Padova - La Solidarity mass contro le ordinanze e sindaci sceriffi per costruire una Padova solidale

La nostra rabbia è degna

13 / 12 / 2013

C'è chi in città vorrebbe che i problemi non fossero risolti ma solo nascosti.

 Come possiamo interpretare in altro modo l'atteggiamento dei vigili urbani che, se va bene, all'alba sveglia i senza casa intimandogli di non farsi vedere?

 C'è chi in città, pochi per fortuna, scimmiotta i forconi chiedendo un ritorno ad un passato che non vogliamo più in nome di un'italianità che parla di esclusione...

 Ma c'è anche chi quotidianamente si organizza per rispondere alla crisi con la lotta per l'allargamento dei diritti, chi quotidianamente blocca gli sfratti, chi sta organizzando l'accoglienza per oltre 50 rifugiati ignorati dall'Amministrazione comunale.

 Ieri questa Padova solidale ha bloccato la città con la solidarity mass, passando anche dalla Stanga dove nei giorni precedenti c'era un blocco di neofascisti che si spacciavano per forconi. E' stata segnalata l'alterità con uno striscione che parlava di rabbia degna e di diritti e dignità, non di italianità.

 La solidarity mass ha continuato la sua pedalata fino alla sede dei vigili urbani che è stata chiusa con uno striscione che denuncia le ordinanze repressive come unico strumento di governo della città.

 Infine la critical mass ha raggiunto alcuni luoghi della solidarietà della città di Padova: le cucine economiche popolari dove quotidianamente vengono somministrati oltre 600 pasti e la Casetta in stazione dove ogni sera vengono assegnati i posti letto dell'emergenza freddo. Qui la Solidarity mass ha consegnato le coperte raccolte nei giorni precedenti.

L'iniziativa si è qui conclusa lanciando l'appuntamento per lunedì 16 dicembre, l'incontro di Asc (Assemblea sociale per la casa) che rilancerà il blocco degli sfratti e la riappropriazione del diritto all'abitare.

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