#OpenBordersCaravan - Costruiamo l'Europa, apriamo i confini!

Il 26 settembre da Lubiana partirà una carovana transnazionale in solidarietà ai migranti e ai profughi chiusi fuori dalla fortezza Europa.

22 / 9 / 2015

Pubblichiamo l'appello che la rete di attivisti/e dei centri sociali, dei collettivi politici di Italia, Austria, Germania, Slovenia, Croazia e Turchia ha promosso per praticare un'azione transnazionale ai confini chiusi dell'Europa, che impediscono il passaggio del flusso di migranti e profughi. L'appunta sarà a Lubiana proprio nel momento in cui la Slovenia ha chiuso le frontiere ed ha iniziato la costruzione di un muro pattugliato. L'obiettivo sarà aiutare i migranti a varcare i confini e portare loro aiuti materiali. La giornata di sabato avverrà a seguito dell'appuntamento contro i nazionalismi ed i populismi di destra lanciata a Lubiana il giorno prima.

Nelle ultime due settimane una duplice dinamica sta attirando l’attenzione generale e segnerà la storia d'Europa. Sui confini dell’UE polizie ed eserciti tentano di respingere con violenza i rifugiati, compresi i bambini, che fuggono da povertà e guerre - le stesse che l'Occidente ha causato o incoraggiato -, o di assoggettarli a procedure autoritarie di registrazione, con l'intenzione finale di negare loro il diritto alla vita e alla libertà. Allo stesso tempo, però, l'incredibile resistenza e il coraggio di queste persone, spinte dal desiderio di libertà, e la grande auto-organizzata risposta di solidarietà dal basso, che rende concreta la parola “welcome”, danno forma a una nuova realtà sulle frontiere dell'Unione Europea, sospendendo di fatto il regime della “Fortezza Europa” costruita sulle regole degli accordi di Schengen e del regolamento di Dublino.

Le immagini diffuse dai media fanno pensare a persone bisognose di aiuti umanitari, ma la verità è che si tratta di soggetti che stanno soprattutto lottando per la libertà di movimento, resistendo al regime dei confini e di fatto disobbedendo alle leggi che li escludono e li rendono illegali. Nel loro viaggio verso la libertà e la dignità, rifiutano di essere scaricati e dimenticati nelle strutture detentive o nei campi profughi in località remote, di finire permanentemente intrappolati in terre di nessuno, senza documenti né status legale. Nel farlo, costruiscono e difendono quei legami sociali e personali che li mettono in grado di superare collettivamente i confini e inserirsi nelle società di destinazione, mentre gli Stati cercano renderli individui isolati.

Per fermare questo movimento, le classi dirigenti europee e i governi nazionali stanno costruendo barriere e muri ai confini, dispiegando polizie ed eserciti, criminalizzando la solidarietà, sospendendo i diritti dei rifugiati e dei cittadini, introducendo di fatto uno stato di polizia. L'attacco alla libertà di movimento riguarda tutti coloro che vivono in Europa, compresi i cittadini europei. Infatti, mentre il tentativo di fermare o filtrare l'arrivo di chi fugge da guerre e povertà comporta violenze e sofferenze, in molti Paesi europei si discute l’introduzione di nuovi ostacoli alla libertà di movimento anche per i cittadini europei, consolidando le crescenti diseguaglianze e i meccanismi di esclusione prodotti dalla dittatura dell'austerità.

Ora è il momento di agire, supportando il movimento dei rifugiati, combattendo l’Europa dei tecnocrati e dell’austerità, mettendo fine alla crescita di nazionalismi e fascismi in tutti i Paesi europei. È questo il momento di chiedere un’Europa senza frontiere, un’Europa di diritti sociali, uguaglianza e dignità. È necessario che cittadini e cittadine d'Europa si schierino dalla parte di chi fugge da guerre e povertà, persone che non sono né vittime né criminali, ma ribelli e partigiani.

È il momento di mostrare concreto appoggio alla battaglia di tutte e tutti coloro che aspirano alla libertà di movimento, a prescindere dal loro Paese di origine.

Crediamo sia necessario fare di tutto per aprire le frontiere, per costruire corridoi e passaggi sicuri per approdare in Europa. Per questa ragione lanciamo l'appello per una carovana transnazionale per frontiere aperte.

È un appello rivolto a tutte e tutti gli attivisti, collettivi, gruppi di affinità, iniziative di solidarietà con i migranti e chiunque altr@, in tutta Europa, ad unirsi alla Open Borders Caravan che partirà da Lubiana il 26 Settembre alle 10 del mattino e si dirigerà sulla frontiera dove i migranti staranno combattendo per la libertà di movimento (ovvero dove verranno fermati dalla polizia o dai militari), per creare solidarietà con le persone in fuga dalla guerra e dalla povertà, e agire insieme per aprire le frontiere.

Invitiamo anche chiunque possa a venire a Lubiana un giorno prima, il 25 Settembre alle ore 17 a piazza Prešeren, per partecipare al festival e alla manifestazione per l’apertura delle frontiere per tutti e tutte.

Costruiamo l’European Open Borders Caravan per mostrare che l’Europa può essere una terra di diritti e dignità per tutti, nonostante l’ipocrisia delle istituzioni e la propaganda xenofoba. Contro le politiche dell’UE e dei governi, contro recinti, Frontex, deportazioni e quote di riallocazione, la nostra azione comune vuole aprire passaggi autorizzati perché tutti possano arrivare in sicurezza alla destinazione che hanno scelto, per la piena cittadinanza per tutti e tutte, e per la fine del Regolamento di Dublino.

Uniamoci a questa causa!

Niente può fermare la volontà di vivere e il desiderio di libertà!

Supportiamo assieme le persone migranti, i rifugiati e le rifugiate! Perché la loro lotta è la nostra lotta e il loro futuro è il nostro futuro!

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