Otto punti per smatellare il “sistema Mose”

Inchiesta Mose: sinistra, 8 punti per sradicare il “sistema”. Gruppi sinistra Venezia chiedono commissione parlamento su Consorzio Venezia Nuova

7 / 6 / 2014

 Una proposta in otto punti sulle misure da adottare per sradicare il sistema emerso dalla vicenda Mose è stata presentata dai gruppi della lista ‘In Comune’ e Rifondazione Comunista, e dalle forze politiche SEL e Verdi in consiglio comunale a Venezia.

La proposta riguarda l’immediata costituzione di una Commissione d’inchiesta parlamentare sulle attività del Consorzio Venezia Nuova, la ripresa dell’iter di riforma della Legge speciale per Venezia, il superamento dell’attuale struttura del Magistrato alle Acque e trasferimento dei suoi poteri e delle sue competenze al Comune, l’intervento del Governo per superare il regime di concessione unica per le opere di salvaguardia, lo scioglimento del Consorzio Venezia Nuova, l’affidamento ad un organismo indipendente della verifica tecnico-scientifica e contabile del progetto Mose, l’abrogazione delle norme della legge obiettivo che consentono di limitare le procedure Via e la costituzione di parte civile dell’Amministrazione comunale nei procedimenti in corso.

“Non ci accontentiamo – ha spiegato il consigliere Beppe Caccia – di ricordare che ‘l’avevamo detto’, perché sarebbe una magra soddisfazione, in quanto non bastano gli arresti per smontare il sistema di potere venuto finalmente alla luce. Credo infatti che un capitolo che si svilupperà in futuro sia quello delle complicità, dei sostegni a livello nazionale di cui questo sistema ha goduto e gode.  Bisogna dunque intervenire strutturalmente, in quanto tira una brutta aria e qualcuno pensa di poter continuare con gli affari di sempre. Il sistema venuto alla luce non si limita infatti alle personalità ‘malate’ di Baita o Mazzacurati, ma le aziende socie del Consorzio ne erano compartecipi e consapevoli. Il problema non sono quindi le mele marce, ma è l’albero che va estirpato dalle radici. Ed è questo il senso delle nostre proposte”.

Caccia ha ricordato come “non c’è un solo atto, nelle ordinanze di custodia cautelare, che sia stato compiuto dal Comune o dagli amministratori a favore del Consorzio Venezia Nuova, del sistema o di qualche opera”.

Mose: consigliere Caccia (lista ‘in comune’), tutte opzioni sono aperte

Ipotesi anche dimissioni, scelta prima consiglio comunale lunedì

“Tutte le opzioni, dall’approvazione del bilancio al presentarci lunedì mattina tutti dimissionari, sono aperte e sul tavolo. Ma bisogna partire dal punto di conciliare due necessità: una radicale discontinuità, con la città che è all’anno zero, e l’esigenza di non fare del male ai suoi cittadini”. Così il consigliere comunale di Venezia, Beppe Caccia, del gruppo In Comune ha espresso la sua posizione rispetto al futuro dell’amministrazione comunale di Venezia. “La scelta dell’opzione – ha concluso – avverrà comunque prima del fondamentale Consiglio di lunedì prossimo”.

Mose: assessore Bettin, mandato giunta è a fine ciclo

Speranza varare bilancio. ‘Posizione Orsoni diversa dagli altri’

“Evidentemente il mandato di questa amministrazione, che scadrà tra pochi mesi, è a fine ciclo; ma spero di poter approvare il bilancio entro qualche settimana, perché, se lo facesse un commissario, sarebbe un pesante contraccolpo per la città: per i servizi, per i lavoratori e per i precari”. Così l’assessore all’Ambiente del Comune di Venezia, Gianfranco Bettin, alla luce della bufera provocata dall’inchiesta Mose. “Non so – ha aggiunto – se questo sarà possibile, ma ci proveremo. E non per prolungare il ciclo di questa amministrazione, ma per le esigenze della città”. Quanto alla posizione del sindaco Orsoni, Bettin ha affermato: “sarà lui a decidere cosa fare, ma, tecnicamente, è attualmente fuori gioco”. “La sua – ha quindi precisato – è una posizione diversa dagli altri indagati, non confondibile con il sistema che è emerso. Le accuse lo riguardano in quanto candidato, per una vicenda che, se verrà confermata, compito che spetta alla Magistratura, configurerebbe un reato. E devo dire che i magistrati hanno fatto un gran lavoro. Ma, anche da questa vicenda, il Comune è totalmente estraneo”. (ANSA).

Di seguito, gli otto punti presentati

C’È UN’ALTRA VENEZIA CHE DA VENT’ANNI DENUNCIA IL “SISTEMA MOSE”C’È UN’ALTRA VENEZIA CHE CHIEDE UN CAMBIAMENTO RADICALE

Le proposte dei Gruppi consiliari Lista “in comune” e Rifondazione Comunista, di Sinistra Ecologia e Libertà e dei Verdi

PER SMANTELLARE IL SISTEMA POLITICO-AFFARISTICO CHE OPPRIME VENEZIA E IL VENETO

  • Immediata costituzione di una Commissione d’inchiesta parlamentare sulle attività del Consorzio Venezia Nuova e delle imprese a esso collegate, con particolare riferimento alla destinazione delle risorse finanziarie impegnate dal 1984 fino a oggi;
  • Immediata ripresa dell’esame parlamentare delle proposte di riforma della Legge speciale per Venezia, a partire dal disegno di legge depositato dal senatore Casson;
  • Superamento dell’attuale struttura del Magistrato alle Acque e trasferimento dei suoi poteri e competenze al Comune di Venezia (unica istituzione a essersi opposta al Mo.S.E. e i cui atti sono risultati estranei alla “cricca”);
  • Immediato intervento del Governo nazionale per il superamento del regime di “concessione unica” per le opere finalizzate alla salvaguardia fisica di Venezia e della Laguna, attraverso la revisone della Convezione del 1991 tra MAV e Consorzio Venezia Nuova e di tutti gli atti aggiuntivi;
  • Scioglimento del Consorzio Venezia Nuova e affidamento della supervisione e del controllo sui cantieri attualmente aperti per gli interventi di salvaguardia ad un’Authority indipendente;
  • Immediata verifica, tecnico-scientifica e contabile, affidata a un organismo altrettanto indipendente e qualificato, del progetto in via di realizzazione per la chiusura delle bocche di porto con dighe mobili (cosiddetto Mo.S.E.), con particolare riferimento all’efficacia dell’opera, alla congruità dei suoi costi, alla sua compatibilità con una soluzione che allontani definitivamente il traffico delle grandi navi dalla Laguna di Venezia, e a eventuali varianti da adottare in corso d’opera;
  • Abrogazione delle norme della Legge Obiettivo che consentono di limitare le procedure di Valutazione d’impatto ambientale e di superare i pareri delle comunità locali interessate dalle grandi opere;
  • Costituzione di parte civile dell’Amministrazione Comunale di Venezia nei procedimenti in corso per corruzione, concussione e riciclaggio, finalizzata anche al recupero delle ingenti risorse economiche sottratte alla salvaguardia e alla rivitalizzazione socio-economica della Città.
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