Padova - Liberi tutt@ - Perquisizioni e misure cautelari per la giornata di sciopero europeo del 14 novembre

Articolo in aggiornamento con comunicati e news - 8 gennaio ore 12.30 Conferenza stampa in stazione

7 / 1 / 2013

Questa mattina a Padova si è svolta un'operazione giudiziaria contro attivisti di movimenti per la giornata europea di mobilitazione del 14 novembre. Sono state effettuate 4 perquisizione e sono stati notificati 2 arresti domiciliari e 2 obblighi di firma oltre a risultare denunciate altre 5 persone.

Le accuse riguardano i fatti del 14 novembre 2012 (ovvero la giornata di mobilitazione europea) e sono quelle di interruzione di pubblico servizio, resistenza aggravata a pubblico ufficiale e lesioni in concorso. L'operazione è firmata dal PM Matteo Stuccilli.

Il 14n come in tutta Europa anche a Padova in migliaia studenti, precari, lavoratori erano scesi in piazza e dopo un lungo corteo per la libertà di movimento la polizia aveva caricato i manifestanti nel piazzale della stazione.

Così come con le operazioni giudiziarie in altre città d'Italia, i fermi di Roma si cerca di criminalizzare una giornata reale di mobilitazione europea che ha dimostrato quanto ampia sia l'opposizione alle politiche d'austerity.

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Diamo voce ai comunicati e alle prese di posizione su questa inaccettabile operazione giudiziaria.

Domani 8 gennaio alle ore 12.30 si svolgerà una conferenza stampa nel Piazzale della Stazione FFSS.

Di seguito i primi comunicati

* PADOVA LIBER@ TUTTI, LIBERI SUBITO!

Questa mattina la Questura di Padova ha notificato a quattro attivisti, dopo averne perquisito le abitazioni, gravi misure di restrizione della libertà personale. Le imputazioni sono legate alla giornata di iniziative europee del 14 novembre a Padova.

Ci ricordiamo tutti cosa ha significato quella giornata: nell'ambito di una vastissima mobilitazione di sciopero europeo, centinaia di migliaia di persone sono scese in Piazza in centinaia di città, in Italia ed in Europa. Anche a Padova oltre 5000 studenti e precari si sono riconquistati il diritto di lottare per il proprio futuro, andando oltre i confini del percorso previsto e bloccando tutta la città fino ad arrivare in stazione, gioiosi e determinati. Proprio nel piazzale delle FS il corteo, come è avvenuto in tantissime città d'Italia dove è stata ampiamente documentata la violenza delle Forze dell'Ordine, è stato brutalmente caricato dagli agenti in tenuta antisommossa quando ha deciso, in maniera condivisa e collettiva, di avvicinarsi agli ingressi della Stazione. Nonostante la violenza della celere tutti gli studenti sono ripartiti per le strade continuando la manifestazione. Tutto si è svolto alla luce del sole: già dall'alba i lavoratori delle cooperative avevano iniziato a bloccare la zona industriale, mentre durante il corteo studentesco migliaia tra studenti medi e universitari, lavoratori, migranti e precari, hanno affermato il loro rifiuto delle logiche dell'austerity e dei sacrifici come soluzione ad una crisi che nessuno di noi ha causato.

Il ciclo straordinario di occupazioni nelle scuole che da quella giornata è scaturito, così come le altre giornate di mobilitazioni successive, racconta il carattere costituente di alternativa che le pratiche del 14 novembre, condivise da tutto il corteo, hanno rappresentato.

Ci ricordiamo anche la criminalizzazione che nei giorni successivi ha occupato il dibattito politico cittadino, dove i soliti settantenni nostalgici degli anni '70 (quelli si sono sempre gli stessi) hanno dato libero sfogo all'ormai trito repertorio di accuse e teoremi. Il modo migliore di sottrarsi al confronto con la realtà di quella giornata, che ha parlato invece del protagonismo di un'intera generazione che vuole conquistarsi un futuro degno.

Stiamo parlando di chi, con la criminalizzazione dei movimenti, cerca di nascondere la sua incapacità di trovare soluzioni concrete ai problemi che ci troviamo oggi ad affrontare: loro grigi e proni all'austerity, noi sempre più liberi e pensanti.

Se credono di spaventarci così, si sbagliano di grosso!

Appuntamento domani martedì 8 gennaio alle 12.30 in stazione per una conferenza stampa attiva in cui faremo chiarezza sulle menzogne relative al 14 novembre e per lanciare le prossime mobilitazioni. Finché Zeno ed Enrico non saranno liberati e finché tutte le misure non saranno ritirate non ci fermeremo.

Non ci avrete mai come volete voi!

Cso Pedro

* DALLE SCUOLE ALLA CITTA'... LIBER* TUTT* SUBITO!

Questa mattina, lunedì 7 gennaio, la polizia si è presentata e ha perquisito le case di quattro attivisti accusati di violenze durante il corteo della manfifestazione del 14 novembre, altri cinque sono indagati.
E' stata la manifestazione più grande e partecipata di un autunno intensissimo che ha visto gli studenti di tutta Italia mobilitarsi per il proprio futuro. Quel giorno, nella data di sciopero europeo contro le politiche di austerità, eravamo migliaia a manifestare per le vie del centro: studenti, professori, universitari, disoccupati, lavoratori, precari e migranti, tutti uniti per costruire un'alternativa al modello economico della crisi.
In migliaia non ci siamo accontentati del percorso imposto al corteo e abbiamo scelto, tutti insieme, di proseguire, sfidando i blocchi e le zone rosse imposti da chi ritiene che la protesta di una generazione precaria sia solo un problema di ordine pubblico. 
Arrivato in stazione il corteo era determinato a continuare i blocchi e nel momento in cui ha tentato di avvicinarsi al piazzale abbiamo assistito all' immediata reazione della polizia, che ha violentemente caricato i manifestanti senza freno e controllo, come del resto abbiamo visto accadere in troppe città d'Italia quel giorno. 
Oggi quattro dei manifestanti sono stati prelevati all'alba dalle loro abitazioni e portati in questura, dove sono stati notificati arresti domiciliari e obbligo di firme cautelari in quanto "organizzatori" delle violenze.
Il 14 Novembre in piazza ed in stazione c'eravamo tutti e tutti insieme, determinati, abbiamo scelto di riprenderci il diritto di far sentire la nostra voce e di continuare a denunciare le profonde lacune nel sistema scolastico italiano che non ci danno la formazione adeguata per sperare in un futuro dignitoso nel mondo del lavoro.
Siamo gli studenti che da sempre lottano per la propria scuola, per il proprio futuro e per quello di chi vive attorno a noi: per questo riteniamo inaccettabile tale operazione che altro non è se non un tentativo di intimidire un movimento che negli ultimi mesi ha dimostrato la propria forza e determinazione.
Abbiamo manifestato in piazza numerose volte, abbiamo occupato decine di scuole per dimostrare quanto sia importante un cambiamento.
Chiediamo a nome di tutti gli studenti che si sono mobilitati negli scorsi mesi l'immediata revoca di queste misure cautelari e l'apertura di un dibattito costruttivo sulle problematiche che ci hanno portati in piazza
perchè la risposta non può e non deve essere questo ridicolo tentativo di repressione della polizia, derivato da una politica cittadina ottusa, che chiude gli occhi di fronte al dissenso.
Per questi motivi nei prossimi giorni parteciperemo e saremo tra i protagonisti di tutte le mobilitazioni contro la vergognosa operazione di questa mattina, che saranno lanciate nella conferenza stampa di domani, martedì 8 gennaio alle ore 12.30 in Stazione FFSS, luogo simbolico in cui il 14 Novembre qualcuno ha tentato di chiudere la bocca a chi invece vuole continuare ad urlare.
Coordinamento Studenti Medi Padova


*LIBERI TUTTI. NO AL TENTATIVO DI FERMARE LE LOTTE CONTRO LE POLITICHE DI AUSTERITY CON CRIMINALIZZAZIONE DELLE LOTTE E LA REPRESSIONE GIUDIZIARIA.
L’Adl Cobas ritiene molto grave quanto successo nella mattinata odierna che ha visto la polizia  effettuare 4 perquisizioni, notificare 2 arresti domiciliari e 2 obblighi di firma oltre a  denunciare altri 5 attivisti. Le accuse riguardano i fatti del 14 novembre 2012 (ovvero la giornata di mobilitazione europea) e sono quelle di interruzione di pubblico servizio, resistenza aggravata a pubblico ufficiale e lesioni in concorso. E' molto grave quanto messo in atto dalla magistratura  a Padova contro quattro attivisti dei movimenti e associazioni (di cui uno è un attivista di ADL Cobas) in quanto risponde ad una precisa logica che vorrebbe arrivare a risolvere la gravissima situazione sociale, frutto delle politiche governative, con il becero strumento della repressione e con la privazione della libertà per chi è in prima fila a rivendicare un radicale cambiamento delle politiche economiche. Non siamo molto distanti dalle logiche di mussoliniana memoria che portavano alla privazione della libertà per chi si opponeva al regime.
La  giornata di protesta contro le politiche di austerity aveva visto la nostra adesione già dalle prime ore del mattino, con il corteo dei lavoratori delle cooperative della logistica che ha attraversato la zona industriale di Padova per dire “Basta!” alle politiche del governo Monti e per rivendicare nuovi diritti nel mondo della precarietà selvaggia delle cooperative.
In quella giornata di mobilitazione europea, abbiamo bloccato tutta le arterie della zona industriale fino alla tangenziale, per poi unirci al corteo formatosi nel piazzale della stazione, che si è mosso al grido di “¡Toma la huelga!”, la parola d'ordine della giornata in tutta Europa: “prendi lo sciopero”.
Respingiamo con forza e determinazione questo tentativo di  di criminalizzare una giornata  di mobilitazione europea, ribadendo interamente le motivazioni che ci hanno spinto a mobilitarci quel 14 novembre   in tutta Europa.
Non potendo tacere a fronte di una risposta del genere,  invitiamo tutti a partecipare  domani martedì 8 gennaio alle 12.30 in stazione per una conferenza stampa in cui si farà chiarezza sul significato di quella giornata e per lanciare le prossime mobilitazioni.
LIBERI TUTTI.

ADL COBAS

* COMUNICATO COBAS SCUOLA
Il 14 novembre 2012 è stata una giornata di lotta europea, con scioperi, manifestazioni e cortei, che ha unito tutti coloro che, in Europa, si battono per la difesa del posto di lavoro, per il reddito, per i diritti di cittadinanza, per una scuola di tutti e per tutti.
Una giornata partita in sordina che sembrava non essere diversa da tante altre proteste e mobilitazioni su questi temi in questa epoca segnata da un pesantissimo arretramento delle condizioni di vita per milioni di cittadini, invece non è stata così: fin dal mattino presto sono state prodotte iniziative di lotta con picchettaggi nelle zone industriali, lo sciopero dei lavoratori, gli scioperi nelle scuole e nell'università hanno svuotato gli edifici ed hanno riempito le strade e le piazze, dando il via a manifestazioni esuberanti, gioiose e potenti, in tutta Italia ed Europa.
A Padova mentre si manifestava giungevano dalle altre città del Veneto e d'Italia le notizie che le fiumane di manifestanti esondavano dai tracciati autorizzati e predisposti, prendendosi le città, attuando forme di sciopero generale sociale, quali il blocco della circolazione delle merci e delle persone, quindi anche qui si sono improvvisati cortei spontanei che hanno girato in lungo ed in largo per la città per socializzare la lotta e il desiderio di iniziare un percorso di cambiamento nella società delle compatibilità imposte col ricatto del grande dio Mercato.
L'allegria, l'esuberanza, la gioia di aver rotto la gabbia del silenzio e della passività hanno connotato la manifestazione di 2000 persone - così dicevano i giornali il giorno successivo - che si è diretta al luogo di partenza il p.le delle FFSS.
Qui si è dato un improvviso impattamento tra la testa del corteo con i cordoni di Polizia e Carabinieri, posti a protezione dell'atrio della Stazione, c'è stata una carica, un tentativo d'arresto di un paio di studenti, uno condotto in Questura, dove si è formato nuovamente un presidio dei manifestanti che si è sciolto solo dopo il rilascio dello studente fermato.
Oggi 7 gennaio 2013, a distanza di 2 mesi dagli eventi, sono state eseguite 9 comunicazioni giudiziarie per interruzione di servizio pubblico e violenza aggravata, con restrizioni personali quali 2 arresti domiciliari e 2 obblighi di firma, notificati a quei manifestanti che risultano maggiormente noti alle forze dell'ordine.
Riteniamo che questa operazione giudiziaria, assolutamente sproporzionata rispetto alle caratteristiche di quella giornata di sciopero e lotta, sia una forma di intimidazione 'legale' posta in essere per tentare di bloccare, di arginare l'insofferenza diffusa e montante nel nostro paese, che è attanagliato da una profonda crisi economica e da impoverimento diffuso.
Abbiamo promosso quella giornata di mobilitazione sociale, vi abbiamo partecipato con entusiasmo, siamo solidali con tutti i manifestanti, tanto più con coloro che le forze repressive hanno voluto punire per la loro generosità.
NON CI AVRETE MAI COME VOLETE VOI
Cobas della Scuola di Padova e del Veneto

* DA NAPOLI: LIBERTA' PER I COMPAGNI DEL PEDRO!

Apprendiamo con rabbia dell'operazione di ps che alle prime luci dell'alba è scattata contro i nostri compagni di Padova con arresti domiciliari e perquisizioni. La Procura e la Questura di Padova hanno messo agli arresti domiciliari due compagni del CSO Pedro ed hanno costretti altri due all'obbligo di firma quotidiano.

I reati contestati sono quelli che riguardano la straordinaria mobilitazione del 14 novembre scorso che vide il protagonismo di migliaia di studenti ed attivisti in tutto il paese ed anche a Padova. Una settimana di mobilitazione che si aprì con la cacciata del ministro Fornero da Napoli durate in occasione del vertice italo-tedesco e proseguì con le mobilitazioni in tutto il paese fino allo sciopero europeo del 14 novembre, primo grande esperimento – riuscito – di mobilitazione europea reale.

Oggi per la giornata di lotta di Padova giudici e poliziotti chiedono di pagare il conto a Zuzzu, Zeno, Mattia e Zenzi, quattro nostri fratelli a cui oggi viene ristretta la libertà.

Siamo nati per rompere i recinti e non per rimanerci chiusi dentro.

Rompere il recinto delle politiche di ausetrità dettate dalla troika e dal Fondo Monetario Internazionale. Rompere il recinto di un teatrino della politica intendo a programmare la continuità delle politiche di rigore con o senza Monti.

Rompere anche quel processo continuo di criminalizzazione e repressione delle lotte sociali che stanno mettendo in campo in tutto il paese.

Siamo vicini ai nostri compagni colpiti dalle restrizioni delle libertà, a tutti i compagni e compagne del CSO Pedro di Padova. Pronti a mobilitarci per la liberazione immediata dei nostri fratelli.

Laboratorio Occupato Insurgencia

D.A.D.A.

Laboratorio Mezzocannone 12
Auditorium Occupato Carla e Valerio Verbano

Rete Commons

* DA TRIESTE COMUNICATO DI SOLIDARIETA'

Il 14 novembre eravamo in piazza, a Trieste come a Padova e come in
moltissime città italiane ed europee. Era una giornata di sciopero
generale europeo ed nelle strade eravamo in tanti, studenti, operai,
insegnanti, disoccupati, precari. Quei tanti che sono le prime vittime
di una crisi che non hanno causato, quei tanti che continuano a lottare
contro l’austerity e che vogliono, pretendono un futuro possibile,
bello, libero e degno. Quel giorno si è ripetuta nelle strade – e la
vediamo ripetersi oggi - una storia vecchia e già vista, ma non per
questo meno orribile e pericolosa: il tentativo di reprimere i movimenti
attraverso una violenza da parte delle Forze dell’Ordine del tutto
spropositata e attraverso operazioni di repressione come quella che
abbiamo visto compiersi oggi a Padova nei confronti dei nostri compagni.
E allora ci ritroviamo ancora una volta a dire che questo è solo
l’ennesimo tentativo di criminalizzare chi lotta per un futuro migliore,
chi ci crede e vuole realizzarlo, assieme, ogni giorno, nelle strade
come negli spazi sociali e nelle scuole. E’ un tentativo che già
conosciamo, e che non ci spaventa. Dà solo conferma alla nostra forza,
alla nostra libertà e alla nostra consapevolezza di avere ragione. Le
loro gabbie non ci spaventano né ci fermano, sono solo specchi del loro
essere servi dell’austerity, e della loro paura di chi è libero e pensante.

Gridiamo forte tutta la nostra solidarietà e fratellanza a Enrico e
Zeno, ai compagni sottoposti al vincolo di firma e a tutti i compagni
denunciati.

Non ci avrete mai come volete voi!

Casa delle Culture Trieste

* Da BOLOGNA: LIBERI TUTTI SUBITO

"L'avete sentito? E' il rumore del vostro mondo che si sta distruggendo. E il nostro che sta risorgendo. Il giorno che è stato il giorno, era notte. E notte sarà il giorno che sarà giorno."
Democrazia! Libertà! Giustizia!

Pessima notizia al risveglio stamani. A quattro nostri fratelli padovani
sono state date misure cautelari per la manifestazione del 14 Novembre,
quando migliaia di persone sono scese in piazza per dire no ai tagli
alla scuola e alle misure anticrisi adottate dal governo.

Giornata che ricordiamo soprattutto per le cariche insensate della
polizia, per gli arresti poi rivelatisi senza fondamento e anche per
quei lacrimogeni lanciati dal ministero di giustizia.

Chi si ribella alle misure di austerity, chi lotta per un mondo
più giusto per tutti e tutte viene picchiato, denunciato, perquisito e
arrestato, mentre chi è causa di questa crisi diviene sempre più ricco.
E' questo il mondo che vogliamo cambiare.
Sicuri che quando tornerete in libertà, continueremo insieme a lottare
per un presente e un futuro migliore.

Vi abbracciamo forte.

I vostri fratelli e le vostre sorelle del Tpo e Làbas

* DA RIMINI, COMPLICI E SOLIDALI CON I COMPAGNI DEL CSO PEDRO
Liberi tutti subito!

Questa mattina a Padova 4 compagni del CSO Pedro hanno subito restrizioni della libertà come esito dell’operazione eseguita dalla Procura e dalla Questura della città. Misure restrittive messe in atto in seguito alla straordinaria e diffusa giornata di sciopero europeo del 14N contro le misure di austerità e rigore che a Padova, così come in tantissime altre città del Sud d’Europa, hanno scandito l’inizio di mesi intensi di mobilitazioni per la costruzione di un’alternativa al futuro di macerie e miseria che ci vogliono consegnare governi tecnici e mercati. Di quella importante giornata ricordiamo l’emersione forte di un nuovo protagonismo, fatto di migliaia di studenti e precari, che hanno espresso la rabbia degna di una generazione che si è accorta di non avere più nulla, ma ricordiamo altrettanto bene anche la reazione violenta dei plotoni in divisa che, con il chiaro intento di terrorizzare e reprimere, hanno massacrato, caricato, manganellato studenti, anche giovanissimi, mobilizzati a terra ed inermi.
Siamo soggettività che hanno imparato a volare, a mettersi in gioco, a non delegare più le scelte che riguardano la propria esistenza e il proprio futuro ad altri, a quei morti che ci vogliono imporre una vita di sacrifici e ricatti. Non saranno la repressione e la normazione, forme di controllo che da sempre vengono messe in atto da chi vuole mantenere inalterato lo stato di cose presenti, a fermarci e farci cambiare idea.
Abbiamo imparato a batterci e così continueremo a fare finché non avremo i nostri compagni di nuovo tra noi e finché non ci saremo ripresi tutto quello che ci spetta!
LIBERI TUTTI SUBITO!
Lab.PazProject
Collettivo Studenti Rimini

* DA TRENTO - SOLIDARIETA' AI FRATELLI E ALLE SORELLE DI  PADOVA

il movimento non si arresta!

Il 14 novembre, giornata di sciopero Europeo, migliaia di persone hanno attraversato le proprie città per chiedere maggiori diritti e dignità e per reclamare un nuovo welfare dal basso che sapesse contrastare la crisi strutturale che stiamo attraversando.

In tanti e tante eravamo in piazza contro gli ennesimi tagli del governo tecnico che mettono in ginocchio migliaia di famiglie in tutta Italia e smantellano l’istruzione pubblica, università e politiche sociali.

In tanti e tante abbiamo espresso radicalità attraverso pratiche conflittuali del comune quali sanzionamenti alle banche, assalti ai palazzi del potere e blocchi alla mobilità.

Abbiamo visto la risposta del governo in quella giornata.

Non ci scordiamo i manganelli e i divieti imposti.

Anche contro questi divieti abbiamo deciso di continuare il nostro cammino, estendendo lo sciopero da 8 ore ad una giornata. Siamo andati (in)contro (al)la violenza della polizia, rompendo i divieti e le prescrizioni, violando la normalità e la pacificazione sociale. E a farlo eravamo migliaia!

A distanza di due mesi la risposta dei poteri forti è quella della repressione. Il pm Matteo Stuccilli ha ordinato la perquisizione domiciliare e il fermo di quattro compagni, due agli arresti domiciliari e altri due con obbligo di firma quotidiano, oltre a notificare denunce ad altri cinque attivisti. 

Fermare quattro persone, denunciarne altre cinque, perquisire le case alla ricerca di armi e chissà cos'altro non può far dimenticare quello che la giornata del 14 novembre è riuscita a determinare, portando una potenza conflittuale sia nelle pratiche che nei numeri molto alta.

Un abbraccio caloroso va a Zeno e Zuzzu. Con la speranza di rivederli al più presto nelle strade e nelle piazza con noi, liberi.

Per fermarci dovete arrestarci tutti e tutte.

Liberi tutti e liberi subito!

Centro Sociale Occupato Bruno

Assemblea Studenti Trento

* DA REGGIO EMILIA SOLIDARIETA' E COMPLICITA' CON I COMPAGNI DI PADOVA

E’ di questa mattina la notizia delle denunce (cinque), delle perquisizioni e delle gravi restrizioni alle libertà individuali operate dalla questura e dalla procura di Padova contro altri quattro nostri compagni e fratelli del movimento del nordest.

Si consuma così l’ennesima ingiustizia ai danni di chi si batte e lotta quotidianamente contro un futuro nero, fatto di debito e austerità per gli strati meno abbienti della popolazione, vacche grasse per gli attori della finanza internazionale e i loro fautori nei territori, i politici, chiamati solo a redigere le leggi che ci fanno sempre più cadere nel baratro della sottomissione e della paura per un futuro che non c’è.

Mentre la solita campagna elettorale impazza, con le solite alleanze, i soliti volti e le solite ricette neoliberiste di impoverimento generalizzato, veniamo colpiti e repressi per avere alzato la testa, per avere messo degli scudi tra noi e i reparti di celere che giorno dopo giorno aumentano l’aggressività e l’intolleranza verso chi protesta e al contempo costruisce “vie di fuga” reali alla crisi e ai suoi meccanismi di sudditanza alle leggi del mercato. Il #14N eravamo tutti in piazza, ognuno nel suo territorio ma tutti insieme in una grande giornata di sciopero europeo che da Madrid ad Atene passando per centinaia di città in tutta Europa ha scandito forte la parola BASTA! Basta a queste politiche irresponsabili e assassine imposte dalla troika e difese dagli apparati repressivi Europei; basta alla destrutturazione delle politiche di welfare; basta al ritorno a scuole e università classiste; basta ad un modello di lavoro basato sul ricatto e sulla mancanza di diritti, e Basta una volta per tutte al modello economico Neoliberista.

Lo abbiamo gridato allora e continueremo a gridarlo sempre più forte mettendo in campo pratiche sempre più incisive e costituenti di un modello diverso. Esattamente quel modello che spaventa chi si adopera con tanta celerità a ingabbiarci e a restringere le nostre libertà.

Solidarietà e complicità dai compagni e le compagne di Reggio Emilia.

Tutti Liberi/Liberi Tutti

SEMPRE A TESTA ALTA!!!

LABORATORIO AQ16

* DA MILANO

Questa mattina a Padova la polizia è entrata nelle case di studenti e attivisti padovani per eseguire delle perquisizioni in relazione ai fatti avvenuti durante lo sciopero europeo del 14 novembre. L’esito delle perquisizioni è stato di 2 persone poste agli arresti domiciliari, 2 con obbligo di firma e 5 denunciate a piede libero. Ancora una volta la musica nel nostro paese rimane la stessa: si cerca di tarpare le ali alle istanze che giungono dal basso andando a colpire deliberatamente alcuni fra coloro che si espongono in prima persona per rivendicare un futuro di diritti e dignità per tutti. Anche a Milano, nel mese di Dicembre, avevamo subito lo stesso iter, con perquisizioni (anche a casa di minorenni) e denunce a diversi studenti che avevano evidenziato la volontà delle istituzioni di reprimere e provare a dividere un movimento che si è dimostrato radicale nelle pratiche e assolutamente coeso negli obiettivi e nelle scelte adottate.

Esprimiamo tutta la nostra vicinanza e solidarietà alle compagne e ai compagni di Padova, consci che non saranno le bieche intimidazioni a scalfire la determinazione di chi lotta ogni giorno per modificare in meglio l’esistente!

Complici e solidali!

Studenti In Movimento (Lab.Out- Rete Studenti Milano- Casc)

* DA ROMA

Questa mattina la città di Padova è stata bruscamente svegliata da un'operazione giudiziaria contro studenti e attivisti legati ai movimenti che hanno attraversato la giornata europea di mobilitazione del 14 novembre. Sono state effettuate 4 perquisizioni e sono stati notificati 2 arresti domiciliari e altrettanti obblighi di firma, oltre a risultare denunciate altre 5 persone.

Dopo gli arresti a Roma e le perquisizioni e le denunce a Milano, una nuova azione giudiziaria attacca i movimenti; quei movimenti che si sono resi protagonisti delle mobilitazioni autunnali e che sono stati in grado di rompere il silenzio imposto dalla pax montiana.

Il 14n, a Padova come in tantissime città d'Europa, migliaia di studenti, precari, lavoratori sono scesi in piazza. Dopo un lungo corteo per le strade della città, reclamando libertà di movimento, la polizia caricava i manifestanti nel piazzale antistante la stazione.

Il susseguirsi di azioni repressive a carico di giovani studenti e precari non frenano di certo la nostra voglia di tornare in piazza sempre più numerosi, piuttosto esprimono la debolezza di chi ha paura di non riuscire a governare e a imporre austerità e povertà come unica via d'uscita dalla crisi.

Tutta la nostra solidarietà va ai compagni che questa mattina si sono svegliati con queste assurde misure.

...prepararsi alla primavera.

Action-Diritti in Movimenti, Anomalia Sapienza-Unicommon Roma, Assemblea di Medicina Astra19 Spa, csoa Spartaco, csoa Sans Papier, csoa La Strada, csoa Corto Circuito, csoa Spartaco, Esc- Atelier Occupato, Lab! Puzzle, Nuovo Cinema Palazzo, Point Break, Scup! ScuolaCulturaPopolare, Strike Spa

* DA PERUGIA 

Lunedì 7 gennaio 2013 intorno alle 7 un’operazione della questura di Padova, nel corso della quale vengono perquisite numerose abitazioni, si conclude con la notifica di misure cautelari per quattro attivisti. Due di loro vengono messi agli arresti domiciliari mentre per gli altri viene imposto l’obbligo di firma. Altre cinque persone sono denunciate a piede libero.

I provvedimenti si riferiscono alla giornata di sciopero europeo del 14 novembre ed in particolare agli scontri con la polizia avvenuti all’ingresso della stazione FS di Padova.

Non è la prima volta e temiamo non sarà l’ultima che le grandi mobilitazioni sociali sollecitano i dispositivi repressivi del comando, in un gioco al massacro che colpisce duramente le vite di studenti, precari, attivisti, lavoratori, disoccupati. La giornata del 14 novembre si inserisce inoltre in un quadro europeo, e sud-europeo in particolare, ad altissimo potenziale tumultuoso.

Nel corso di quella giornata meravigliosa in tante piazze d’Europa migliaia e migliaia di corpi desideranti, appassionati, ribelli hanno tracciato l’unica opposizione possibile alle politiche della troika: la lotta.

Mattia, Marco, Enrico e Zeno sono tutto questo. Mattia, Marco, Enrico e Zeno sono tutti noi.

Esprimiamo a loro ed a tutti i fratelli e le sorelle del Cso Pedro tutto il nostro calore, la nostra solidarietà e la nostra totale complicità.

Libertà per tutti. Subito.

Csoa Ex Mattatoio Perugia

* DA PALERMO

Ieri mattina (Lunedì 7 Gennaio) la città di Padova è stata bruscamente svegliata da un'operazione giudiziaria contro studenti e attivisti legati ai movimenti sociali e studenteschi che hanno attraversato la giornata europea di mobilitazione del 14 novembre. Sono state effettuate 4 perquisizioni e sono stati notificati 2 arresti domiciliari e altrettanti obblighi di firma, oltre a risultare denunciate altre 5 persone.
La notizia della notifica dei provvedimenti cautelari ai danni di alcuni compagni di Padova ci lascia interdetti considerando la straordinaria giornata di movimento a cui si riferisce questa illecita azione giudiziaria. Il 14 Novembre infatti, data dello sciopero generale Europeo, a Padova come a Palermo e nel resto dell’Europa si svolgevano sit-in, cortei, blocchi stradali da parte di sindacati e movimenti sociali: in questa data si è provato a far convergere le rivendicazioni degli insegnanti, la rabbia dei precari e le agitazioni degli studenti. A partire dalle scuole, che a Palermo sono stato il nucleo portante della protesta, il 14Novembre si è caratterizzato per la nascita (e lo sviluppo nel mese successivo) di inedite coalizioni tra studenti e insegnanti: entrambi si ritrovavano in piazza e dietro gli stessi striscioni condividendo il netto rifiuto delle politiche d’austerity portate avanti dalla governance neoliberista che attaccano, e ogni giorno saccheggiano, istruzione, diritti, reddito e beni comuni. Il #14N ha avuto il merito di portare la critica al neoliberismo ad un livello direttamente europeo, di far accendere centinaia di focolai di rivolta e autogestione che sono state le 34 scuole occupate palermitane, e le centinaia di blocchi e scioperi selvaggi che si sono susseguiti fino alle prime settimane di Dicembre.
Sconvolgono queste misure cautelari perché potevano riguardare anche noi, e le migliaia di persone che per quasi un mese hanno occupato le piazze e le strade della città. Fanno rabbia perché il 14 Novembre è stata sì una giornata di violenza, ma una violenza organizzata dalla polizia e diretta unicamente contro il movimento studentesco: non vogliamo lasciare nel dimenticatoio i lacrimogeni sparati dal tetto del Ministero della Giustizia o le cariche ingiustificate contro gli studenti che a Milano e a Roma cercavano di arrivare nelle zone rosse create attorno ai palazzi del potere, o proprio a Padova dove sono stati caricati giovani studenti che provavano a fare un sit-in all’interno della stazione. Nell’era dei tecnici in molte città abbiamo assistito alla violenza tecnicamente e cinicamente utilizzata contro di noi.
Ma noi proprio dal #14N pensiamo sia necessario ripartire, perché siamo sicuri che è stata soltanto una prova, che quei nodi che ponevamo non sono stati risolti dalla crisi, che un’Europa più giusta può nascere solo attraverso la costruzione di movimenti sociali insorgenti, perché le coalizioni tra lavoratori autonomi, studenti, insegnanti e precari devono ancora meglio affinarsi e provare a immaginare un futuro senza austerità.
Vogliamo Tutti Liberi
Laboratorio Zeta - Palermo

* DALLE MARCHE Solidarietà e complicità con le compagne e i compagni di Padova

La notizia della notifica dei provvedimenti cautelari ai danni di alcuni compagni di Padova ci lascia interdetti considerando la straordinaria giornata di movimento a cui si riferisce questa illecita azione giudiziaria. Questa mattina apprendiamo delle perquisizioni e dei conseguenti arresti domiciliari e altrettanti obblighi di firma per essere stati protagonisti della grandissima giornata europea dello scorso 14 novembre, che in centinaia di piazze ha riportato sotto gli occhi di tutti la fame di democrazia e di dignità che centinaia di migliaia di persone reclamano dal basso sperimentando pratiche del comune.

È stato uno sciopero imponente quello che abbiamo insieme costruito e nutrito giorno dopo giorno dalle scuole alle fabbriche, coinvolgendo comitati e precari, uniti contro le manovre finanziarie dettate prima dalla BCE e fatte rispettare poi dai governi europei che vorrebbero costringerci ad accettare forme di vita sempre più flessibili e ricattabili consegnandoci un futuro incerto e senza diritti. Per questo reputiamo assolutamente legittimo il desiderio di chi oggi decide di opporsi e decide di farlo apertamente, in maniera visibile e soprattutto alla luce del sole, sapendo costruire consenso anche quando si sceglie di superare i divieti imposti.

Dai centri sociali delle Marche mandiamo un fraterno abbraccio a tutti i compagni che sono stati vittime di quest’atto intimidatorio che altro non rivela se non la loro incapacità di costruire delle risposte vere e certe a chi oggi è in grado di minacciare quella finta pace sociale che ci fanno credere di difendere.

Non ci stancheremo mai di urlare il nostro desiderio di libertà e giustizia!

Chiediamo che decada immediatamente tutto l’impianto accusatorio e che al contrario siano messe sotto accusa le forze dell’ordine che anche in quella giornata di mobilitazione internazionale si sono manifestate con la nota aggressività di cui si distinguono.

Centri Sociali delle Marche

* Da Alessandria

Ancora una volta un'assurda operazione giudiziaria firmata dalla Procura di Padova impone gli arresti domiciliari per due compagni e misure restrittive della libertà personale per altri.

L'accusa è sempre la stessa: essersi ribellati insieme a decine di migliaia di persone in tutta Italia nella giornata di contestazione all'austerity del 14 Novembre.

A tutti i compagni del CSO Pedro un abbraccio solidale e complice.

Non abbiamo mai chiesto il permesso per essere liberi e siamo determinati nel continuare a non farlo.

Da Alessandria a Padova: Liberi tutti!

Laboratorio Sociale

Csoa Crocevia

* DA VENEZIA

7 gennaio 2013 - Padova

Ore 7:00 operazione di polizia per la giornata di sciopero europeo #14N.

Domiciliari e misure cautelari per 4 persone. 2 agli arresti domiciliari, 2 con obbligo di firma.

Chiediamo l'immediata liberazione dei compagni che, come noi, hanno fatto del 14N una giornata di lotta reale, oltre la ritualità di scioperi in cui la componente precaria e giovanile non trova più spazio.

Vogliono punire il 14N perchè è stata un'importante tappa nel percorso di generalizzazione dello sciopero e nella costruzione di un orizzonte europeo dei movimenti.

Come se non bastassero le gabbie sociali imposte dall'austerity, dalla precarietà e dall'erosione dei diritti,chi si mobilita viene rinchiuso.

Ma non c'è alternativa alla ricerca di un cambiamento radicale che va conquistato moltiplicando le giornate come il 14N!

Infatti la mobilitazione di quel giorno ha visto la partecipazione di migliaia di persone, in tantissime città.

Già la repressione attuata in quella giornata, lo ricordiamo tutti, ci parlava della maniera in cui in Italia le questioni sociali vengono affrontate; ora le misure cautelari, le denunce, non sono altro che la prosecuzione dell'impianto repressivo e violento di uno Stato che ha fatto del bastone la sua legge.

Di fronte a tutto questo come possiamo stare in silenzio?

Ancora di più rivendichiamo il nostro diritto a difenderci e resistere.

Siamo complici e solidali!

Ed è per questo che giovedì 10 gennaio alle 9.00 saremo tutt* davanti al Tribunale di Padova, quando si svolgeranno gli interrogatori.

Un grande abbraccio ai fratelli del Cso Pedro.

Tutt* Liber* Subito!

Laboratorio Morion - S.a.L.e. Docks

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