#OperazioneSanGennaro - De Luca, ridacci l'ospedale!

Continua la mobilitazione contro lo smantellamento dell'ospedale del Rione Sanità

24 / 10 / 2016

Oggi il quartiere Sanità è sceso in piazza nel quadro della mobilitazione contro la chiusura dell'Ospedale San Gennaro, ribadendo un'opposizione radicale al piano territoriale contenuto nel decreto 99. L'attuazione del piano, che prevede la conversione dell'ospedale in polo riabilitativo, poliambulatorio e ospedale di comunità, ha attivato negli ultimi giorni la dismissione dei reparti di ematologia e oncologia. Le misure proposte depotenziano complessivamente le funzioni attualmente svolte dall'ospedale, privatizzandone l'accesso e chiudendo di fatto il San Gennaro come lo abbiamo conosciuto. Inoltre, è l' assenza di un cronoprogramma e di un piano dei costi a rendere tale decreto carta straccia, priva di garanzie e di indicazioni credibili sulla realizzazione del progetto. Sembrerebbe piuttosto che tale decreto legittimi la dismissione dei servizi fondamentali dell'ospedale sulla base di promesse insufficienti e improbabili. La messa in pratica di queste disposizioni è stata la scintilla che ha portato gli abitanti del quartiere a scendere per le strade con lo scopo di impedire lo smantellamento dell’ospedale del loro quartiere. Gli abitanti del Rione Sanità si sono mobilitati, nelle ultime settimane, con un presidio e un’assemblea chiamati dalla Rete Sanità, attiva da tempo sul territorio, scegliendo poi di bloccare il traffico cittadino in diverse occasioni. Dopo pochi giorni i cittadini hanno scelto di entrare nell’ospedale, occupandolo, per poi stabilirvi un presidio permanente per bloccare, con successo, i camion che avrebbero dovuto trasferire i reparti di oncologia e ematologia. Il corteo di oggi ribadisce l'indisponibilità radicale ad ogni tentativo ordinato dalla Regione di mettere le mani sull'ospedale. Il corteo, animato dagli abitanti e dalle signore del quartiere, dagli attivisti del presidio permanente e da studenti della città è partito dall'ospedale alle ore 10 per attraversare via Sanità e giungere a piazza Cavour dove i manifestanti hanno deciso di occupare l'incrocio con Salvator Rosa. Il blocco della circolazione si è protratto per tre ore minacciato da un ingente dispiegamento di forze dell'ordine in assetto antisommossa che hanno circondato i manifestanti intimandogli di sgomberare l'area. Dopo aver mantenuto il blocco, il corteo ha deciso di procedere fino a Santa Lucia per raggiungere gli uffici della Regione e richiedere un incontro con il governatore De Luca. Coerentemente con la linea tenuta nel corso delle ultime settimane lo sceriffo ha ribadito di essere determinato a procedere all'attuazione del decreto, rifiutando di incontrare gli abitanti del quartiere, in presidio sotto la Regione. Un rifiuto che ricalca la condotta tenuta dal direttore generale dell'Asl Napoli 1 Elia Abbondante che in settimana ha incontrato e ignorato le istanze espresse da una delegazione del presidio. 

Il presidente della regione crede di poter continuare a umiliare il diritto alla salute dei cittadini e delle cittadine campani. L'attacco sferrato all'ospedale San Gennaro, ridotto a polo riabilitativo e poliambulatorio, é soltanto una delle minacce alla salute di tutti e tutte contenute nel nuovo piano territoriale del settembre scorso. Il San Gennaro é divenuto in questi giorni un presidio di democrazia e resistenza, attraversato da centinaia di abitanti del quartiere e della città. Non sarà la condotta arrogante e autoritaria del governatore De Luca ad arrestare una mobilitazione in continua crescita. Torneremo nelle piazze, moltiplicheremo i blocchi e i presidi, ribadiremo il diritto alla decisione del quartiere sulle sorti dell'ospedale. Domani alle 18 costruiremo un nuovo presidio a Piazza Sanità, vi invitiamo a raggiungerci in assemblea per discutere i prossimi passi di una lotta che agisce su uno dei nodi centrali dell'attacco complessivo cui è sottoposta la Sanità pubblica e garantita in Campania.

Insurgencia

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