NO TAV - Il diritto di essere contro.

Comunicato degli studenti medi sui fatti della val di Susa di domenica 3 luglio.

Utente: marziana
5 / 7 / 2011

Il diritto di essere contro.

Domenica 3 luglio è stata una giornata importante per la lotta contro il progetto Tav in val di Susa,

migliaia di persone provenienti da tutt'Italia hanno risposto all'appello lanciato dai comitati promotori di una lotta che dura ormai da più di 20 anni.

Domenica a Chiomonte c'eravamo anche noi, studenti medi provenienti da tutto il nord est, decisi insieme a comitati, centri sociali e alla popolazione valsusina a riprenderci quello che le forze dell'ordine e il ministro Maroni ci hanno sottratto lunedì 27 giugno con una violenta azione con cui hanno smantellato il presidio della Maddalena.

Siamo arrivati in Val di Susa grazie ad un lungo percorso in difesa dei beni comuni che ci ha visto mobilitati sia per la scuola pubblica contro il DDL Gelmini sia per la campagna referendaria del 12 e 13 giugno.

Gli scontri avvenuti domenica, l'ingente utilizzo di lacrimogeni nei boschi e la violenza animalesca dei carabinieri sui ragazzi fermati sottolineano ancora una volta la mancanza di democrazia nel nostro Paese.

Jacopino, uno dei tanti studenti accorsi in difesa della valle, è stato colpito in pieno ventre da un lacrimogeno sparato da breve distanza da un carabiniere con la sola intenzione di fare male.

Ancora oggi si trova in ospedale a Susa, con una costola fratturata e a rischio intervento.

Siamo tutti/e vicini a Jacopo, eroe che non si è voluto tirare indietro di fronte all'arroganza della polizia e che fino in fondo ha portato avanti la battaglia No TAV.

Non siamo Black block e non ci riteniamo nemmeno i veri "violenti", la vera violenza è militarizzare un'intera vallata, sgomberare un presidio popolare e caricare vecchi e bambini.

Quello che siamo andati a fare domenica è stata un'azione reale di solidarietà e di difesa del nostro futuro, al contrario dell'operato della politica istituzionale, che pur definendosi in alcuni casi contraria all'alta velocità, risulta preoccupata solo dei propri interessi e mai pronta a incidere realmente nelle lotte.

Non basta sottoscrivere un appello per definirsi No TAV, le battaglie non si vincono seduti sulle poltrone dei luoghi del potere. Siamo una generazione delusa dalla politica dei grandi palazzi e per questo motivo ci sentiamo legittimati a riprendere in mano il nostro futuro, in val di Susa e ovunque ce ne sarà il bisogno. 

Sono passati dieci anni dal G8 di Genova, e anche se noi non c'eravamo, possiamo dire attraverso i racconti di chi quelle giornate le ha vissute che molte cose non sono cambiate: è necessario rompere il silenzio sulla violenza delle forze dell'ordine, subito! 

Rendiamo giustizia a Jacopo, Gianluca, Fabiano e a tutte le vittime della polizia di Stato.

Torneremo a Genova per dire che la storia siamo noi, e nessuno potrà cancellarci.


Coordinamento studenti Venezia-Mestre

Coordinamento studenti medi Padova

Coordinamento studentesco Vicenza 

Coordinamento studenti Schio

Collettivo studentesco Trento

Collettivo studenti Treviso

Coordinamento studenti Verona

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