Da quattro notti sono accampati davanti alla prefettura di Padova, ieri sono saliti sulle impalcature della basilica di Sant'Antonio e hanno srotolato uno striscione. Sono 43 nigeriani, marocchini e senegalesi che hanno pagato 1.500 euro a dei truffatori con la garanzia del permesso di soggiorno

Padova - Tende migranti

La protesta contro le espulsioni

1 / 3 / 2011

Sono saliti sulle impalcature della basilica di Sant'Antonio e hanno appeso uno striscione con scritto «No alle espulsioni». I migranti che si apprestano a passare la quarta notte accampati davanti alla prefettura di Padova hanno risposto così all'incontro negativo con il prefetto che non ha dato disponibilità alla risoluzione della situazione. Da venerdì davanti alla prefettura di Padova c'è una vera e propria tendopoli. Tre striscioni spiegano che sta accadendo. Uniti contro la crisi. Uniti contro il razzismo. Sciopero generale. Nelle tende ci sono 43 cittadini nigeriani, marocchini e senegalesi, insieme a tanti italiani. I migranti sono quelli che sono stati truffati nella corsa al permesso di soggiorno che si è scatenata per la sanatoria del 2009. Una sanatoria che però era circoscritta al solo lavoro domestico e che ha mandato in crisi e disperazione migliaia di migranti. Molti di loro (tutti lavoratori anche se magari con lavori in nero o contratti brevi) si sono fidati della promessa fatta loro da una vera e propria organizzazione criminale che in Veneto e non solo (come stanno accertando le procure che hanno aperto un'inchiesta sui fatti). Nei fatti i migranti si sono ritrovati a pagare delle cifre comprese tra i 1.500 e i 5.000 euro per la garanzia di un permesso di soggiorno.
Oggi, loro che hanno denunciato l'organizzazione criminale, rischiano di essere espulsi. Perché nell'attesa di sapere cosa deciderà la procura (rispetto alla concessione dei permessi di soggiorno) i 43 cittadini non hanno nessuna tutela. Le loro storie, raccontate ancora una volta ieri nelle tende dove si è svolta la prima assemblea cittadina, raccontano di lavori al nero, lavapiatti per poche ore, di chi racimola qualche soldo distribuendo volantini porta a porta. Ci sono facchini, giardinieri, lavoratori edili. Tutti sfruttati, usati e poi gettati come si fa con qualcosa che non serve più. Loro però hanno deciso di ribellarsi e si sono recati allo sportello dell'associazione Razzismo Stop di Padova per denunciare i truffatori. Gli attivisti dell'associazione hanno ricostruito la storia della truffa e varie procure del Veneto hanno aperto un'inchiesta. Tutti i migranti venivano avvicinati da sedicenti mediatori, professionisti, che attraverso uffici, documenti falsi e datori di lavoro pure falsi, davano informazioni fasulle ma soprattutto vendevano la promessa di un posto fisso, che avrebbe consentito al migrante di rientrare nella sanatoria. Naturalmente tutto questo aveva un costo anche molto elevato.
Diverse associazioni padovane e venete hanno scritto e consegnato alle autorità una lettera in solidarietà con i migranti. Hanno firmato la Fiom del Veneto e di Padova, Assopace e molti altri. «Questa iniziativa - dice Nicola Grigion di Meltingpot - rientra nelle varie tappe che ci porteranno al primo marzo». Ma rientra anche nel percorso che vede Uniti contro la crisi in prima fila per quella che Grigion definisce «marcia verso la democrazia» in Italia.
In Piazza Antenore ci sono 8 piccole tende, una media e un tendone enorme. Fa freddo, ma la solidarietà portata ai migranti è tanta. C'è un via vai di persone che entra e esce dalle tende. Si fermano a ascoltare le storie che questi cittadini hanno da raccontare. Venerdì dopo un primo corteo c'è stata una serata di musica alla tendopoli. E ieri da Brescia sono arrivati a portare la loro solidarietà i cittadini migranti che pochi mesi fa si erano arrampicati sulle gru della città lombarda per chiedere giustizia.
Per quasi tutta la notte di venerdì sono rimasti nelle tende con i migranti anche i cittadini somali ospiti dell'associazione Razzismo Stop. Ieri la prima assemblea cittadina per far sapere ai padovani che cosa sta accadendo.
La richiesta dei migranti e dell'associazione Razzismo Stop è duplice. Alla procura si chiede il rilascio di un permesso di lavoro per protezione sociale (ex articolo 18) ma contemporaneamente alla prefettura si chiede la sospensione delle espulsioni.
Nella lettera che in queste ore si sta volantinando e già sottoscritta da decine di associazioni si legge tra l'altro che «le rivendicazioni dei migranti, che per lungo tempo hanno occupato una gru nella città di Brescia, ed una torre nella città di Milano, hanno fatto emergere e portato all'attenzione di tutto il paese questa ingiustizia». La lettera poi ricorda ai padovani che «alla truffa si è aggiunta l'ingiustizia consumata nei confronti di chi, dopo aver avuto accesso alla procedura, si è visto vanificare la possibilità di ottenere un permesso di soggiorno da parte di una circolare interpretativa del capo della polizia Manganelli, che ha dato il via ad una lunga ed impressionante serie di rigetti dei permessi di soggiorno per gli stranieri precedentemente condannati per la violazione dell'ordine di allontanamento del Questore. Non puoi regolarizzarti proprio in virtù della tua irregolarità diceva la circolare: un paradosso. In queste ore è attesa la decisione plenaria del Consiglio di Stato sulla vicenda. A Padova ed in Provincia sono centinaia le domande rigettate ma soprattutto sono tante le persone truffate da una vera e propria organizzazione criminale che attendono giustizia».
Dopo essere stati ricevuti in mattinata dai responsabili della Prefettura con un nulla di fatto per quanto riguarda un impegno a risolvere la situazione dei migranti, che da quattro giorni sono accampati in Piazza Antenore, si è scelto di salire sulle impalcature della Chiesa di Sant'Antonio.

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