No Border Camp - Assemblee, proposte e iniziative per un'Europa senza confini

Primo aggiornamento dei giorni iniziali del campeggio No Border a Salonicco, che hanno coinciso con il "golpe" in Turchia. Prossimi appuntamenti: cortei del 20, 21 e 23 luglio

18 / 7 / 2016

Il 15 luglio inizia il No Border Camp 2016, situato nel campus universitario nel centro di Salonicco. A pochi giorni dall’inizio del campo il rettore si è ufficialmente dichiarato contrario richiedendo un intervento della polizia per rimuovere gli attivisti. Con queste preoccupazioni e con questa attenzione mediatica il campeggio ha visto fin dal suo inizio più di 600 attivisti internazionali, che aumentano di giorno in giorno. Inoltre la polarizzazione del dibattito mediatico rispetto a chi è favorevole e contrario ad un intervento da parte delle forze dell’ordine rendono il clima ancora più acceso.

Il campeggio è condiviso con i migranti siriani, che partecipano attivamente nella gestione dei servizi come la cucina e il bar. Ci sono stati e sono previsti workshop, assemblee e tavoli di lavoro sui diversi metodi di repressione e di solidarietà attiva che caratterizzano l’Europa delle migrazioni. I primi giorni il tema centrale è stato la Balkan Route, con un’analisi della situazione recente e delle prospettive future. Ma gli interventi non si limitano al piano locale: sono intervenuti attivisti dal Nord Africa così come da Malmo, nel profondo Nord Europa. Oltre a workshop e dibattiti dalla prossima settimana sono previste tre diversi manifestazioni che si svolgeranno nei luoghi chiave per le migrazioni in Grecia. La prima sarà il 20 luglio contro il centro di detenzione ed espulsione situato nella periferia di Salonicco, il 21 luglio nel centro storico di Salonicco si terrà il Migrants Pride e infine il 23 luglio gli attivisti presenti al campeggio affiancati dagli attivisti di diverse città greche si sposteranno per manifestare sul confine greco-turco.
La sera del primo giorno arriva la notizia del tentato golpe in Turchia. Le preoccupazioni sono molto alte: da un lato perché Salonicco è una delle più grosse città europee vicine alla Turchia. Dall’altro, qualsiasi pesante crisi turca avrebbe sicuramente conseguenze sulla Grecia che storicamente ha visto diverse dispute territoriali con il Paese confinante. Il 16 luglio era prevista una lunga discussione con delle compagne turche a proposito del trattato tra UE e Turchia. Il gruppo turco ha deciso di rimandare la discussione in parte per la pressione emotiva degli ultimi eventi e in parte per essere in grado di fornire un’analisi a freddo rispetto alle conseguenze del tentato golpe che sicuramente comporterà una intensificazione dei dispositivi di controllo e dei dispositivi di repressione, volti a colpire anche i migranti. Come questo si ripercuoterà sulle rivendicazioni ed i movimenti sociali è ancora dubbio; ad ogni modo, per il 23 luglio è prevista la manifestazioni più partecipata in termini numerici e che si avvicinerà maggiormente al confine con la Turchia. La tensione e le preoccupazione per la giornata sono molte. ma nella confusioni di questi giorni è chiara una cosa: la Turchia non può essere considerata un Paese terzo sicuro in cui sono rispettati i diritti umani, come prevedono i recenti accordi.

Dal No Border Camp seguiranno ulteriori aggiornamenti

Qui il link diretto all’evento:

http://noborder2016.espivblogs.net/files/2016/06/NoBoProgramPosterFinal2.jpg

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