Padova. Presentazione leggi regionali di iniziativa popolare

26 / 5 / 2012

Parte oggi 26 maggio a Padova e provincia la raccolta di firme per la presentazione in Regione Veneto delle due proposte di legge di iniziativa popolare sul reddito minimo di cittadinanza e sulla riconversione ecologica dell’economia. A sostegno dell’importante iniziativa che, in contemporanea, sta partendo anche in tutte le altre province della Regione, è stato istituito nei giorni scorsi un qualificato Comitato di sostegno che riunisce un vasto fronte di diversi soggetti che vanno dal mondo politico a quello sindacale  schierando la Fiom regionale e provinciale, l’Adl Cobas e Sel provinciale. Al Comitato di sostegno padovano hanno aderito numerosi comitati, tra cui  il Comitato Lasciateci respirare” di Padova e Monselice, ma anche amministratori locali come il sindaco di Baone Francesco Corso o il consigliere comunale di Sel di Padova Marina Mancin, le associazioni ambientaliste come il Comitato Difesa Colli

 Entro settembre bisogna raccogliere 7000 firme ma contiamo di poterne raccogliere almeno tre volte tanto. A Padova si potrà firmare ogni mercoledì  pomeriggionella sede dell’Adl Cobas (Padova, viale Cavallotti, 2),  nella prossima festa di Sel in programma per il mese di giugno, allo Sherwood festival (dal 15 giugno a metà luglio, dove sarà presente un banchetto stabile)  e nei banchetti proposti dal Comitato “Acqua bene comune”, da SEL e dal Comitato di sostegno stesso. Numerosi, inoltre, i banchetti che saranno allestiti anche in Provincia da Monselice  a Montagnana ed Este. Oltre alla 7000 firme di cittadini veneti il sindaco di Baone Francesco Corso e gli altri componenti attivi sede istituzionale a Padova e in provincia attiveranno un parallelo percorso istituzionale nell’intento di raccogliere l’adesione di consigli comunali che chiedano alla regione di discutere i due testi di legge.

E’ inoltre attivo un blog  http://2propostexilveneto.blogspot.it,  su cui verranno comunicate ed aggiornate le iniziative in costruzione a Padova e in provincia per la raccolta firme, le adesioni e tutto quanto c’è da sapere sulle due proposte di legge

Comitato padovano di sostegno alle due proposte di legge di iniziativa popolare

 Per contatti e info

 Francesco Miazzi – fmiazzi@gmail.com 

Beatrice Andreose - beadeste@katamail.com 

Roberto Marinello   - roberto.marinello@teletu.it

 Alcune note sui testi delle due proposte

 Reddito minimo di cittadinanza:

Nonostante l’Unione Europea  parli del “ reddito minimo nella lotta contro la povertà e la promozione di una società inclusiva in Europa», l’Italia è l’unico paese, insieme alla Grecia, che non lo  prevede..La nostra proposta di legge prevede un reddito minimo di cittadinanza di 750 euro mensili. E’ rivolto a chiunque risieda nella Regione Veneto da almeno due anni e che risulti  disoccupato da almeno sei mesi con  un reddito non superiore ai 5000 euro all’anno. Tale reddito lievita a 10.000 euro qualora nella stessa famiglia vi siano più persone che ne hanno diritto. Il Comune seleziona gli aventi diritto e progetta per ciascuno di essi l’intervento complessivo, che prevede, oltre all’erogazione monetaria, anche altre misure idonee a contrastare lo stato di povertà.

 Conversione ecologica dell’economia:

La  Regione Veneto si caratterizza per cementificazione selvaggia, inquinamento diffuso, elevato numero di capannoni e centri commerciali.

La nostra proposta di legge prevede aiuti economici e procedure istituzionali che aiutino i  singoli settori e  le singole attività industriali oggi inquinanti, obsolete o nocive disponibili a  riconvertirsi in  attività sostenibili ed eco-compatibili. Coinvolti assieme alle imprese anche i Comuni, la scuola  e la popolazione organizzata in comitati ed associazioni. I 17 articoli della proposta prevedono l’istituzione di un Comitato Regionale Ambientale per la riconversione ecologica, misure di incentivazione e compensazione per i soggetti interessati, esenzioni tributarie e  l’istituzione di un fondo di 450.000.000 di euro per tre anni da destinare allo scopo.

Dopo la raccolta, le firme dovranno passare al vaglio delle commissioni regionali competenti per materia e quindi attraverso il voto del consiglio regionale

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