Niscemi – Fra ricorsi e sequestri, verso il 4 aprile

2 / 4 / 2015

Niscemi, 13 febbraio 2015. Dopo ben sette anni di opposizione al MUOS da parte di cittadini niscemesi e non solo, il TAR sentenzia in un lungo documento che il MUOS, di fatto, è abusivo.

A poco più di un mese e mezzo da questa sentenza è successo tanto.

I lavori sono andati avanti, senza colpo ferire, nonostante con una sentenza del genere tutto dovrebbe rimanere lì come è, bloccato, fermo, immobile nella sua abusività. Nella totale assenza di altro, i blocchi stradali di mamme e attivisti no muos sono stati l'unica presenza in Contrada Ulmo a pretendere il rispetto della sentenza, di quella legge che la marina militare americana si ostina a dire di rispettare in tutte le sue forme.

La risposta ricevuta non è stata solo la polizia che, ancora una volta, si è ritrovata a spostare attivisti e cittadini niscemesi per far passare mezzi militari e operai. Oltre a questo, da un lato una breve nota stampa della US Navy con cui ha dichiarato di non avere intenzione di smontare nulla, anche perché il MUOS, sebbene di proprietà delle forze armate americane, è da considerarsi utile per la sicurezza nazionale italiana. Dall'altro il tanto atteso ricorso alla sentenza in CGA fatto, udite udite, dal Ministero della Difesa italiano per conto della marina militare americana.

Niscemi, 1° aprile 2015. Dopo settimane di silenzio, a soli tre giorni dalla manifestazione nazionale indetta dal movimento a seguito della sentenza del TAR... colpo di scena: la Procura di Caltanissetta ordina il sequestro della stazione del MUOS, in modo da “rispettare” la sentenza.

Nessuno scherzo goliardico, nessuna presa in giro.

Se da un lato questo sequestro può essere letto come il risultato di settimane di pressione da parte degli attivisti, è anche vero che dall'altro lato sembra esserci altro. La scelta di sequestrare la stazione a tre giorni dalla manifestazione nazionale assomiglia terribilmente a episodi già vissuti. Era l'ottobre del 2012, ancora il MUOS non era finito, il presidio permanente non esisteva e tante cose non erano accadute. Eppure il malcontento aumentava, la partecipazione popolare pure. Pochissimi giorni prima di una delle prime e importanti manifestazioni indette in Contrada Ulmo, la procura di Caltanissetta sequestra il cantiere. Ovviamente, partì subito l'appello al senso di fiducia della persone nelle istituzioni, tentando quindi di disincentivare la partecipazione. In quell'occasione, 6.000 persone riempirono Contrada Ulmo e, pochissimi giorni dopo, senza nessun motivo valido, il dissequestro della stazione. E ancora, è il marzo 2013 e Crocetta, il presidente della Regione Sicilia, revoca le autorizzazioni per la costruzione del MUOS il giorno prima di quella che poi è stata la manifestazione più partecipata a Niscemi fino ad ora, chiedendo espressamente alle persone di non andare in corteo l'indomani; pochi mesi dopo, ancora una volta senza un motivo valido, la revoca è annullata. Questi episodi, che la memoria collettiva non ha dimenticato, riportano direttamente al presente, in cui questo sequestro sembra ancora una volta una mossa furba e strategica, tutta volta a disincentivare la partecipazione delle persone alla manifestazione del 4 aprile, bloccare la ripresa di mobilitazione.

Se la procura è riuscita nel suo intento lo si capirà a brevissimo.

Intanto, oltre al corteo del 4 aprile, è stata fissata la data per l'udienza in CGA, il 15 aprile, che deciderà sulla sentenza del TAR, proprio due giorni prima dell'incontro fissato tra Renzi e Obama.

Forse è bene non aspettarsi nulla, se non un ricco periodo di mobilitazione da parte di attivisti e cittadini.

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