Nun Se Respira – Davide Vive!

Circa 1500 persone in piazza per chiedere verità e giustizia per Davide Bifolco

19 / 4 / 2015

Sabato 18 aprile in circa 1500 abbiamo attraversato le strade del centro chiedendo verità e giustizia per Davide, una delle tante vittime dello stato, un ragazzo di 17 anni. Un ragazzo che ha avuto come unica colpa quella di superare un posto di blocco nel momento sbagliato, nel posto sbagliato. L’unica colpa di esserci nato in un posto sbagliato, il Rione Traiano, uno dei quartieri periferici di questa città, uno di quelli dove se hai la sfortuna di nascere sei condannato alla completa assenza di forme di tutela sociale o culturale che siano, basti pensare che l’unico liceo, il Copernico, presente sul territorio è stato di recente spostato dal quartiere. Uno di quei quartieri dove può capitarti di morire per mano delle forze dell’ordine.

Siamo scesi in piazza oggi per restituire almeno il diritto alla verità per una morte che troppe volte è stata raccontata dai media e dal pezzo peggiore di questa città, quello borghese e legalitario, come un incidente comprensibile, come parte necessaria di una periferia abbandonata come quella del Rione Traiano.

Siamo scesi in piazza con la rabbia di chi rifiuta questo genere di narrazione tossiche. Ma siamo scesi in piazza anche a pochi giorni di distanza dalla sentenza di Strasburgo che aveva condannato proprio un altro dei crimini di questo stato, quello legato alle vicende della scuola Diaz e del G8 di Genova del 2001. Siamo scesi in piazza, ancora, a pochi giorni dall’ennesima morte di stato delle periferie afroamericane degli Stati Uniti, dove un certo modello di controllo delle periferie subalterne è sfociato, dopo fin troppi omicidi da parte delle forze dell’ordine, in una delle più longeve mobilitazioni contro gli omicidi di stato a partire da Ferguson in Oklahoma. Proprio per questo abbia scelto di mutuare lo slogan di quelle lotte “I Can’t breathe”, “Nun Se Respira”.

Oggi abbiamo invaso le strade del centro, abbiamo gridato che le morti di stato devono fermarsi. Abbiamo gridato che abusi come quello che ha subito Fabio Sof, pestato da un gruppo di falchi a Via Diocleziano per qualche grammo di erba e tutt’ora a Poggioreale, non saranno più tollerati. Abbiamo gridato che non ci fermeremo. 

Davide Vive!

NAPOLIproject

Tratto da:

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