Padova - Verso la "Degrado Pride Parade"

Contro le ordinanze e il clima di controllo e repressione dei poveri, degli studenti, dei migranti e degli spazi sociali che la giunta Bitonci sta portando avanti

24 / 9 / 2014

A seguito delle ultime settimane di mobilitazione cittadina, una grande assemblea di mercoledì 17 settembre ha lanciato, dopo aver redatto un documento condiviso, una grande giornata di mobilitazione contro l'amministrazione Bitonci della città che a colpi di ordinanze e sanzioni mira a calibrare Padova sulla misura del "decoro", del "pulito", dell' "ordinato". Tutto questo escludendo i giovani e gli studenti, i poveri e i migranti dal vivere pienamente gli spazi urbani, perché considerati o incompatibili o irrispettosi della pubblica morale. 

Dopo i grandi appuntamenti dell'assemblea pubblica e del ritrovo ludico No Degrado della settimana prima, la città degna, solidale e aperta lancia per il 29 settembre una Degrado Pride Parade che attraverserà Padova portando in piazza le sue relazioni virtuose, giuste e inclusive.

 Qui di seguito il documento condiviso dall'assemblea:

 Per una Padova aperta, solidale, antirazzista e dei diritti

Poco dopo le ultime elezioni amministrative, un gruppo di intellettuali presentava un manifesto per promuovere Padova come città senza razzismo e discriminazioni religiose. Già a inizio agosto c'è stata la prima manifestazione di piazza contro le politiche del sindaco Bitonci; da allora gli appuntamenti pubblici si sono moltiplicati. 

Nelle ultime settimane il neo sindaco Bitonci ha iniziato la sua personale crociata contro quello che considera “degrado”. Gesti all’apparenza comuni e innocenti come chiedere l'elemosina, suonare o giocolare in strada, bere una birra seduti su degli scalini sono diventati dall’oggi al domani comportamenti delittuosi e inaccettabili, da vietare e punire tramite ordinanze e multe. Le ultime proposte di modifica del regolamento di polizia comunale prevederebbero poi divieti sempre più ridicoli: dal sedersi per terra a stendere il bucato in centro, dagli scherzi goliardici nel giorno di laurea fino al riparare la bici in pubblico. 

Contro queste ordinanze è nata la campagna No al degrado che con la chiave dell’ironia e del paradosso ha raggiunto migliaia di persone tramite i social network e ha organizzato due appuntamenti in piazza delle Erbe con centinaia di partecipanti.

Da questo inizio di mobilitazione vogliamo partire per invitare tutti coloro che abitano a Padova a condividere un nuovo appuntamento pubblico che sappia portare a galla quella cultura che si oppone con forza alle discriminazioni razziali, di genere e religiose, agli attacchi verso i poveri e i soggetti più isolati, agli sgomberi degli spazi sociali e alla repressione della socialità negli spazi pubblici: vogliamo comunicare e dimostrare che esiste un modo più libero e degno di vivere la città. La gravità di quello che è accaduto negli ultimi mesi è evidente a tutti ed è qualcosa che urta con forza la nostra dignità. 

Dentro il quadro di una crisi mondiale, in cui povertà, precarietà, corruzione strutturale e guerre asimmetriche sono la realtà di ogni giorno, a Padova siamo di fronte a un’ondata di ignoranza culturale promossa direttamente dall’amministrazione. Invece di affrontare le difficoltà dei cittadini e di tutti gli abitanti della città, il Comune da un lato emette ordinanze “antidegrado” e aggiunge ulteriori divieti al regolamento di polizia urbana, dall’altro taglia drasticamente i servizi sociali, aumentando l’esclusione sociale e impoverendo la città dal punto di vista culturale ed economico, equiparando chiunque sia avvertito come “diverso” a un criminale.

Pensiamo che queste derive politiche e culturali debbano essere contrastate fin da subito attraverso pratiche virtuose di relazione e cooperazione tra i soggetti, singoli come associati, che vivono a Padova. Non possiamo accettare che la dimensione collettiva di contaminazione e aggregazione spontanea di una città venga trasformata in una giungla dove vige la legge del più forte, dove il ricco vince contro il povero, il bianco contro il nero, l’eterosessuale contro l’omosessuale, il forte contro il debole.

Allo stesso tempo assistiamo a una vera e propria lotta contro la mobilità sostenibile, per favorire invece il traffico automobilistico, data la volontà manifesta di riaprire la zona a traffico limitato, multare chi non trovando posto nelle rastrelliere lega la bici a un palo senza ostruire il passaggio ad altri mezzi o ai pedoni e andando a riportare il traffico veicolare in zone da poco pedonalizzate come Piazza Portello.

La mobilitazione contro la riapertuta al traffico di Piazza Portello, l’assemblea estiva in risposta alla polemica sul Radar Festival, le iniziative colorate e partecipatissime delle ultime settimane nelle piazze del centro ci mostrano come in questa città ci siano ancora persone in grado di esprimere solidarietà e accoglienza e mettersi in gioco per conquistare diritti e spazi di libertà. Scendiamo insieme in strada per portare la nostra ricchezza culturale e per dimostrare qual è la città che vogliamo: una città in cui si mettano al centro i beni comuni, un nuovo modello di welfare inclusivo e cooperativo e un nuovo modo di vivere le relazioni quotidiane.

Raccogliendo quanto emerso dai molteplici interventi che hanno reso l'assemblea del degrado un momento di ampia partecipazione cittadina, invitiamo quindi tutti coloro che abitano a Padova al “Degrado Pride” lunedì 29 settembre. Questa giornata, proprio mentre le modifiche al regolamento di polizia urbana saranno discusse e votate in consiglio comunale, sarà l’occasione per mostrare alla giunta Bitonci l’altra Padova che ogni giorno lavora per una città diversa, aperta, solidale e accogliente.

Le ordinanze di Bitonci puntano a dichiararci illegali, ma noi non abbiamo alcuna intenzione di farci intimorire o di lasciare la nostra città, anzi, più la giunta insisterà su questa strada di chiusura e xenofobia più noi ci mobiliteremo per dimostrare che un’altra Padova non solo è possibile ma è migliore e desiderabile.

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