Oltre 10mila persone a Milano contro il Cpr

16 / 2 / 2019

Milano ha risposto.

Ancora una volta la parte più dignitosa della metropoli è scesa in piazza contro il progetto di riapertura dei centri di detenzione per migranti. Sì, perché cambiano i nomi – CPT, CIE e ora CPR – ma la sostanza non cambia. Grandi centri di detenzione per esseri umani la cui unica colpa è quella di essere considerati “clandestini”.

Milano ha risposto dicevamo. Ed è la quinta volta che lo fa nel giro di un anno. Abbiamo ancora nella memoria il grande corteo di risposta all’attentato xenofobo di Macerata del febbraio scorso. La situazione si è ripetuta a giugno dopo l’omicidio di Soumaila Sacko in Calabria. Si è poi scesi in piazza a fine agosto contro la visita di Orban (ospitato da Salvini) in città. L’ultima mobilitazione antirazzista è invece stata quella dei 20.000 contro i Cpr del 1 dicembre. Era dunque difficile ripetersi, ma Milano, ancora una volta non si è smentita dimostrando una forte sensibilità sulle tematiche dell’immigrazione.

Il prologo alla giornata di oggi si era avuto nel pomeriggio di ieri con l’occupazione di una sede del Ministero dei Trasporti per denunciare le responsabilità di Toninelli e di tutto il Movimento 5 Stelle nella disumana politica dei porti chiusi. 5 Stelle totalmente subalterni alle politiche di Salvini e della Lega che, nel giro di pochi mesi sono riusciti nel “capolavoro” politico, di dilapidare un mare di voti portando, come utile stampella, il partito del Ministro dell’Interno del 17% delle politiche all’attuale 30%. Dei veri strateghi, non c’è che dire! Non ci stupiremmo se il governo giallo-verde altro non fosse se non l’anticamera a un bel governo ipereazionario di destra a trazione leghista e con Forza Italia e Fratelli d’Italia come forze di complemento.

Dicevamo di oggi.

Tante le azioni messe in campo durante la manifestazione.

Tra le più forti simbolicamente: a Loreto il flash mob che ha rappresentato i morti in mare, il rogo dei facsimile dei decreti di espulsione che, con l’approvazione del cosiddetto Decreto Sicurezza fioccheranno in maniera esponenziale messo in scena in via Padova mentre a Lambrate è stata tracciata sull’asfalto un’enorme scritta NO CPR e montata una recinzione che rappresenta lo stato di detenzione inumano dei migranti.

Elemento significativo del corteo di oggi è la massiccia presenza giovanile che sta diventando un po’ un tratto distintivo delle mobilitazioni antirazziste milanesi.

La parola d’ordine emersa con chiarezza anche oggi è molto semplice e immediata: “Il Cpr di via Corelli non deve aprire!”. Sarebbe ora che anche il Sindaco Sala uscendo dal cerchiobottismo che lo caratterizza prendesse chiaramente posizione sulla questione, ma sappiamo che sarà difficile perché la decisione di riaprire i centri, lo ricordiamo ancora una volta, non è di Salvini, ma dell’ex-Ministro dell’Interno del PD Minniti… Malefatte, le sue, difficili da scordare.

In conclusione, se dovessimo dare un voto ai peggiori della giornata ovviamente inseriremmo il tuttologo Salvini per cui le mobilitazioni antirazziste della “sua” (si fa per dire…) Milano sono diventate una vera ossessione e la canea di commenti feroci dei soliti leoni da tastiera frustrati da social che compongono copiosamente il seguito del “Capitano”. Altra insufficienza in pagella ai media mainstream (Repubblica e Corriere in primis) coi loro consueti numeri vergognosamente al ribasso. Ci viene da chiederci se abbiano mandato qualche cronista in carne e ossa in piazza oggi…

Milano

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