violente cariche sui manifestanti. Gli studenti trovano la polizia già schierata in tenuta antisommossa, e vengono ripetutamente caricati e manganellati, rincorsi per centinaia di metri lungo le strade che da via Marina arrivano alla zona universitaria. Qui alcuni studenti rifugiatisi all'interno della facoltà di giurisprudenza sono stati seguiti FIN DENTRO L'ATRIO DELLA FACOLTA' dalla celere, che ha arbitrariamente aperto le porte. 

Uno studente medio ed un universitario sono stati pestati da numerosi celerini e poi arrestati e condotti in questura. Il comportamento della Questura di Napoli si dimostra ancora una volta vergognoso e ottuso. In un momento in cui, decine di migliaia di cittadini si stanno mobilitando contro la devastazione ambientale e sociale che ha colpito questi territori negli ultimi venti anni, lo Stato risponde con la consueta cieca violenza. Non possiamo non leggere una volontà profonda di difesa degli interessi dei poteri forti e la paura del contagio di indignazione e consapevolezza  che sta colpendo la regione. 

Questo è il momento in cui scegliere da che parte stare. Se dalla parte di quel movimento enorme e moltitudinario che domani invaderà la città, o dalla parte di quel coacervo di poteri legali e illegali responsabili d biocidio.

Senza se e senza ma per noi, oggi, la questura si è assunta una responsabilità pesante ed ha scelto. 
Dei due studenti arrestati uno è stato rilasciato, uscendo dalla questura fortemente contuso a causa dei pestaggi subiti, mentre l'altro si trova ancora nelle mani della polizia.

Questo il comunicato della rete "Studenti contro il Biocidio":

Alla luce dei gravissimi episodi accaduti poche ore fa, durante il corteo di studenti medi, riteniamo necessario condannare l'atteggiamento aggressivo e intollerabile tenuto dalle forze dell'ordine nei confronti di ragazz*.
Non è giusto che venga caricato barbaramente un gruppo folto di liceali che legittimamente rivendicavano la difesa della scuola pubblica e della propria terra. 
Diversi compagn* sono stati fermati dagli agenti, altri sono stati malmenati senza alcun criterio.
Conosciamo gli atteggiamenti delle forze dell'ordine ma riteniamo indifendibile questa classe dirigente che ci ha coscientemente avvelenati.
Rilanciamo l'appello per la manifestazione #fiumeinpiena di domani, 16 novembre. 
Studenti contro il Biocidio. 
#15nov #Jatevenne 

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Napoli, studenti medi caricati dalla polizia