Padova - Profughi accampati sotto il Comune: questo è il nostro destino

Intanto l’Assessore smentisce l’esistenza delle borse lavoro dopo mesi di annunci e promesse

28 / 2 / 2013

Una coperta stesa a pochi metri di distanza dai cancelli d’ingresso di Palazzo Moroni, decine di "profughi" radunati dietro lo striscione che denuncia l’abbandono da parte delle Istituzioni, la rabbia mista a frustrazione, questo lo scenario di martedì sera a Padova quando sono iniziate le mobilitazioni dei rifugiati a ridosso della scadenza del 28 febbraio.

"Questo è il nostro futuro" dicono, mentre si adagiano sulle coperte stese a terra. Con loro le decine di attivisti e volontari dell’Associazione Razzismo Stop che ha condotto con loro la battaglia per il diritto d’asilo e un’accoglienza degna. "E’ una pagina vergognosa tra le tante vergognose violazioni dei dirtti umani del nostro Paese" denunciano gli attivisti di Razzismo Stop mentre intanto arrivano ulteriori notizie sconcertanti.

Alcuni rifugiati provenineti dal Ghana, ospitati in una delle strutture gestitre direttamente dal Comune, hanno appena concluso un incontro chiarificatore in cui l’Assessore ai Servizi Sociali, che la mattina stessa come nei mesi precedenti aveva dichiarato ai giornali la disponibilità di borse lavoro per chi non volesse lasciare la città, ha negato l’essitenza delle borse stesse invitando i rifugiati ad accetgtare l’offerta di 1.200 euro per lasciare la città e comprare così il silenzio su due aanni di colpevole inerzia ed abbandono.

Chi ha vinto l’illusione di un viaggio in altri paesi europei (in molti cercano fortuna all’estero andando incontro alla gabbia del Regolamento Dublino) o ha semplicemente il desiderio di rimanere in città, deve ora fare i conti con le ennesime promesse disattese e ancora una volta con l’abbandono.

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Padova - Rifugiati accampati sotto il comune