No Tav - Come e quanto la Provincia di Trento e l’economia trentina finanziano il TAV del Brennero

29 / 10 / 2014

I fatti recentissimi che hanno portato al blocco dei carotaggi per il TAV da parte di cittadini di Marco e di attivisti del movimento trentino No TAV hanno messo anche in evidenza che è consistente e diffuso il coinvolgimento delle istituzioni provinciali e locali nel promuovere o comunque sostenere la costruzione della galleria di base del Brennero e della linea di accesso Sud.

La Provincia, in particolare, è sempre in prima fila. Ci è venuta quindi l’idea di tentare una sintesi dell’impegno finanziario che verso l’opera hanno assunto le istituzioni pubbliche e singoli soggetti economici privati del Trentino.

1. La partecipazione azionaria in TFB SpA

La società di diritto europeo incaricata della costruzione del traforo di base è la BBT-Se. Il 50% della sua proprietà è italiano ed è affidato in gestione a TFB Tunnel Ferroviario del Brennero Spa. Quest’ultima è controllata da Rete Ferroviaria Italiana S.p.A. che detiene l’85,788% delle sue azioni; le altre azioni appartengono per il 6,277% alla Provincia Autonoma di Bolzano, per il 6,277% alla Provincia Autonoma di Trento e per il 1,658% Provincia di Verona. TFB SpA ha conosciuto nel tempo sei aumenti di capitale, quelli che servono per acquisire nuova liquidità. Le Province di Bolzano e Trento hanno sempre sottoscritto questi aumenti [1].

La Delibera CIPE 31.5.2013, n. 28, che ha autorizzato il II lotto costruttivo del traforo di base, ha indicato che “le risorse aggiuntive erogate a tutto il 31/12/2012 dalle Province Autonome di Bolzano e Trento e dalla Provincia di Verona ammontano a 23,67 milioni di euro” [2].

In mancanza di altri dati assumiamo per prudenza che questi stanziamenti coincidano con quelli decisi proprio per sostenere gli aumenti di capitale di TFB SpA. La quota parte complessiva a carico della Provincia di Trento TN fino al 2013 è quindi 10,454 milioni [3].

Si devono aggiungere gli stanziamenti già decisi per sottoscrivere gli analoghi aumenti di capitale per il 2014 (circa 4,71 milioni) e per il 2015 (circa 7,80 milioni), come specifica il comunicato della Provincia n. 2421 del 29.9.2014: un totale di 12,51 milioni.

2. L’accantonamento di Autostrada del Brennero SpA

È noto che la legge n. 449/1997 ha imposto al concessionario dell’Autostrada del Brennero di accantonare [4] per il termine della concessione (aprile 2014) un fondo di 550 milioni allo scopo di contribuire a finanziare la galleria di base del Brennero e le relative tratte di accesso. Si tratta del c.d. “tesoretto” che oggi è al centro delle trattative e della contesa sul rinnovo della concessione della A22 senza quella gara che le Province assolutamente non vogliono [5] e che sarebbe invece obbligatoria secondo le norme europee.

In teoria il “tesoretto” dovrebbe essere aumentato fino a 2,5 miliardi tra il 2014 e il 2050 [6] e comunque a partire dal 2014 dovrebbe ammontare a 34,4 milioni/anno [7].

Secondo la composizione societaria pubblicata sul sito, al 30.5.2014 la Provincia di Trento aveva nella Società Autostrada del Brennero una partecipazione del 5,3359 %.

A prescindere dalla discussione se i prelievi da utili di soggetti monopolisti di proprietà pubblica (per es. le società autostradali) siano da considerare spesa pubblica (come in effetti è per Autobrennero, che appartiene a soggetti pubblici per l’83,16%) sta di fatto che la Provincia di Trento - mediante i dividendi non percepiti [8] - ha contribuito finora all’accantonamento per il traforo di base e per la linea di accesso Sud con la somma di circa 29,35 milioni; dal 2014 in poi dovrebbe contribuire al futuro accantonamento almeno con 1,83 milioni all’anno.

Ma la Provincia di Trento non rappresenta che una parte (sia pure prevalente) del sistema pubblico e privato (Cassa del Trentino SpA, Infracis srl, ISA) che si può definire riferibile al Trentino, che detiene azioni di Autobrennero e che quindi direttamente o indirettamente partecipa all’accantonamento in questione. Sinteticamente e approssimativamente, si possono assumere le seguenti percentuali in riferimento alle partecipazioni in A22 di soggetti pubblici e privati diversi dalla Provincia: 16,14% relativo alla porzione trentina della partecipazione della Regione Trentino Alto Adige (che in totale raggiunge quasi il 32,29%); 4,23% relativo alla partecipazione del Comune di Trento; 0,34% relativo alla partecipazione della Camera di Commercio di Trento; 2,59% relativo alla partecipazione di Cassa del Trentino SpA; 1,99% relativo agli effetti delle partecipazioni di Cassa del Trentino SpA e ISA Istituto di Sviluppo Altoatesino in Infracis Srl [9].

Si tratta di un altro 25,29% complessivo composto in larghissima prevalenza da risorse sostanzialmente pubbliche, che deve far parte del conteggio e che vale circa 139 milioni per il periodo fino al 2014 e 8,7 milioni all’anno per il prossimo periodo.

Può essere interessante annotare - desumendo dagli elementi contenuti in particolare nella Delibera CIPE n. 82/2010, che ha approvato il progetto preliminare del lotto funzionale 1 da Fortezza a Ponte Gardena - che il fondo così accantonato tende ad essere suddiviso tra galleria di base e linee di accesso Sud in ragione di circa 4/5 e 1/5.

3. Il sostegno finanziario provinciale per la linea di accesso Sud in Trentino

Meno importante, per ora, il sostegno finanziario della Provincia alla realizzazione dei circa 82 km della nuova linea nel territorio trentino.

La Delibera della Giunta Provinciale n. 189 del 2.2.2007 [10] ha approvato un accordo con RFI SpA per la progettazione congiunta della circonvallazione Trento-Rovereto e per studi di fattibilità delle tratte trentine di completamento Nord e Sud.

L’Accordo allegato alla Delibera prevede all’articolo 4 un onere a carico della Provincia pari a 1,5 milioni.

L’Accordo prevede inoltre molte attività di supporto tecnico ed amministrativo da mettere a disposizione [11] il cui valore (in termini di impegno di personale, consumi di materiali, servizi di supporto acquisiti all’esterno, spese generali) si può stimare cautelarmente in 3 milioni.

4. Conclusioni

Per il finanziamento del tunnel ferroviario di base del Brennero e della linea di accesso Sud la sola Provincia di Trento ha finora speso, stanziato o perduto incassi per circa 57 milioni di Euro.

Per lo stesso scopo altre istituzioni pubbliche del Trentino e alcuni soggetti privati del sistema economico trentino hanno finora perduto incassi per circa 139 milioni di Euro.

Per il solo finanziamento incrociato delle opere tramite accantonamento di A22, se non fossero cambiate le previsioni di legge su tale accantonamento, ammesso per ipotesi prudentissima che i lavori per il relativo completamento durassero solo 25 anni, istituzioni pubbliche e sistema economico trentino resterebbero impegnati a partire dal 2014 per più di 263 milioni di Euro. Si tratta però di un dato soggetto a notevole variabilità.

In questa valutazione approssimata non abbiamo considerato possibili mutamenti dell’attuale quadro dei rapporti Stato-autonomia, dell’attuale modello di ripartizione dei costi, dell’attuale grande difficoltà di ricorso a modalità di finanza di progetto [12] e non abbiamo tenuto conto delle enormi pressioni che per finanziare le opere si svilupperanno di sicuro verso l’ulteriore impiego dei bilanci pubblici trentini.

 

[1] Da varie informazioni di stampa risulta, per esempio, che a fine dicembre 2006 le Province di Bolzano e Trento hanno accantonato 6 milioni di € per l'ingresso nella nuova società, hanno stanziato 4,2 milioni ciascuna nel 2009 (Corriere dell'Alto Adige, 26.3.2008, Galleria del Brennero. La Provincia ieri ha stanziato 4,2 milioni di euro per il cunicolo pilota. Tunnel, il progetto al ministero); addirittura si era ipotizzato che le due Province potessero intervenire ciascuna con 12 milioni l'anno fino alla messa in esercizio della galleria di base (Corriere dell'Alto Adige, 24.5.2007, Tunnel, pressing di van Miert sui governi).

[2] Nel 2010 questi contributi ammontavano a 16,34 milioni, come risulta dalla Delibera CIPE 18.11.2010, n. 83, che ha autorizzato l’intera realizzazione dell’opera per lotti costruttivi.

[3] Si assumono come base di calcolo le percentuali attuali di partecipazione.

[4] Cfr. articolo 55, comma 13, della legge 27.12.1997, n. 449, come modificato dall’art. 47, comma 2, del decreto-legge 31.5.2010, n. 78, convertito dalla legge n. 122/2010, secondo cui “tale accantonamento nonché il successivo utilizzo sono effettuati in esenzione di imposta”.

[5] La ragione è evidente: se una gara vedesse un vincitore diverso da Autostrada del Brennero SpA sfumerebbero i grandi introiti che le Province ricavano in forma di dividendi annuali.

[6] Cfr. ad es. l’Adige, 1.7.2006, Non sarà una cattedrale nel deserto, Corriere Alto Adige, 19.4.2011, Durnwalder e Pacher: daremo 2,5 miliardi con A22.

[7] Cfr. l’articolo 47, comma 1, del decreto-legge 31.5.2010, n. 78, convertito dalla legge n. 122/2010, e il Documento di Finanza Pubblica 2010.

[8] Trascuriamo qui il triste tema generale degli alti dividendi assicurati da A22 alle istituzioni pubbliche locali e alle tante ragioni per cui sono così difficili vere politiche di contenimento di quel traffico merci che tanti danni causa alla salute delle popolazioni del corridoio del Brennero.

[9] Infrastrutture CIS srl (una delle articolazioni di CIS Compagnia Investimenti Sviluppo SpA) detiene il 7,8275 di Autostrada del Brennero; Cassa del Trentino SpA e ISA partecipano a CIS SpA rispettivamente per il 19,89% e il 5,13%).

[10] “Approvazione dello schema di Accordo tra la Provincia Autonoma di Trento e la società Rete Ferroviaria Italiana S.p.A. (R.F.I. SpA) per la predisposizione della progettazione preliminare del nuovo lotto 3 - circonvallazione di Trento e Rovereto e dello studio di fattibilità delle tratte di completamento ricadenti nel territorio della provincia di Trento, inserite nel progetto di potenziamento della Linea di acceso Sud alla Galleria di base del Brennero, sull'asse ferroviario Monaco Verona tra Fortezza e Verona”.

[11] Si tratta di:

“c) coordinare attraverso il proprio Servizio Geologico tutti gli studi relativi agli aspetti geologici, idrogeologici, geomorfologici e geomeccanici del Progetto;

d) coordinare attraverso il proprio Servizio Opere Stradali tutti gli studi relativi alla topografia, ai tracciati, alla geometria ed alla parte civile-strutturale;

e) coordinare attraverso il proprio Servizio Antincendi e Protezione Civile tutti gli studi relativi alla sicurezza ed ai piani di intervento in caso di incidenti;

f) coordinare attraverso il proprio Servizio Urbanistica e Tutela del Paesaggio e l’Agenzia Provinciale per la Protezione dell’Ambiente tutti gli studi urbanistico – ambientali necessari per l’approvazione, secondo la normativa provinciale vigente, dei progetti di cui trattasi;

g) mettere a disposizione del Gruppo di progetto la propria Struttura “Progetto Speciale Coordinamento attività per la ferrovia del Brennero e per lo sviluppo delle intermodalità” per il coordinamento generale congiunto ai fini della redazione progettuale complessiva da inviare al CIPE.”

[12] Solo per fare un esempio tra i tanti possibili, l’eventuale realizzazione della stazione internazionale di Trento all'ex Scalo Filzi mediante cofinanziamento di privati e loro partecipazione alla gestione dei servizi in essa previsti (Cfr. "l'Adige", 5.3.2009, Scalo Filzi, la nuova stazione) addosserebbe soprattutto alla Provincia gli oneri finanziari dell’operazione.

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