Padova - L’emergenza comincia adesso. Non lasciamoli soli

Sottoscrivi l’appello di associazioni, giuristi e docenti a sostegno dei profughi

19 / 3 / 2013

Non era difficile immaginarlo. Il 28 febbraio il Governo aveva messo fine al Piano di accoglienza per l’Emergenza Nordafrica, ma i profughi non sono spariti. Usciti dai centri con una buona uscita di 500 euro da parte del Governo, a cui si sono aggiunti i 700 euro rimessi a disposizione da parte delle cooperative, si ritrovano oggi senza un luogo dove stare ed una prospettiva per il futuro.
Per due anni hanno atteso di conoscere il loro destino. Hanno ricevuto vitto ed alloggio ma non era ciò che chiedevano, Cercano un’opportunità di vita che con le ingenti somme ricevute dagli enti gestori non era difficile costruire.
Ed invece, ogni promessa è stata disattesa. A Padova da gennaio, dopo la rivolta alla Casa a Colori, era stata annunciata la disponibilità di borse lavoro per il loro inserimento, ma come raccontano, non gli sono mai state proposte, anzi, spesso sono state negate.

Così oggi, a pochi giorni dalla chiusura dei centri di accoglienza, l’Associazione Razzismo Stop, che già dal 2010 ospita gratuitamente dieci rifugiati somali, si è ritrovata con 56 persone senza un tetto che hanno chiesto ospitalità presso il centro autogestito.
Una situazione che la città non può non vedere e risolvere.

Di seguito l’appello con cui molte associazioni, giuristi, docenti ed esponenti della società civile padovana, chiedono al comune ed alla Prefettura una soluzione.


L’Emergenza non è finita. Comincia adesso
Non lasciamoli soli – Appello per una soluzione al problema dei profughi in città

Con il 28 febbraio il Governo ha messo fine al Piano di Accoglienza per l’Emergenza Nordafrica.
Regioni, Comuni ed associazionismo hanno riconosciuto in diverse occasioni il fallimento di questi due anni di ospitalità che si sono conclusi con migliaia di persone abbandonate in strada.
Nonostante gli ingenti fondi stanziati per la loro accoglienza, i profughi hanno ricevuto solo vitto ed alloggio, senza che fossero attivati in tempi adeguati i processi di inserimento socio/lavorativo previsti. Anche a Padova centinaia di loro hanno dovuto lasciare i centri di fronte alla perdurante incertezza ed alla poca trasparenza sulla possibilità di accedere alle borse lavoro annunciate ed a percorsi di inserimento abitativo, incentivati ad accettare una buona uscita in denaro che a poco potrà servire.

Così nella nostra città 56 profughi si ritrovano senza un luogo dove stare, senza una prospettiva per il futuro, abbadonati da chi avrebbe dovuto accoglierli.
Oggi sono temporaneamente ospitati gratuitamente nei locali dell’Associazone Razzismo Stop insieme ai 5 ragazzi ghanesi che hanno appena ottenuto la revoca degli arresti domiciliari ed agli altri rifugiati già accolti dall’Associazione.

Crediamo che la nostra città non possa abbandonare queste persone fuggite dalla guerra in Libia e finite in un circuito di accoglienza mal pensato e mal gestito.

Per questo facciamo appello alla cittadinanza ed alle Istituzioni per cercare di ridare significato tutti insieme alla parola “accoglienza”, aprendo un percorso comune, perché queste persone possano ritrovare un’opportunità di vita.

Noi vogliamo raccogliere questa sfida convinti che insieme, dal basso, mettendo in sinergia l’enorme ricchezza rappresentata dall’associazionismo di questo territorio, si possa vincerla.
Chiediamo però alle istituzioni di fare una scelta di buon governo e quindi:

- di riaprire l’ex scuola Gabelli, oggi nuovamente chiusa, affidandola in gestione gratuita (garantendo solamente le utenze ) ad una rete di associazioni e singoli per dare luogo alle attività di sostegno ai rifugiati (corsi di lingua, corsi di informatica, laboratori di formazione, ricerca lavoro);

- di fare chiarezza e informare con trasparenza sui fondi disponibili per l’attivazione di borse lavoro in favore dei profughi;

- di attivare i fondi messi a disposizione dal Ministero del Lavoro e le Politiche Sociali (in misura pari a 5.900.000 euro) per doti formative individuali con fini occupazionali come previsto dal “documento di indirizzo per il superamento dell’emergenza nordafrica” del 26 settembre 2012;

- di aprire un tavolo di confronto sui punti menzionati e su nuove opportunità formativo/occupazionali proposte dall’associazionismo in favore dei profughi rimasti.

Invitiamo tutti venerdì 22 marzo, alle ore 17.00. in Piazza Antenore, per dare voce a questa richiesta e consegnare a Prefettura e Comune la nostra proposta

Sottoscrivi l'appello

Hanno già aderito:

ASSOCIAZIONE RAZZISMO STOP
GIURISTI DEMOCRATICI
ASSOCIAZIONE ANTIGONE
RIFONDAZIONE COMUNISTA PADOVA
ZATTERA URBANA
OPERA NOMADI PADOVA
ASSOCIAZIONE PER LA PACE
REALITY SHOCK
ADL COBAS
ZALAB, PADOVA
ALBA PADOVA
CIRCOLO DEL MANIFESTO
D.I.S.C. (DIpartimento Saperi Critici)
YABASTA PADOVA
CSO PEDRO
POLISPORTIVA SAN PRECARIO
CICLOFFICINA LA GRANATA
COBAS SCUOLA
CESP PADOVA
COORDINAMENTO STUDENTI MEDI PADOVA
COMITATO GENITORI ED INSEGNANTI PER LA SCUOLA PUBBLICA DI PADOVA

Giuristi:
Giovanni Palombarini, magistrato, Padova
Annamaria Alborghetti, avvocato, Padova
Leonardo Arnau, avvocato, Padova
Aurora d’Agostino, avvocato, Padova
Marco Paggi, avvocato, Padova
Ettore Squillace, avvocato, Padova
Paolo Berti, avvocato, Padova
Carlo Covi, avvocato, Padova
Giulia Perin, avvocato Padova
Daniela Parpaiola, avvocato Padova
Monica Bassan, avvocato, Padova
Antonio Maggiotto, avvocato, Padova
Dora Rizzardo, avvocato, Padova
Fabio Corvaja, avvocato, Padova
Giovanna Berti, avvocato, Padova
Francesca Guolo, avvocato, Padova
Elena Donzi, avvocato, Padova
Daniele Boscolo Rizzo, avvocato, Padova
Marco Cinetto, avvocato, Padova
Vito Recchia, praticante avvocato, Padova
Martina Meneghello, avvocato, Padova
Paola Miotti, avvocato, Padova
Simona Dametto, avvocato, Treviso
Priscilla Ababio Mensah, praticante avvocato Treviso
Elisa Chiaretto, avvocato, Padova
Carlo Cappellari, avvocato, Padova
Luigi Ficarra, avvocato, Padova
Francesca Leurini, avvocato, Padova
Agnese Sbraccia, avvocato, Venezia
Alessandro Capuzzo, avvocato, Padova
Marta Barbara Gasparini, avvocato, Padova

Docenti:
Paolo De Stefani, Università di Padova
Umberto Curi, docente Univ. Padova
Giuseppe Mosconi, Università di Padova
Adone Brandalise, Università di Padova
Francesca Vianello, Università di Padova
Edgar Serrano, Università di Padova
Annalisa Frisina, Università di Padova
Francesca Limena, Università di Padova
Fiona Dalziel, Università di Padova
Claudia Padovani, Università di Padova
Francesca Helm, Università di Padova
Ornella Gia, Università di Padova
Giorgio Celant, Università di Padova

Altri:
Andrea Segre, Zalab
Daniela Ruffini, Presidente del Consgilio Comunale
Paola Marchetti, assocazione Granello di Senape-Ristretti Orizzonti
Gianni Belloni
Giuliana Beltrame
Carlo Salmaso
Maria Luisa Furlan, Università di Padova
Maria Elda Muzzani
Roberto Marinello
Marco Inghilleri, psicoterapeuta, Padova
Matteo Calore, Zalab
Stefano Collizzoli, Zalab
Rosanna Marcato, Venezia, esperta organizzazione servizi di accoglienza,tutela e integrazione richiedenti protezione internazionale e rifugiati

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19.03.2013 - Padova. La vera emergenza comincia adesso